Carney e von der Leyen in idillio. Trump minaccia dazi
Mark Carney e Ursula von der Leyen (Ansa)

Ha fatto il piacione davanti al Parlamento europeo: Mark Carney, banchiere con tanto pelo sullo stomaco e premier del Canada, ha voluto apparire come alfiere della massima libertà, giustizia sociale e democrazia. Se uno gira per le strade di Montreal, che non è quella messa peggio, si accorge che in centro bivaccano senza tetto in preda al Fentanyl.

Ma dirlo pare brutto mentre si celebra la massima retorica dell’europeismo. Perdendosi nei commossi occhi blu della baronessa cotonata, ha pronunciato questa frase: «Europa e Canada non sono legate dalla geografia, anche se gli amici danesi sanno che condividiamo un confine di 3.000 chilometri nell’Artico. Siamo legati da un’affinità elettiva».

Il siparietto «alla Goethe» fra Carney e von der Leyen

Il richiamo a Wolfgang Goethe è per palati fini e certo Ursula von der Leyen deve essersi calata nella parte di Carlotta, che si lascia ammaliare dal Capitano (Carney) separandosi da Edoardo, che potrebbe essere Donald Trump, il quale promette fuoco e fiamme. Carney non deve sapere che la fine di Le affinità elettive è tragica.

Ma tant’è: l’alleanza sui generis tra Ue e Canada due giorni fa è stata annunciata da Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell’Unione: «Il Canada può essere il primo Stato associato dell’Unione».

E si è avvicinata a Carney dicendo: «Grazie di essere qui». Ieri lui ha insistito con Goethe affermando: «Abbiamo valori comuni per i quali abbiamo sempre lottato e che dobbiamo continuare a difendere. Un’economia forte non è fine a sé stessa, ma un mezzo per arrivare a una società giusta».

Lo dica ai 4,5 milioni di canadesi in povertà assoluta: l’11% della popolazione! Ha precisato: «Non costituiremo un terzo blocco dai modi più gentili per inserirsi nella lotta tra le superpotenze, il Canada non vuole entrare nell’Ue ma insieme perseguiamo la resilienza affinché nessuno possa controllare i nostri mercati aperti, intaccare la nostra sovranità, minacciare la nostra integrità territoriale o minare le nostre libertà, le nostre democrazie, il nostro stato di diritto».

Cosa hanno in comune Carney e von der Leyen

La botta a Donald Trump è diretta e Ursula von der Leyen si compiace in silenzio. A occhio però sarà l’Europa a pagare. Il presidente Usa ha risposto per le rime: «Il Canada nell’Ue? È ridicolo».

E ribadisce: «È un atto ostile. Se il Canada e l’Ue dovessero davvero fare questa alleanza applicherò dazi molto pesanti o interromperò i rapporti commerciali con l’Europa». Quanto al Canada, per tutta l’estate c’è stata una guerra dei dazi tra Ottawa e Washington.

Il portavoce della Commissione Ue si è affrettato a precisare: «Come la presidente von der Leyen ha chiarito, la proposta del potenziamento della partnership con il Canada non è contro qualcuno ma per la nostra comune forza».

Resta però da capire quali sono i valori comuni. Forse l’aborto, visto che in Europa s’avanza un quadro politico avverso? Forse il woke che in Canada impera? O ancora l’eutanasia? Il Canada ha il record mondiale di suicidi di Stato: nel 2025 sono stati 17.700, con un incremento del 7,3% rispetto all’anno precedente. I morti per eutanasia sono pari al 5,6% di tutti i decessi e dall’introduzione della legge nel 2016 al 2025 sono stati registrati oltre 103.000 decessi. Sono questi i valori comuni che la Von der Layen coltiva col suo Capitano?

Cosa c’è dietro l’alleanza fra Canada e Ue

Il rapporto col Canada sa tanto di tattica: la (fu) maggioranza Ursula sta andando in crisi a colpi di elezioni e la baronessa cerca una sponda oltre Atlantico. Del pari si sussurra che per tenere in piedi i «Volenterosi», l’alleanza dietro cui la Von der Leyen nasconde il suo sostegno incondizionato all’Ucraina, si cerchi di evitare l’imbarazzo di Londra che deve fronteggiare l’alleanza celtica (Scozia, Galles e Ulster) che si vuole staccare dal Regno Unito e usa come grimaldello l’Ue.

Il capo dello Stato del Canada è Carlo III Windsor, perciò il re di Gran Bretagna, ed è fuori dall’Europa, ma flirta con l’Ue via Ottawa. Forse le «affinità elettive» sono anche economiche. Gli scambi Ue-Canada ammontano a circa 80 miliardi di euro con un leggero vantaggio per l’Ue, ma con l’accordo Ceta l’agricoltura canadese sta colonizzando l’Europa.

La caduta del prezzo del grano duro che sta affamando i cerealicoltori italiani è dovuta alle importazioni di frumento canadese trattato con glifosato (di fabbricazione tedesca) proibito in Europa.

Le posizioni del governo

Perciò le Affinità elettive non piacciono affatto a Nicola Procaccini (Fdi), copresidente del gruppo Ecr al Parlamento europeo: «Ritengo incomprensibile e assolutamente fuori luogo questa improvvida proposta di creare una sorta di “special membership” per il Canada di cui nessuno sa cosa sia, perché non è prevista nei Trattati. E resto anche sbalordito del fatto che se si vuole creare un’associazione con l’Unione europea non lo si faccia con la Gran Bretagna, la Norvegia o la Svizzera». Procaccini ribadisce: «Questo significa che la si sta facendo contro gli Usa: è un errore».

Come ultimamente capita, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in risposta anche alla minaccia di nuovi dazi da parte di Trump, ha una posizione del tutto diversa: «L’Italia fa l’interesse proprio e dell’Europa e non definisce la sua politica estera in base alle posizioni del presidente americano Donald Trump. Non mi sorprende il fatto che si voglia avere un rapporto positivo, privilegiato con il Canada. Non c’è imbarazzo», ha concluso Tajani, «noi andiamo avanti per la nostra strada. Facciamo l’interesse dell’Italia e dell’Europa, non è che lo facciamo in base al governo americano del momento». Come dire: nel Ppe più delle affinità elettive conta lo stringiamoci a coorte.

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