Tajani: «Sanzioni all’Iran dal G7». E Teheran mostra ancora i muscoli
Antonio Tajani (Imagoeconomica)
  • Mentre i pasdaran sfoggiano il loro arsenale, Netanyahu insiste: «Abbiamo il diritto all’autodifesa». Nuovo attacco di Hezbollah a Nord di Israele: sei feriti gravi. Mattarella: «Il conflitto rischia di allargarsi».
  • Mosca colpisce e Zelensky accusa l’Occidente: «Non sarebbe successo con le difese aeree». Biden: «Noi non abbandoniamo gli amici». Sabato la decisione sugli aiuti.

Lo speciale contiene due articoli.

Quanto accaduto martedì all’università La Sapienza di Roma assume ogni ora che passa i toni di una farsa. Dalle nove di ieri mattina è stato organizzato un presidio in Piazzale Clodio «in solidarietà con gli arrestati» negli scontri, che verranno processati per direttissima. Alle 18 invece c’è stato un altro presidio, stavolta al carcere Regina Coeli in occasione della giornata di solidarietà internazionale con i prigionieri politici palestinesi. I due giovani arrestati ieri pomeriggio nel quartiere San Lorenzo a Roma sono stati rilasciati. Il giudice del tribunale monocratico della Capitale ha confermato le misure cautelari e ha ordinato la loro liberazione. Uno dei due è un uomo di 29 anni di origine straniera, mentre l’altra è una donna italiana di 27 anni, accusata di aver ferito un ufficiale di polizia. Le accuse a suo carico includono resistenza a pubblico ufficiale e lesioni e il processo è programmato per il 23 maggio. Il bilancio degli scontri parla di 25 poliziotti e due carabinieri feriti, due agenti del reparto mobile presentano prognosi di 20 e 21 giorni. Come vi abbiamo raccontato ieri, la saldatura tra gruppi di estrema sinistra e manifestanti pro Hamas preoccupa le autorità italiane e la conferma arriva dall’Adnkronos, che scrive che tra i 300 che hanno partecipato alla manifestazione promossa dal Coordinamento Collettivi Sapienza e dal Movimento studenti palestinesi c’era anche un palestinese che figurerebbe tra i componenti dell’Udap (Unione democratica arabo palestinese) e sarebbe vicino a Mohammed Hannoun, Kaled El Qaisi e Igazi Soleiman, considerati contigui all’organizzazione terroristica di Hamas. Inoltre, sempre secondo l’agenzia stampa, alla manifestazione c’erano anche cinque noti anarchici del tutto estranei all’ambiente universitario.

In Israele ieri è stata una dura giornata di guerra dato che 18 persone (sei in gravi condizioni) sono rimaste ferite dopo che un drone kamikaze lanciato dal Libano ha colpito un centro comunitario nel villaggio di Arab al-Aramshe, al confine settentrionale. Hezbollah ha rivendicato l’attacco, affermando di aver preso di mira un edificio utilizzato dall’esercito israeliano. Dopo l’attacco, l’Idf ha dichiarato che aerei da combattimento hanno colpito un edificio dove si trovavano uomini di Hezbollah, ad Ayta ash-Shab, nel Sud del Libano.

Ieri è tornato a parlare il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, che a margine dell’incontro avuto con i ministri degli Esteri di Regno Unito e Germania, David Cameron e Annalena Baerbock, ha ringraziato «per il sostegno senza precedenti» e ha ribadito il «diritto all’autodifesa» in seguito all’attacco iraniano: «Voglio che sia chiaro, prenderemo le nostre decisioni e lo Stato di Israele farà tutto il necessario per difendersi». Immediata la replica del presidente iraniano, Ebrahim Raisi: «L’attacco di rappresaglia dell’Iran contro Israele è stata un’azione limitata e punitiva contro il regime, ma se l’Iran avesse deciso di colpire Israele in modo più deciso, non sarebbe rimasto nulla. Se i sionisti intraprenderanno qualsiasi azione contro i nostri interessi, la risposta dell’Iran sarà più dura». In ogni caso, secondo il Wall Street Journal (Wsj), Teheran, che ieri ha fatto sfilare il suo arsenale in pompa magna, ha iniziato a evacuare il personale dai siti in Siria dove il corpo dei Guardiani della rivoluzione islamica (Irgc) è presente con un alto numero di uomini e lo stesso sta facendo con funzionari e consiglieri siriani e iraniani. L’Irgc e il gruppo militante Hezbollah, sostenuto dall’Iran, hanno ridotto la presenza dei loro alti ufficiali in Siria, mentre gli ufficiali di medio rango si stanno spostando dalle loro posizioni originarie nel Paese, hanno detto funzionari della sicurezza siriani. Le fonti del Wsj hanno anche detto che solo alcuni membri sono rimasti a guardia degli arsenali di armi mentre la maggior parte è stata evacuata.

Nuove sanzioni in arrivo per l’Iran e la conferma arriva direttamente dal consigliere per la sicurezza nazionale americana, Jake Sullivan: «A seguito dell’attacco senza precedenti dell’Iran contro Israele, il presidente Joe Biden si è coordinato con gli alleati e i partner del G7 per imporre nuove sanzioni che colpiranno in particolare il programma missilistico e di droni, le entità che sostengono l’Irgc, il ministero della Difesa iraniano». Di sanzioni all’Iran ha parlato anche il vicepremier, Antonio Tajani , a Capri per il G7 Esteri: «Ieri, durante la riunione dei ministri degli Esteri dell’Ue, l’orientamento era quello di dare sanzioni a chi dava missili e droni che poi venivano lanciati contro l’Ucraina, contro Israele o i mercantili nel Mar Rosso».

Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita in Bulgaria ha parlato del conflitto: «Il rischio che il conflitto in Medio Oriente si allarghi è drammaticamente presente e l’unica soluzione è quella dei due popoli-due Stati». Infine, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha annunciato in un discorso trasmesso dalla tv di Stato Trt: «Durante il fine settimana, il leader della causa palestinese, Ismail Haniyeh, visiterà la Turchia e Hamas non è un’organizzazione terroristica». Di sicuro il Mossad seguirà con attenzione.

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