2021-12-12
Cuciniamo insieme: lasagnotte ghiotte con prosciutto e funghi
Direte: per forza sono lasagne! Vero, verissimo. Le lasagne sono fin dai tempi dei romani che le chiamavano lagane – ancora nel Sud d’Italia si trovano moltissime preparazioni di lagane e sono tutte ottime - e che si nutrivano di strisce di pasta (magari un po’ diverse dalle nostre ma il fondamento sta lì) un cibo identitario, ma noi le abbiamo rinnovate semplificandone e facendole in bianco. Semmai una gustosa discussione si potrebbe aprire sulla besciamella. Come sapete i francesi ne rivendicano l’invenzione accreditandone la creazione in capo al cuoco Francois Pier de La Varenne che l’avrebbe concepita per compiacere monsieur de Bechamel, la storia dice invece che a inventarla sono stati i cuochi fiorentini che la chiamavano salsa colla e fu Caterina de’ Medici a portarla a Parigi come testimonia peraltro il ricettario dell’anonimo fiorentino della fine del ‘300. Ma bando allo sciovinismo andiamo in cucina.
Ingredienti - 400 grammi di pasta sfoglia (se volete farla da voi 4 uova e 400 grammi di farina 00), 500 grammi di funghi, 250 grammi di prosciutto cotto, due scamorze bianche, 150 grammi di Parmigiano Reggiano o Grana Padano grattugiati, due spicchi d’aglio, un mazzetto di prezzemolo, 4 cucchiai di farina, 100 grammi di burro, 750 centilitri di latte, noce moscata, pepe, sale, olio extravergine di oliva q.b.
Procedimento - Prendete i fogli di pasta sfoglia e passateli pochi alla volta in acqua a bollore leggermente salata per un paio di minuti, ripassateli in una ciotola con acqua fredda per fermare la cottura e stendeteli su un canovaccio in modo che non si appiccichino tra di loro. Mondate i funghi tritateli grossolanamente e cuoceteli in una capace padella con abbondante olio extravergine di oliva dove avrete fatto imbiondire i due spicchi d’aglio. Tritate il prezzemolo finemente. A cottura dei funghi (ci vorrà una quindicina di minuti) aggiustate di sale e di pepe e profumate con il prezzemolo. Ora preparate la besciamella facendo fondere in un pentolino il burro. Quando il burro sarà fuso aggiungete la farina fatela saltare nel burro fin quando non si stacca dalle pareti del pentolino e poi aggiungete il latte lavorando con una frusta in modo da non far formare i grumi. Tenete la besciamella piuttosto liquida aggiungendo metà del formaggio grattugiato, profumando generosamente con la noce moscata, col pepe e aggiustando di sale. Ora in una pirofila da forno montate le lasagne, avendo cura di sminuzzare le scamorze e il prosciutto cotto. Sul fondo della pirofila mettete un lieve strato di besciamella poi il primo strato di pasta, distribuite un po’ di funghi poi un po’ di prosciutto e un po’ di scamorza, altra besciamella e ricominciate fino a chiudere l’ultimo strato con solo pasta, besciamella e scamorza. Ricordatevi di spolverizzare ogni strato col formaggio grattugiato. A questo punto infornate a 200 gradi per 30/35 minuti e poi che la festa cominci!.
Come fa divertire i bambini - È un’ottima occasione per insegnare ai più piccoli la necessità di essere precisi. Fatevi aiutare a montare le lasagne, quando devono spargere la besciamella li vedrete meticolosissimi!
Abbinamento - Abbiamo optato per un vino marchigiano di nicchia la Lacrima di Moro d’Alba che è un rosso non tannico molto profumato. Ma potete abbinare tutti i rossi “gentili” come un Bolgheri, un Aglianico, un Frappato o stando al nord un Marzemino o una Schiava.
