Ancora derby Roma-Madrid. Prorogato lo stop a Schengen Vicino l’accordo con Lubiana
Ansa

Italia proroga Schengen e Spagna risponde. Madrid continua ad alimentare una rincorsa senza senso nei confronti di Roma sulla chiusura dei confini.

È di 15 giorni la proroga dei controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna decisa ieri dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che ne ha dato comunicazione con una nota indirizzata alla Commissione europea e agli omologhi ministri dell’Unione. Il provvedimento è stato ritenuto necessario dopo le verifiche condotte dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, riunitosi in mattinata. Secondo il Viminale, restano alti i profili di rischio per la sicurezza interna, oltre a un possibile pericolo legato a eventuali infiltrazioni terroristiche. E come fosse un dispetto, la Spagna risponde notificando all’Unione europea la decisione di «prorogare di altri quindici giorni i controlli alle frontiere, negli aeroporti e nei porti marittimi, per i collegamenti diretti tra il Regno di Spagna e la Repubblica italiana». Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha definito «vergognosa» la decisione del governo italiano. «È assurdo, è inutile ed è vergognoso perché mina lo spirito, la filosofia di ciò che significa essere partner europei». Tutto mentre a Ceuta è lo stesso governo spagnolo a stimare che il numero di minori ancora in strada oscilla tra i 700 e i 1.000. Mentre il numero di minori già registrati e presi in carico dall’amministrazione locale è pari a 2.048.

Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, definisce «aggressiva» la reazione di Madrid e spiega che «abbiamo il dovere di garantire la sicurezza dei nostri confini e ripeto, garantire la sicurezza interna del nostro Paese, perché neanche un terrorista deve passare attraverso le maglie delle nostre frontiere». E poi: «Non è un atteggiamento contro qualcuno. Non c’è nessun pregiudizio nei confronti della Spagna. La sospensione di Schengen significa soltanto che ti controllano il passaporto quando entri». Spiegazione che arriva a margine di un’altra opzione di chiusura di frontiera concordata con la Slovenia. «Per quanto riguarda la proroga della sospensione di Schengen tra l’Italia a la Slovenia, stiamo pensando, al termine di questa proroga, di sostituirla con una misura concordata alternativa che garantisca con forza la lotta all’immigrazione irregolare». Aggiungendo: «Penso che si potrà raggiungere un accordo su una forma di collaborazione mista come quella che c’è in Francia dove c’è una caserma con poliziotti italiani e francesi».

E tra tutti è stato proprio il problema migratorio uno dei focus dell’incontro che si è tenuto ieri tra il premier Giorgia Meloni e il presidente del Consiglio europeo, António Costa. Il presidente Meloni ha accolto positivamente l’inclusione all’ordine del giorno di un dibattito strategico sull’immigrazione, che consentirà di fare il punto sul nuovo approccio europeo al contrasto dell’immigrazione irregolare, sulle soluzioni innovative e sull’attuazione del nuovo regolamento sui rimpatri. In questo quadro, particolare attenzione dovrà essere dedicata al rafforzamento del controllo delle frontiere esterne e al consolidamento dei partenariati con i Paesi di origine e di transito. Per Costa «l’immigrazione è una questione europea che richiede soluzioni europee. «Abbiamo discusso anche di migrazione. Si tratta di una questione europea che richiede soluzioni europee: per questo motivo ne parleremo approfonditamente al nostro vertice europeo di ottobre».

Non solo immigrazione, perché nell’ambito del tour che lo sta portando nelle capitali dei 27 Stati membri, si parla di tutti i principali dossier dell’agenda europea e internazionale, ma partendo, soprattutto, dal negoziato sul nuovo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034. Meloni ha confermato la «determinazione italiana a lavorare per un bilancio europeo all’altezza delle priorità strategiche dell’Unione, a partire dalla Politica agricola comune e dalla Politica di coesione che, previste dai Trattati, restano alla base della competitività e della sicurezza economica europea. Il nuovo bilancio dovrà inoltre sostenere adeguatamente l’industria e la ricerca nella competizione globale e rafforzare i partenariati con i Paesi di origine e di transito dei flussi di immigrazione irregolare. L’Italia è pronta a fare la propria parte anche sul finanziamento del nuovo Quadro finanziario pluriennale, nell’ambito di una soluzione equilibrata che escluda nuove tasse europee e razionalizzi le spese amministrative dell’Unione». Il presidente del Consiglio ha anche condiviso la proposta del presidente Costa di porre la competitività al primo punto dell’agenda del prossimo Consiglio europeo, sottolineando in particolare come il continuo aumento dei prezzi dell’energia richieda azioni mirate e immediate a livello europeo, a sostegno delle imprese e dei cittadini europei.

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