• Matteo Salvini, Gilberto Pichetto Fratin e Adolfo Urso scrivono alla Commissione per chiedere di ammettere tutti i tipi di benzina e diesel verdi. Ma compare una bozza di regolamento che apre solo agli efuel, come chiesto da Berlino.
  • Janet Yellen assicura che il governo Usa proteggerà i depositi se la crisi si allargherà. E oggi la Fed decide sui tassi. Andrea Enria : «Il sistema tiene però lo choc non è finito».

Lo speciale contiene due articoli.

L’Italia non accetterebbe «un’interpretazione indebitamente ristretta del concetto di carburanti CO2 neutrali» che preveda l’esclusione dei biocarburanti da parte della Commissione europea. È quanto si legge in una lettera inviata ieri dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e dal ministro delle Imprese Adolfo Urso al vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans. Il riferimento è al provvedimento approvato dal Parlamento Ue in merito al bando dei motori termici dal 2035. «L’Italia è pienamente impegnata nella decarbonizzazione del settore del trasporto», ricordano i tre ministri nella lettera, sottolineando «la necessità di rispettare il principio della neutralità tecnologica». Italia e Germania, prosegue la lettera, hanno spinto per l’inclusione del Considerando 11 nella nuova regolamentazione proprio per consentire l’immatricolazione di auto con motore a combustione interna anche dopo il 2035. Il Considerando citato, ricordiamo, afferma che «la Commissione presenterà una proposta relativa all’immatricolazione posteriore al 2035 di veicoli che funzionano esclusivamente con combustibili neutri in termini di emissioni di CO2». Grazie a tale inclusione l’Italia non si è opposta all’impianto generale del provvedimento.

A metà della lettera, ecco il nocciolo della questione: «Combustibili neutri in termini di emissioni di CO2 significa, per noi, combustibili rinnovabili gassosi o liquidi, compresi biofuel ed efuel». Il governo italiano equipara quindi espressamente i due tipi di carburante e chiede che il Considerando 11 sia attuato «prima della revisione del 2026, proponendo un atto giuridicamente vincolante. Un impegno in tal senso da parte della Commissione, con l’indicazione di una tempistica, sarebbe molto apprezzato e permetterebbe di concludere positivamente il dossier». In conclusione, i tre ministri affermano, come già riportato, che «in ogni caso l’Italia non accetterebbe una interpretazione indebitamente ristretta del concetto di carburanti CO2 neutrali che includesse solo gli efuel e non i biofuel».

Affermazione molto importante. Proprio questo distinguo era stato oggetto dell’articolo di domenica scorsa su questo giornale, in seguito all’emersione di una lettera inviata dal capo di gabinetto del ministero dei Trasporti tedesco allo staff di Timmermans. Nella lettera, il funzionario di Berlino delineava un percorso per arrivare a comprendere gli efuel, che i tedeschi pretendono, all’interno della classificazione Euro 6, senza rimettere in discussione il testo principale già approvato dal Parlamento europeo. Questo tracciato però appare disegnato esclusivamente per gli efuel (ottenuti da produzione di idrogeno con energia rinnovabile associata a un processo chimico), mentre sembra escludere i biocarburanti (derivanti invece da vegetali, biomasse o residui di lavorazioni), nonostante entrambi siano neutrali dal punto di vista delle emissioni. La trattativa separata tra governo tedesco e Commissione sembrava quindi metterci in minoranza.

La lettera di ieri, quanto mai opportuna, contribuisce ora a fare chiarezza, non solo perché equipara efuel e biocarburanti ma anche perché mette in mora la Commissione chiedendo esplicitamente un atto giuridicamente vincolante.

La presa di posizione italiana giunge con tempestività a rompere l’idillio tra la Germania e la Commissione, concretizzata in una bozza di soluzione che è circolata proprio ieri, quasi contemporaneamente alla diffusione della lettera italiana. Nella proposta dalla Commissione, dopo il 2035 si potranno immatricolare auto con motore a combustione interna «solo se alimentate a efuel CO2 neutrali». Non si parla quindi di biocombustibili. Verrebbe creata una nuova categoria di veicoli efuel, proprio come suggerito nella missiva tedesca. La novità contenuta nella proposta di ieri della Commissione, però, è a dir poco mirabolante: i nuovi veicoli ammessi dovranno avere motori in grado di riconoscere se il combustibile utilizzato contiene CO2 o meno. La cervellotica richiesta della Commissione, che vuole avere l’ultima parola, non è piaciuta ai tedeschi. Da Berlino comunque trapela la convinzione che entro domani si giungerà a un compromesso. La lettera italiana però, per come è scritta, potrebbe rompere questo equilibrio e costringere la Commissione a includere esplicitamente anche i biocombustibili tra i carburanti ammessi. Vedremo se il governo di Giorgia Meloni riuscirà a tenere il punto, che darebbe una teorica possibilità di sopravvivenza ad almeno una parte del settore industriale automobilistico italiano.

Intanto, Tesla ha reso noti i risultati delle vendite di febbraio nell’Unione europea: 19.249 veicoli (erano 12.860 nel febbraio 2022, +50%) con una quota di mercato del 19,8% tra i veicoli elettrici e del 2,4% del mercato totale auto europeo. L’elettrificazione dei trasporti avanza.

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