Non passa inosservata la notizia dei centri di detenzione spagnoli per migranti in Mauritania. Centri su cui è chiaro che bisognerà chiedere chiarezza. Così come hanno fatto i partiti di maggioranza parlando con La Verità.
«Pedro Sánchez è chiaramente uno di quei protagonisti della sinistra internazionale creati in laboratorio. Un leader che ha il coraggio di rimanere in spiaggia mentre da un’exclave del suo Paese, Ceuta, si sferra un attacco all’Europa», tuona Alessandro Morelli, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, con delega alla programmazione e al coordinamento della politica economica nel governo Meloni ed esponente di primo piano della Lega.
«Non solo è lontano dalla realtà ma rimanendo in spiaggia si serve del metodo della distrazione di massa, come si usa abitualmente nel parastato gramsciano. La Lega intende approfondire e chiederà chiarezza in tutte le sedi perché c’è bisogno di chiarire su quali basi giuridiche si basano questi centri di detenzione in Mauritania, chi li ha finanziati e che scopo hanno di preciso. Matteo Salvini è stato sotto processo per sei anni per aver bloccato Open Arms che, ricordiamolo, era una nave battente bandiera spagnola. Servirà fare opportuna chiarezza», conclude.
A far sconcerto per tutti è la faccia tosta del premier Sánchez, che accusa l’Italia per il modello Albania, salvo poi copiarlo nel principio. «L’ipocrisia ideologica di Sánchez non ha pari. Da un lato contesta le politiche migratorie restrittive del governo Meloni, mentre dall’altro finanzia centri di trattenimento in Mauritania, dei quali, peraltro, non si comprende come siano organizzati sotto il profilo delle tutele e del rispetto dei diritti umani», sbotta Sara Kelany, deputato di Fratelli d’Italia e responsabile per le politiche migratorie del partito, che aggiunge: «Non accettiamo lezioni da chi ha evidentemente fallito nella gestione del fenomeno migratorio, non solo facendo sanatorie sconsiderate, ma generando un esodo di massa che potrebbe mettere a rischio tutta l’Ue, anche sotto il profilo della sicurezza».
Infine, esprime preoccupazione anche per quello che potrebbe accadere in Italia: «Mentre l’Europa oggi prende Giorgia Meloni come esempio di gestione dell’immigrazione irregolare, la sinistra italiana ha scelto come modello Sánchez. Tremo al pensiero che possano tornare a governare le sinistre, perché se così fosse, le immagini di Ceuta non tarderebbero a verificarsi anche in Italia».
Anche in Forza Italia si chiede di far chiarezza su quanto accade in Mauritania: «Sánchez rappresenta la perfetta ipocrisia di una certa sinistra: quando si tratta di predicare è bravissimo e non risparmia la tipica supponenza di quella parte politica, poi però razzola male, malissimo. L’Italia è stata accusata dalla Spagna di mancare nel rispetto dei diritti umani sul progetto Albania e poi avvia un progetto ben più improvvisato in Mauritania. In Albania l’Italia ha realizzato una struttura all’avanguardia visitata da tante delegazioni estere, che la considerano un modello e gli unici che ne hanno rallentato l’operatività sono stati i tribunali», così Alessandro Cattaneo, membro di Forza Italia, che la scorsa primavera con una delegazione del suo partito ha visitato il centro in Albania, proprio per verificare e poi confermare che si svolgesse tutto nel quadro del diritto internazionale.
Intanto il commissario Ue Magnus Brunner, replicando a una domanda dell’eurodeputato spagnolo dei Patrioti, Jorge Buxadé, secondo il quale quanto avvenuto a Ceuta è stato «un atto di guerra ibrida», ha detto: «La regolarizzazione è una competenza degli Stati membri, lo hanno fatto anche altri in passato. In Spagna abbiamo soprattutto cittadini dell’America latina, che parlano la stessa lingua. Certo, non è un buon segnale per il resto dell’Europa ma è una competenza nazionale».
E anche in Spagna si continua a criticare le politiche di Sánchez per l’immigrazione. «Abbiamo visto che non erano preparati. Sette giorni fa è iniziata questa crisi di sicurezza nazionale, abbiamo visto oltre 80.000 persone entrare in Spagna e il governo è stato incapace, irresponsabile e incompetente nel fermarle e nel difendere le nostre frontiere», ha dichiarato la segretaria generale del Partito popolare europeo, Dolors Montserrat, chiedendo che l’esecutivo guidato da Sánchez «si dimetta e convochi elezioni». Intervistata dall’emittente spagnola Telecinco, Montserrat ha criticato anche la gestione dei migranti minori non accompagnati arrivati nell’exclave, che le autorità locali stimano in 1.200, affermando che «prima della redistribuzione bisogna identificarli, sapere chi è realmente minorenne e chi no, quali minori sono vulnerabili e quali non lo sono».
Secondo Montserrat, i minori non vulnerabili «possono essere ricongiunti alle loro famiglie in Marocco. Non si può semplicemente voltare pagina avviando la redistribuzione tra le comunità autonome».
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >