Fiori e piante tutto l’anno, perché il giardino del Centro di accoglienza temporanea (Ceti) gestito dal governo spagnolo sia un’oasi sull’arida costa africana. Non sarebbe certo una priorità, piantumare lo spazio attorno alla struttura che ospita migranti e richiedenti asilo (donne e bambini condividono uno spazio, mentre gli uomini alloggiano in stanze a parte), soprattutto se vengono «buttati» soldi provenienti da fondi europei.
Eppure, il 9 settembre è stato formalizzato il contratto tra la direzione generale della gestione migratoria dal ministero dell’Inclusione, della Sicurezza sociale, della Migrazione, e l’azienda che si è aggiudicata l’appalto. La base d’asta era di 105.394 euro, la Multiservicios Melilla sl ha offerto 87.477 euro e si occuperà per un anno del servizio di giardinaggio impegnandosi a collocare e seminare circa 60 fiori e piante diverse per stagione.
I fondi Ue stanziati per i migranti
Fanno 240 varietà l’anno, nemmeno fosse il giardino dell’Eden. «Financiación con fondos de la Ue», fondi dell’Unione europea si legge nel contratto formalizzato dal ministero spagnolo. Chissà che contenti saranno a Bruxelles, di sapere come vengono buttati i finanziamenti. Sì, perché la Spagna non prende bruscolini dalla Commissione europea.
A marzo, aveva ricevuto altri 244 milioni di euro dal Fondo europeo asilo, migrazione e integrazione per rafforzare il suo modello di gestione della migrazione, ricevendo complessivamente 812 milioni di euro.
Il mese scorso sono arrivati ulteriori 114,7 milioni di euro in fondi di aiuto di emergenza per la gestione della crisi a Ceuta. Però la ministra addetta alla migrazione, Elma Saiz, evidentemente segue gli orientamenti del premier Pedro Sánchez che pensa al benessere degli stranieri (ha regolarizzato mezzo milione di extracomunitari), e ha realizzato delle domande pubbliche di beni e servizi a dir poco singolari.
A luglio, il governo spagnolo ha approvato un contratto pluriennale per la fornitura di prodotti di pasticceria e da forno ai residenti del Centro di detenzione temporanea per immigrati di Melilla, pari a 325.950 euro l’anno. Non era essenziale, già spende 1,6 milioni di euro l’anno in prodotti congelati, frutta, verdura, latticini, bibite. Più altri 1,4 milioni di euro per pagare cuochi e fondo chi distribuisce i pasti.
Le scarpe per i migranti
Il 7 settembre, è stato formalizzato anche il contratto con la Benza Sport Sl. di Madrid, grossista di abbigliamento e calzature, perché rifornisca di scarpe i migranti. Si è aggiudicata la gara per 168.800 euro di fondi Ue. La capienza del centro di Melilla è di 686 persone, attualmente ce ne sono 800. Lo scorso anno la città autonoma ha registrato 1.892 domande di asilo. Sempre che ne avessero tutti bisogno, 90 euro di calzature sportive a testa?
Fondi Ue permettono di coprire le spese di altri due appalti. Per la fornitura di aghi, siringhe, provette, test diagnostici, oltre a creme e lozioni parafarmaceutiche, per il solo Ceti di Melilla sono stanziati 161.273 euro l’anno. A maggio, l’appalto per la fornitura annuale di medicinali ai migranti era stato di 158.523 euro. S
enza dimenticare che dallo scorso anno il governo di Pedro Sánchez spende più di 1.041.446 euro l’anno per l’assistenza sanitaria privata dei migranti del centro di Melilla, garantendo tre medici, otto infermieri, uno psicologo, un assistente sociale, due assistenti amministrativi.
Aveva previsto una proroga di 36 mesi, ovvero altri tre anni, portando così la durata complessiva a quattro anni con la stessa azienda, per un costo complessivo di 4.582.365 euro. Sempre di fondi europei, come risulta dal contratto.
Melilla: un Eden per i migranti grazie all’Ue
Sei mesi fa, per riarredare il Ceti di Melilla furono assegnati 264.266 euro, più 80.500 euro per lenzuola e asciugamani. Ancora aperta è la gara d’appalto per il servizio di manutenzione preventiva e controllo della legionella per il centro di accoglienza temporanea (base d’asta 154.224 euro) mentre il servizio di manutenzione e preventivo di sistemi antincendio è stato appaltato per 12.890 euro; quello per la fornitura del servizio di manutenzione dei pannelli solari è di 17.564 euro; la manutenzione dell’impianto di trattamento delle acque destinate al consumo umano è stata aggiudicata per 12.852 euro.
A febbraio, il servizio di lavanderia è stato quantificato in 39.000 euro. Però per l’installazione di un nuovo sistema di sensori e allarme lungo il perimetro di confine dell’altra città autonoma, Ceuta, Madrid ha stanziato solo 65.000 euro e ci vorranno sette mesi per installare un nuovo sistema di sensori e allarme.
Sei anni fa, per la maggioranza i migranti ospitati a Melilla erano tunisini, seguiti da marocchini, algerini siriani. Ora ci sono anche molti sudamericani, che hanno trovato in questa città spagnola del Nord Africa una scorciatoia per chiedere asilo. Un anno fa, il bando di ammodernamento del Ceti risultava di 11 milioni di euro e gestito con procedura d’urgenza, giustificata «dalla necessità di realizzare i lavori specificati per far fronte alla forte pressione migratoria e per poter adempiere agli obblighi vigenti dello Stato in materia di immigrazione».
Inoltre, il governo socialista aggiungeva che «due circostanze impongono che la procedura venga svolta con urgenza: la situazione attuale del sistema di accoglienza, sottoposto a forte pressione, e la necessità di rispettare le scadenze per il raggiungimento degli obiettivi e delle tappe fondamentali stabiliti nel Piano di ripresa, trasformazione e resilienza». Anche giardini dell’Eden rientrano negli obiettivi prefissi?
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