Kiev esulta: «Nave russa distrutta». Ma l’esercito si ritira da Mariinka
Ansa
L’Aeronautica ucraina: «Annientata la Novocherkassk, trasportava droni iraniani». Mosca tira dritto: «La controffensiva è stata fermata». Primo sì del Parlamento turco all’ingresso della Svezia nella Nato.

L’alba del giorno di Santo Stefano in Crimea si apre con fiamme ed esplosioni. La città di Feodosia, sulla costa del Mar Nero, è stata colpita da un attacco ucraino che ha provocato un incendio nella zona portuale della città. Kiev ha rivendicato subito l’offensiva dichiarando di aver distrutto un’importante nave della Marina russa, la Novocherkassk, sospettata di trasportare droni iraniani utilizzati da Mosca. Sembra che trasportasse Shahed, gli stessi droni piovuti la notte precedente nelle regioni di Kherson e Odessa, come segnalato dall’Aeronautica militare. «La flotta in Russia diventa sempre più piccola! Grazie ai piloti dell’Aeronautica militare e a tutti coloro che hanno partecipato all’operazione», il commento del comandante ucraino, Mykola Oleshchuk. Non è la prima nave russa a esser colpita dalle forze ucraine, già nell’aprile del 2022 l’esercito di Kiev era riuscito ad affondare l’incrociatore Moskva, l’ammiraglia russa della flotta del Mar Nero. Il ministero della Difesa di Mosca conferma, senza quantificare i danni dell’attacco subito, evidenziando però che una persona è rimasta uccisa ed altre due ferite. Sei edifici sono stati danneggiati, per lo più con finestre rotte, ha detto il governatore, e alcuni residenti locali, circa 350, hanno dovuto lasciare le loro case.

Il leader del Cremlino, Vladimir Putin, è stato informato dallo stesso ministro della Difesa russo, Serghei Shoigu, di quanto avvenuto con «un rapporto molto dettagliato». Un dossier che parlerebbe di danni e non di distruzione. La nave era già stata usata dall’esercito russo nell’intervento militare in Siria.

L’azione serve a smentire, almeno in parte, la narrazione di questi ultimi giorni che mostrava un’apparente stallo. Ne è certo il ministro della Difesa britannico, Grant Shapps, che ha detto: «Chi crede allo stallo sbaglia! Negli ultimi quattro mesi il 20% della flotta del Mar Nero è stata distrutta. Il dominio della Russia in quel mare adesso è messo in discussione e la nuova coalizione guidata dal Regno Unito insieme alla Norvegia sta contribuendo a garantire la vittoria dell’Ucraina».

Nonostante i fatti, il morale russo resta alto. Shoigu ha dichiarato che le forze di Mosca hanno «raggiunto con successo l’obiettivo principale dell’operazione militare speciale per il 2023: interrompere la controffensiva ucraina. L’esercito russo migliora costantemente le sue posizioni espandendo il controllo su più aree in tutte le direzioni».

Intanto il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, nelle stesse ore annunciava che la Russia ha completato le spedizioni di armi nucleari tattiche a ottobre, ma non ha fornito dettagli sul numero di armi inviate o su dove siano state dispiegate. Poi ha chiarito che ospitare armi nucleari russe nel suo Paese ha uno scopo deterrente: quello di scoraggiare un’aggressione da parte della Polonia, membro della Nato. Polonia che rappresenta un potenziale nemico in quanto sta offrendo alla vicina Ucraina sostegno militare, umanitario e politico nella sua lotta contro l’invasione russa e partecipa alle sanzioni internazionali contro Russia e Bielorussia.

Nonostante gli sporadici successi sul campo, all’Ucraina restano i problemi. Come la carenza di armi e di soldati. Tanto che il governo ucraino ha inviato al Parlamento un disegno di legge per disporre l’abbassamento dell’età di reclutamento nell’esercito da 27 a 25 anni. Se ne parlava già da qualche tempo, ma vista la situazione, l’idea si è trasformata presto in necessità. Infatti nei giorni scorsi i vertici militari avevano annunciato di voler arruolare altre 500.000 unità per potenziare l’esercito. Nella nota esplicativa del disegno di legge, viene introdotto anche l’addestramento militare di base per tutti i cittadini dai 18 ai 25 anni per un massimo di tre mesi; e viene istituito il servizio militare di base facoltativo fino all’età di 25 anni per coloro che non hanno completato la formazione di base. Il disegno di legge stabilisce anche misure temporanee in caso di mancata presentazione al commissariato militare. Modifiche non sufficienti secondo il capo delle forze armate, Valery Zaluzhny, secondo cui il concetto di «parzialmente idoneo» dovrebbe essere eliminato dalla legislazione e le conclusioni sull’idoneità dovrebbero essere prese direttamente dalla commissione medica militare.

Le difficoltà sul campo d’altra parte sono evidenti. Le milizie ucraine ieri sono state costrette a ritirarsi alla periferia della città di Mariinka, nella regione ucraina orientale del Donetsk. A riferirlo è il comandante in capo delle forze armate, Zaluzhny. La città secondo Mosca sarebbe stata conquistata, ma l’esercito ucraino smentisce spiegando che la battaglia sarebbe ancora in corso.

Intanto sul fronte Nato arriva il primo si della Turchia all’ingresso della Svezia. La commissione esteri del Parlamento turco ha dato il via libera, la candidatura ora dovrà ottenere l’ok dell’Aula. La ratifica di Ankara si fa attendere più di un anno a causa delle accuse di indulgenza svedese verso i gruppi che la Turchia considera una minaccia per la sicurezza, come i militanti curdi.

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