Mattarella firma. La legittima difesa adesso è legge
  • Il presidente della Repubblica scrive al Parlamento: «Il turbamento deve essere obiettivo». Matteo Salvini: «Ora i cittadini si possono proteggere».
  • A Manduria, in Puglia, 14 indagati, di cui 12 minorenni. Sono accusati di aver torturato per anni un uomo con problemi psichici, trovato cadavere in casa legato a una sedia.

Lo speciale contiene due articoli.

La difesa è sempre legittima, e quindi non punibile, se si «usa un’arma legalmente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere la propria o la altrui incolumità, i beni propri o altrui». Si esclude la punibilità di chi si è difeso in «stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto». Viene innalzata a quattro anni la pena massima di carcere per la violazione di domicilio. Per furto in abitazione si arriva fino a un massimo di sei anni. I teorizzatori della trasformazione dell’Italia in un Far West, che speravano nella bocciatura al Quirinale, rimarranno delusi. La legittima difesa, nonostante tutti i ma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è legge.

Il provvedimento si propone di ampliare il regime di non punibilità a favore di chi reagisce legittimamente a un’offesa ingiusta, realizzata all’interno del domicilio e dei luoghi a esso assimilati, il cui fondamento costituzionale è rappresentato dall’esistenza di una condizione di necessità. Il presidente contestualmente all’approvazione ha scritto alle Camere per rimarcare che le nuove norme non devono attenuare il ruolo dello Stato. E infatti la premessa è questa: «Va preliminarmente sottolineato che la nuova normativa non indebolisce né attenua la primaria ed esclusiva responsabilità dello Stato nella tutela della incolumità e della sicurezza dei cittadini, esercitata e assicurata attraverso l’azione generosa ed efficace delle forze di polizia».

Ecco cosa cambia: «L’articolo 2 della legge, modificando l’articolo 55 del codice penale, attribuisce rilievo decisivo allo stato di grave turbamento derivante dalla situazione di pericolo in atto: è evidente che la nuova normativa presuppone, in senso conforme alla Costituzione, una portata obiettiva del grave turbamento e che questo sia effettivamente determinato dalla concreta situazione in cui si manifesta». E il presidente è partito da qui. La normativa sulla legittima difesa, prevista dal Codice Rocco e ancora vigente, prevede la condizione di «necessità» che non può essere abolita dalla nuova legge perché sarebbe contraria ai principi costituzionali. In altre parole perché la difesa sia legittima deve continuare a sussistere la necessità di difendersi da un pericolo attuale di un’offesa ingiusta.

Altro rilievo. Sull’introduzione del concetto di «grave turbamento», che non può essere invocato «soggettivamente» da chi ha sparato. Se fosse una scriminante sempre e comunque colui che ha sparato potrebbe dire di essere stato in stato di grave turbamento per evitare il processo per eccesso di legittima difesa. Bisogna invece che questo stato di grave turbamento sia riconosciuto oggettivamente.

«Devo rilevare», scrive ancora Mattarella, «che l’articolo 8 della legge stabilisce che, nei procedimenti penali nei quali venga loro riconosciuta la legittima difesa domiciliare, le spese del giudizio per le persone interessate siano poste a carico dello Stato, mentre analoga previsione non è contemplata per le ipotesi di legittima difesa in luoghi diversi dal domicilio (se si viene ad esempio aggrediti per strada, ndr)».

«Piena adesione a quanto segnalato da Mattarella», sottolinea Pasquale Grasso, presidente dell’Anm, che aggiunge: «Nella concreta applicazione, se emergeranno dubbi di costituzionalità saranno sottoposti al vaglio della Consulta».

«Con i suoi rilievi sulla legittima difesa il presidente conferma, nelle forme che gli sono consentite, le obiezioni e le perplessità che avevamo sollevato su questa riforma», sostiene il presidente dell’Unione delle camere penali, Gian Domenico Caiazza, rilevando che nella sua lettera il capo dello Stato «dice che è una legge compatibile con il sistema costituzionale solo se non si pensa che lo Stato deleghi al privato la difesa domiciliare».

Dal punto di vista giuridico, a riequilibrare la situazione ci pensa il ministro per la Pa Giulia Bongiorno: «È stata indicata un’interpretazione in linea con quanto abbiamo sempre sostenuto. Il nuovo testo non è stato pensato per offrire, come qualcuno ha maliziosamente insinuato, una licenza di uccidere, bensì per risparmiare inutili calvari giudiziari a chi respinge una persona che si introduce in casa sua».

È soddisfatto, infine, il ministro dell’Interno Matteo Salvini: «Ascolto con interesse estremo i rilievi del presidente della Repubblica, ma la legittima difesa è legge dello Stato e i rapinatori da oggi sanno che se entrano in una casa, un italiano può difendersi senza rischiare di passar anni davanti a un tribunale in Italia».


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