• Negli anni Novanta il commissario al Bilancio Günther Oettinger finì sui giornali perché un presunto ‘ndranghetista, arrestato pochi mesi fa dalla Dda di Catanzaro, finanziò la sua campagna elettorale.
  • Il politico Cdu destina più risorse all’Italia e poi minaccia: «La Borsa vi indicherà chi scegliere alle urne».
  • Intanto, l’agenzia di rating Moody’s minaccia il downgrade ma aspetta «evoluzioni politiche». I bancari affondano Piazza Affari.

Lo speciale contiene tre articoli

L’uomo che si augura che i mercati insegnino agli italiani a votare non ce l’ha con i nostri connazionali in quanto tali, ma solo con i cosiddetti populisti. Infatti negli anni Novanta Günther Oettinger, commissario europeo al Bilancio e dirigente della Cdu di Angela Merkel, venne attenzionato in Germania per lo scambio di amorosi sensi con equivoci personaggi calabresi che 30 anni fa finanziavano le sue campagne elettorali.

Quindi a dare lezioni di voto ai nostri connazionali è un signore che ama la ‘nduja, ma anche, sembra, i soldini degli italiani, senza preoccuparsi troppo della provenienza.

A gennaio in Germania è stato arrestato Mario Lavorato. Negli anni Novanta Oettinger definiva «il mio (ristorante, ndr) italiano» la pizzeria di questo sessantaduenne calabrese. All’epoca Lavorato era indagato in Germania e il telefono del suo locale era intercettato. Qui Oettinger e i suoi amici si recavano per mangiare in allegria, ma anche per cercare finanziamenti. Nella pizzeria sarebbe persino stata organizzata una «serata calabrese» a sostegno della Cdu. Negli stessi anni Lavorato venne coinvolto in un’indagine italiana, l’operazione Galassia, ma venne assolto dalle accuse di mafia. Dopo questo incidente di percorso avrebbe continuato indisturbato a fare il plenipotenziario delle ‘ndrine in Germania, offrendo a prezzi stracciati ai lavoratori antipasti gustosi, dai pomodori ripieni alle melanzane. In Calabria, a Mandatoriccio mare, in provincia di Cosenza, Lavorato ha inaugurato anche il Villaggio camping da Mario, che ha un occhio di riguardo per la clientela tedesca, in particolare per le famiglie di Stoccarda, accolte da striscioni con scritto Guten tag.

A gennaio i carabinieri del Ros e i magistrati della Dda di Catanzaro, coordinati dal procuratore Nicola Gratteri, hanno realizzato l’operazione Stige che ha portato all’arresto di 170 persone, tra cui Lavorato. L’indagine ha sbaragliato la cosca di Cirò Marina (Crotone) Farao-Marincola che costringeva i ristoratori italiani della zona di Stoccarda ad acquistare dai suoi uomini vini, prodotti per la pizza e prodotti ortofrutticoli e pescato. E il loro plenipotenziario sarebbe stato proprio Lavorato, che è finito in manette con l’accusa di associazione mafiosa finalizzata all’estorsione. Ma dietro a quei commerci c’erano anche altri affari. Per esempio gli investigatori hanno messo sotto controllo un Inter Club della cittadina tedesca di Fellbach, che fungeva anche da centro di stoccaggio di banconote contraffatte provenienti dall’Italia. Secondo un’ipotesi investigativa il denaro contraffatto veniva realizzato a Mandatoriccio, il paese natio di Lavorato. Ma il suo coinvolgimento in questo traffico illecito non è ancora stato accertato. L’uomo a Fellbach era di casa al ristorante Gallo nero e in un altro locale chiamato Pizza presto.

Nella veste di locandiere conobbe il futuro commissario europeo Oettinger, all’epoca governatore del Baden-Wurttemberg. La vicenda emerse durante la cosiddetta operazione antimafia Galassia.

Nel 1994 il nome di Lavorato finì sui giornali tedeschi perché aveva finanziato con migliaia di marchi la campagna elettorale di Oettinger.

All’epoca gli inquirenti erano convinti che i soldi utilizzati dal presunto ‘ndranghetista non fossero frutto della sua attività di pizzaiolo, ma provenissero dal traffico di droga e dal riciclaggio. Nella sua cassaforte e sul conto bancario di Lavorato venne trovato un milione di marchi. Ma furono le intercettazioni telefoniche a destare il maggiore scalpore. Infatti registrarono la voce di Oettinger.

L’allora ministro della Giustizia del Baden-Wurttemberg, il cristiano democratico Thomas Schaeuble (Cdu) informò il collega di partito delle indagini sul suo amico italiano, di cui era venuto a conoscenza, e gli consigliò di non chiamare più il ristorante. Anche il ministro dell’Interno, il socialdemocratico Frieder Birzele (Spd), mise in guardia Oettinger da quelle relazioni pericolose. Le due segnalazioni diventarono di pubblico dominio e a causa delle polemiche venne istituita una commissione d’inchiesta. Secondo il Corriere della Calabria «però la maggioranza dei commissari giunse alla conclusione che era “giustificato e necessario” informare Oettinger, perché “la strumentalizzazione dei politici” appartiene alla tipica procedura della criminalità organizzata perché “è pratica comune usare la conoscenza con i politici per aumentare il loro prestigio e mostrare presunta influenza”». Da allora Oettinger ha sottolineato più volte di non avere più avuto alcun contatto con Mario Lavorato.

Nel 2009 quest’ultimo è stato uno dei fondatori della Armig, un’associazione senza scopo di lucro italo-tedesca nata come centro di cultura tricolore. Ma in pochi anni, secondo gli investigatori tedeschi, si sarebbe trasformata in «un’associazione a delinquere, formatasi per porre in essere il reato di riciclaggio».

Nel 2014 la Armig avrebbe registrato un forte incremento. Infatti in quell’anno si sono associati numerosi gastronomi della regione e, «grazie al diretto intervento di Mario Lavorato sono stati convinti a diventare soci anche (…) altre persone importanti della Calabria e del Principato di Monaco con probabili collegamenti alla ‘ndrangheta». Secondo la polizia criminale tedesca l’associazione calabrese sarebbe riuscita a intessere rapporti stabili «con esponenti della finanza e della politica tedesca».

Giacomo Amadori


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