Dopo anni di rendimenti scarsi, il comparto ha invertito la rotta nonostante l’andamento negativo delle Borse. Le grandi compagnie pensano alle nozze per evitare guerre sui prezzi. Turbo anche grazie al Recovery fund.

Dopo un lungo periodo di rendimenti poco interessanti, il settore delle telecomunicazioni è tornato a salire nonostante l’andamento negativo dei mercati azionari mondiali. Da inizio anno in Europa (e non solo) è fra i pochi in positivo (+3,75%) con titoli come T-mobile che hanno messo a segno rialzi a doppia cifra. Ci sono di certo le eccezioni e la nostra Tim è fra queste con un ribasso di oltre il 41% anche quest’anno. Purtroppo, è fra le peggiori performance del settore da molti anni tanto che nell’Etf di Lyxor che replica l’indice europeo del settore il peso di Tim è inferiore oggi all’1%, mentre Deutsche telecom pesa oltre il 18%.

Il settore sta diventando sempre più concentrato e molte compagnie telefoniche hanno iniziato a cercare di tagliare i costi e a unirsi per evitare quelle guerre di prezzi fratricide che hanno alla fine solo sconquassato il mercato e hanno funzionato bene solo per pochissimi sfidanti (Iliad, ad esempio, che ora non è più quotata, è uno di questi casi).

Va detto che l’avvio di ingenti investimenti da parte del Recovery fund, volti ad accelerare la transizione digitale, dovrebbe sostenere il settore che vede alcuni Paesi molto indietro nella connettività a banda larga (l’Italia è fra questi).

«La migliore connettività offerta dal 5G dovrebbe», dice Salvatore Gaziano, direttore investimenti di Soldiexpert scf, «sostenere il settore, anche se le compagnie europee faticano ancora a trovare il modo di farsi remunerare maggiormente per il traffico dati rispetto a quelle americane che fatturano e guadagnano molto di più. Lo sviluppo del settore è poi incessante perché dopo il 5G ci sarà il 6G mentre cloud computing, Internet of things e ottimizzazione della rete sono già fra noi e rendono possibile uno scenario basato su veicoli sempre più automatizzati, smart city, smart working e fabbriche automatizzate». La dimensione del mercato delle telecomunicazioni dovrebbe raggiungere i 3.450 miliardi di dollari entro il 2022, grazie al crescente sviluppo delle città intelligenti e alla crescita dei mercati emergenti.

Il settore, insomma, ha le sue gemme, ma ha anche le sue difficoltà. Tra i titoli migliori degli ultimi tre anni ci sono l’americana T-mobile, che è cresciuta dell’83%, e la tedesca Deutsche telekom, in salita del 35% in 36 mesi. Anche Vodafone ha fatto bene con un rendimento del 9,4%, così come Verizon communications (5%) e Nokia (3%). Al contrario, nello stesso periodo di tempo, hanno sofferto non poco in Borsa Orange (-4,48%), Bt group (-16,2%), Tim (-41,1%) e Telefónica (-21,9%). Anche l’Etf di Lyxor che raggruppa le società europee del settore in tre anni è salito del 6,7%.

Secondo molti analisti, però, il settore dovrebbe riprendersi e le valutazioni di molti titoli dovrebbero tornare a salire nel medio periodo, anche per via della sempre e crescente necessità di informazioni legata alla difficile situazione geopolitica in Europa e alla pandemia.

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