• Giacinto Della Cananea partecipò alla commissione che nominò il nipote di Romano Prodi a capo dell’agenzia spaziale. Un’interrogazione del Movimento 5 stelle lo definì privo delle «competenze necessarie».
  • Roberto Fico, intanto, muove le acque. Maurizio Martina, reggente dem apre ai pentastellati: «Decide la direzione». Il leader M5s: «Se fallisce dialogo si vota». Rivolta dei renziani.
  • Matteo Salvini non ci sta: «Un golpe in stile Dc». Vuole stravincere le regionali e pensare al «liberi tutti» dopo il Friuli. Silvio Berlusconi sul territorio fino a domenica. La coalizione è appesa al voto.
C’è stata un’epoca, neppure troppa lontana, solo quattro anni fa, nella quale i deputati grillini definivano il professor Giacinto Della Cananea «incompetente» e presentavano interrogazioni parlamentari contro di lui. Ma poi l’allievo di Sabino Cassese si è avvicinato al Movimento, l’anno scorso, ed ecco che Luigi Di Maio gli ha affidato addirittura il compito di stendere la prima bozza del programma di governo. Non senza mal di pancia fra le truppe parlamentari e nella base, che ha capito perfettamente come Della Cananea c’entri più con il Quirinale e con i poteri forti romani che con il mondo dei 5 stelle.

Marzo 2014, Matteo Renzi ha appena dato la mitica pugnalata nella schiena al «sereno» Enrico Letta e gli ha soffiato la poltrona. Del resto si preparava una ghiotta stagione di nomine pubbliche ai vertici di Eni, Enel, Finmeccanica-Leonardo, Ferrovie, Poste e via boiardeggiando, e l’ex sindaco di Firenze aveva capito che se voleva completare la sua scalata al potere doveva essere lui a dare le carte. Questione di budget pubblicitari, sponsorizzazioni, acquisti, forniture, appalti e subappalti. Prima di passare la mano, però, Letta aveva avviato la procedura di nomina dei nuovi vertici dell’Agenzia spaziale italiana, che maneggia un ricco budget per partecipare ai programmi spaziali europei e può, volendo, aiutare anche molte piccole imprese italiane ad entrare nel giro delle grandi commesse internazionali.

Il 20 marzo 2014, viene presentata alla Camera un’interrogazione parlamentare dei deputati Giulia Sarti, Francesco Businarolo e Andrea Colletti, sul procedimento di nomina avviato dall’ex ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, dopo che il 7 febbraio il presidente dell’Asi, Enrico Saggese, si era dimesso perché indagato per corruzione e concussione. Letta junior, su indicazione della Carrozza, intanto nominava commissario straordinario il giurista Aldo Sandulli e poi faceva partire le procedure di selezione dei nuovi vertici. Per il comitato di selezione venivano scelti Fabio Beltram, direttore della Normale di Pisa, Donatella Sciuto, prorettore del Politecnico di Milano e Giacinto Della Cananea, ordinario di diritto amministrativo all’università Tor Vergata di Roma.

«Nessuno dei tre membri della Commissione dispone di una laurea o di una preparazione approfondita nel settore della ricerca spaziale o affini», si legge nell’interrogazione, «e tantomeno una conoscenza elevata dell’industria spaziale sia manifatturiera che dei servizi».

Non solo, ma si fa presente che alcune scelte sono chiaramente amicali: «Il professor Aldo Sandulli e il membro del Comitato di selezione, professor Della Cananea, hanno mantenuto una stretta collaborazione negli anni avendo pubblicato insieme il libro nel 2011 Global standards for public authorities (Editoriale Scientifica Napoli, 2011)».

Insomma, Sarti, Businarolo e Colletti concludono chiedendo al ministero dell’Università e della ricerca, se costoro siano idonei a valutare, come da decreto, «l’esperienza nella ricerca scientifica e tecnologia; l’esperienza nella gestione dei programmi tecnologici; l’esperienza nella promozione, sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica, nello sviluppo di servizi innovativi e nel trasferimento tecnologico».

Ovviamente i tre deputati vengono ignorati e il 16 maggio il nuovo ministro Stefania Giannini, nomina alla presidenza dell’Asi Roberto Battiston, che insegna fisica sperimentale a Trento, non esattamente un autorità della materia spaziale. Ma Battiston è marito della nipote di Romano Prodi e ora è in corsa per un secondo mandato. Una vicenda della quale La Verità si è occupata a febbraio, visto che la selezione per confermarlo è stata bandita prima delle elezioni del 4 marzo, nonostante la nomina scada a metà maggio.

Quello che però oggi interessa è che quei tre deputati che se la presero con Della Cananea, sottolineando il fatto che fosse clamorosamente inadatto al delicato incarico, sono del Movimento 5 stelle. Ovvero di quello stesso partito che oggi, per volontà di Luigi Di Maio, gli ha affidato un compito strategico come la valutazione dei programmi di governo di M5s, Lega e Pd, in vista di possibili alleanze. Ad accorgersi della singolare faccenda è stato Cesare Albanesi, un ingegnere spaziale che cura un blog molto seguito nel settore (Cesarealbanesi.com) e aveva dato conto di quell’interrogazione parlamentare pentastellata.

Della Cananea si è avvicinato al Movimento nel 2017, ovvero prima della vittoria del 4 marzo scorso, partecipando ad alcune iniziative pubbliche sulla giustizia. Ma in questa fase colpisce soprattutto il fatto che sia uno degli allievi prediletti di Cassese, giurista da sempre vicino al Pd e grande amico del presidente Sergio Mattarella. Nei 5 stelle, molti sono rimasti allibiti nel veder sparire la lotta alla corruzione nella piattaforma di governo preparata dal giurista «di area» e temono che Della Cananea stia lavorando per un governo Cassese.

Il background, in effetti, autorizza qualche sospetto. Del resto, i malumori interni sono crescenti e basta guardale le pagine sui social dei «portavoce» M5s per vedere che molti elettori sono inviperiti al solo pensiero di un governo con il Pd.

Francesco Bonazzi



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