- Il Lazio estende retroattivamente la norma che bandisce le sale scommesse quasi ovunque. Settore in rivolta. Il rischio è quello di facilitare le bische clandestine.
- Tabacco: secondo uno studio, aumento del 3,9% nell’Ue. Speranza pensa di alzare ancora l’imposizione.
Lo speciale contiene due articoli.
Una modifica alle legge della Regione Lazio guidata da Nicola Zingaretti che regola le attività di gioco legale, come le slot machine o le video lottery, può spazzare via la quasi totalità delle attività legali del settore, con il rischio di spianare la strada al gioco online o, peggio ancora, alle bische gestite dalla criminalità organizzata. Il cui interesse per il comparto è cristallizzato in un passaggio della relazione al Parlamento della Direzione investigativa antimafia sul primo semestre 2021: «I sodalizi mafiosi, ampliando l’utilizzo della tecnologia, sono consacrati al cosiddetto gaming e betting, rispettivamente il settore del gioco d’azzardo e delle scommesse, ove imprenditori riconducibili alla criminalità organizzata, grazie alla costituzione di società sedenti nei paradisi fiscali, creano un circuito parallelo a quello legale, che consente di ottenere smisurati guadagni ed, in particolare, di riciclare, in maniera anonima, cospicue quantità di denaro».
circuiti paralleli
Circuiti paralleli dunque, accessibili da chiunque, minorenni e ludopatici compresi, dove si può giocare senza alcuna limitazione, con le regole sui pagamenti delle vincite che vengono aggirate attraverso l’uso (anche per l’acquisto dei crediti per giocare) di criptovalute come il bitcoin. Transazioni che aggirano di fatto il blocco che alcune banche attivano sulle carte di credito dei loro clienti, impedendo loro il gioco online oltre una certa soglia di spesa. Secondo alcuni studi sulle conseguenze del provvedimento della Regione, verrebbe interdetto il 92,2% del territorio di Roma al gioco legale e il 99,7% del territorio di Frosinone. Ma uno studio relativo proprio al territorio della Regione Lazio della Società italiana di psichiatria evidenzia come per la maggioranza dei giocatori patologici e per un terzo dei medici l’allontanamento delle attività di gioco non costituisce un deterrente. Sul piano sociale la normativa confina e aumenta l’offerta di gioco nelle zone periferiche, ad alta densità abitativa, con una probabile influenza negativa sui giocatori normalmente residenti nelle zone stesse.
Esattamente quello che potrebbe avere come conseguenza la norma approvata dal Consiglio Regionale del Lazio all’interno del cosiddetto collegato al bilancio, che – salvo ulteriori proroghe – dovrebbe entrare in vigore dal prossimo 28 agosto e porterà all’applicazione retroattiva della norma già prevista per le nuove aperture, ovvero alla chiusura di tutte quelle attività «ubicate a un raggio inferiore a 500 metri da aree sensibili, quali istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente dai giovani, centri anziani, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio assistenziale o luoghi di culto». La norma non riguarda solo le sale slot, ma qualsiasi attività, come bar e tabaccherie, che ha al suo interno macchine per il gioco legale, che finora erano regolamentate sulla base della distanza e non del raggio di 500 metri. Queste dovranno quindi riconsegnare al gestore le famigerate macchinette, regolamentate nell’uso da tutta una serie di limitazioni, a partire dall’inserimento della tessera sanitaria che impedisce il gioco ai minorenni.
Come se non bastasse il rischio di consegnare i giocatori alla criminalità organizzata, la norma che porterà all’eliminazione di oltre il 90% delle macchine da gioco legali avrà anche ricadute pesantissime sull’occupazione, con circa 7.000 posti di lavoro a rischio. Secondo le stime infatti, l’80% delle attività della Regione Lazio con offerta di gioco chiuderebbe (passando da 4.977 ad 803 esercizi) e il 74% dei dipendenti del settore si troverebbe disoccupato e a rischio di finire reclutato da realtà illegali. Il provvedimento della Regione Lazio sarebbe dovuto entrare in vigore un anno fa, ma a causa della prolungata chiusura delle attività di gaming imposta dalle misure di contenimento della pandemia è slittata all’agosto di quest’anno.
il tesoro
Nel frattempo però, a mar zo il sottosegretario all’Economia Federico Freni ha annunciato che «la legge delega sul riordino dei giochi è pronta. È la proposta del governo che il Parlamento potrà eventualmente modificare, ma è pronta. È stata trasmessa dal Mef alla presidenza del Consiglio per essere inserita nell’ordine del giorno del Consiglio dei ministri». Con la conseguenza che la norma votata nel Lazio potrebbe a breve essere superata dalla riforma complessiva studiata dal Mef, che prevede un ridimensionamento dell’offerta tramite una ridistribuzione generale sul territorio nazionale dei punti in cui si trovano la macchine per il gioco, mettendo insieme la salvaguardia della legalità e la tutela dei soggetti affetti da dipendenza. Ma senza una nuova proroga che tenga conto dei tempi della riforma nazionale, il danno sarà fatto.
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