Matteo Salvini durante la conferenza stampa sul contributo per l’affitto ai genitori separati o divorziati, a Roma il 9 ottobre 2026
Matteo Salvini rilancia la proposta di un contributo da parte di banche e assicurazioni per finanziare la manovra economica (Ansa)

Ora è il momento delle banche. Dopo le compagnie energetiche che hanno accolto l’appello del governo a mettere un tetto agli aumento dei carburanti, la Lega torna a incalzare gli istituti di credito. Mentre il governo attende che la Commissione europea si esprima sulla richiesta di una maggiore flessibilità sulla spesa, il cantiere della manovra economica è entrato nel vivo e con esso è scattata la caccia ai fondi.

Salvini chiede cinque miliardi a banche e assicurazioni

La Lega è convinta che le prime 10 grandi banche e gli istituti assicurativi possano contribuire fino «a 5 miliardi, dal momento che stanno facendo grandi profitti, chiuderanno con 50 miliardi a fine anno e una buona parte di questi utili deriva dai cittadini italiani» come ha rilanciato il vicepresidente del Consiglio e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini.

Non è la prima volta che Salvini chiama le banche a fare la loro parte, come ha ricordato il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, con riferimento all’accordo triennale da 10,5 miliardi di contributi siglato con il governo lo corso anno. «Non abbiamo intenti punitivi, tassativi, ma penso che il sistema delle grandi banche possano tranquillamente incassare 45 miliardi invece di 50. Cinque miliardi di contributo è una cifra sostenibile e rispettosa», ha detto Salvini. «Conto di arrivarci con un confronto con il centrodestra, senza mettere una norma».

Il nodo politico con Forza Italia

«Sarebbe un contributo volontario», ha rilanciato il senatore della Lega, Claudio Borghi e al vicepremier Antonio Tajani manda a dire che «la proposta non ha niente di sovietico». Forza Italia infatti è sempre stata contraria. Posizione contraria pure sull’abolizione del canone Rai che invece Salvini vorrebbe inserire nella manovra e sul quale ora vedrebbe da parte di Forza Italia «segnali» di convergenza.

Ma la priorità per il ministro delle Infrastrutture è lo sblocco di 8 miliardi per i cantieri. Soldi che Salvini reclama prima della legge di Bilancio perchè «servono a pagare lavori già fatti, per varianti in corso d’opera, per l’aumento dei prezzi». Il Mef pare ci stia lavorando nell’ambito dello scostamento di bilancio, con l’intervento sull’energia che assorbirebbe una parte di questo budget. Un altro paio di maniche invece sono i 13 miliardi per il 2027, destinati a manutenzioni e nuove opere.

Manovra, il governo cerca le coperture

Ieri c’è stato un incontro informale di alcuni ministri con la premier Giorgia Meloni mentre per lunedì è previsto un vertice di maggioranza in vista del Consiglio dei ministri di martedì dove è atteso il Dpb, il Documento programmatico di bilancio da inviare alla Ue con l’elenco delle principali misure della manovra.

E per quel giorno il governo dovrà sapere se può contare sul contributo di banche e assicurazioni, il che significa non solo convincere l’Abi, ma avere anche il via libera di Forza Italia. Nella manovra bisogna trovare le coperture per i tagli dell’Irpef, il rinnovo della Flat Tax, il rifinanziamento dei fondo sanitario e, ultime richieste messe sul tavolo ieri da Salvini, più risorse per il contributo all’affitto destinato ai genitori separati.

Più fondi per l’affitto ai genitori separati

Sul contributo per l’affitto, misura sperimentale finanziata con 60 milioni di euro, Salvini ha spiegato che la domanda potrebbe superare le risorse disponibili. Nelle prime 24 ore dall’apertura della piattaforma sono arrivate oltre 13.000 richieste. Salvini ha detto di aver già affrontato il tema con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Il finanziamento attuale prevede 20 milioni di euro per ciascuno dei tre anni.

Intanto il premier ellenico Kyriakos Mitsotakis si è detto fiducioso a proposito delle richieste in sede Ue da parte di Italia e Grecia di maggiore flessibilità fiscale. «Credo che riusciremo a ottenere qualcosa in più rispetto al margine di manovra che abbiamo ora, ma non sarà granché, se si tiene conto anche della situazione sul mercato obbligazionario».

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