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Il clima della festa si fa sempre più intenso e per questa domenica abbiamo pensato a una ricetta che coniuga lo spessore della tradizione con la semplicità di esecuzione e ha per risultato un piatto di notevole soddisfazione gastronomica. Direte: per forza sono lasagne! Vero, verissimo. Le lasagne sono fin dai tempi dei romani che le chiamavano lagane – ancora nel Sud d’Italia si trovano moltissime preparazioni di lagane e sono tutte ottime - e che si nutrivano di strisce di pasta (magari un po’ diverse dalle nostre ma il fondamento sta lì) un cibo identitario, ma noi le abbiamo rinnovate semplificandone e facendole in bianco. Semmai una gustosa discussione si potrebbe aprire sulla besciamella. Come sapete i francesi ne rivendicano l’invenzione accreditandone la creazione in capo al cuoco Francois Pier de La Varenne che l’avrebbe concepita per compiacere monsieur de Bechamel, la storia dice invece che a inventarla sono stati i cuochi fiorentini che la chiamavano salsa colla e fu Caterina de’ Medici a portarla a Parigi come testimonia peraltro il ricettario dell’anonimo fiorentino della fine del ‘300. Ma bando allo sciovinismo andiamo in cucina. Ingredienti - 400 grammi di pasta sfoglia (se volete farla da voi 4 uova e 400 grammi di farina 00), 500 grammi di funghi, 250 grammi di prosciutto cotto, due scamorze bianche, 150 grammi di Parmigiano Reggiano o Grana Padano grattugiati, due spicchi d’aglio, un mazzetto di prezzemolo, 4 cucchiai di farina, 100 grammi di burro, 750 centilitri di latte, noce moscata, pepe, sale, olio extravergine di oliva q.b. Procedimento - Prendete i fogli di pasta sfoglia e passateli pochi alla volta in acqua a bollore leggermente salata per un paio di minuti, ripassateli in una ciotola con acqua fredda per fermare la cottura e stendeteli su un canovaccio in modo che non si appiccichino tra di loro. Mondate i funghi tritateli grossolanamente e cuoceteli in una capace padella con abbondante olio extravergine di oliva dove avrete fatto imbiondire i due spicchi d’aglio. Tritate il prezzemolo finemente. A cottura dei funghi (ci vorrà una quindicina di minuti) aggiustate di sale e di pepe e profumate con il prezzemolo. Ora preparate la besciamella facendo fondere in un pentolino il burro. Quando il burro sarà fuso aggiungete la farina fatela saltare nel burro fin quando non si stacca dalle pareti del pentolino e poi aggiungete il latte lavorando con una frusta in modo da non far formare i grumi. Tenete la besciamella piuttosto liquida aggiungendo metà del formaggio grattugiato, profumando generosamente con la noce moscata, col pepe e aggiustando di sale. Ora in una pirofila da forno montate le lasagne, avendo cura di sminuzzare le scamorze e il prosciutto cotto. Sul fondo della pirofila mettete un lieve strato di besciamella poi il primo strato di pasta, distribuite un po’ di funghi poi un po’ di prosciutto e un po’ di scamorza, altra besciamella e ricominciate fino a chiudere l’ultimo strato con solo pasta, besciamella e scamorza. Ricordatevi di spolverizzare ogni strato col formaggio grattugiato. A questo punto infornate a 200 gradi per 30/35 minuti e poi che la festa cominci!. Come fa divertire i bambini - È un’ottima occasione per insegnare ai più piccoli la necessità di essere precisi. Fatevi aiutare a montare le lasagne, quando devono spargere la besciamella li vedrete meticolosissimi! Abbinamento - Abbiamo optato per un vino marchigiano di nicchia la Lacrima di Moro d’Alba che è un rosso non tannico molto profumato. Ma potete abbinare tutti i rossi “gentili” come un Bolgheri, un Aglianico, un Frappato o stando al nord un Marzemino o una Schiava.
Mentre l’Italia tenta una timida risalita (+7,6% a marzo, con 185.367 immatricolazioni), il resto del continente (+1,7%) resta frenato da condizioni finanziarie restrittive: tassi elevati che la Bce fatica a ridurre, complice uno choc petrolifero che alimenta un’inflazione ancora persistente e comprime i redditi reali. In questo contesto, la domanda effettiva si contrae e il pricing power si deteriora.
La realtà è che l’ideologia politica in Europa ha preteso di ignorare le leggi della domanda: le aziende «vulnerabili», quelle che hanno puntato tutto su una transizione elettrica forzata, si ritrovano oggi con piazzali pieni e margini a picco. Parallelamente, la Cina ha cambiato ruolo: da mercato di sbocco a concorrente diretto e aggressivo. Marchi come Byd e Leapmotor registrano crescite a tre o quattro cifre anche in Italia, segnalando un vantaggio competitivo costruito su costi, integrazione verticale e velocità di esecuzione.
Il nesso per il portafoglio del risparmiatore è brutale. I dati appena pubblicati dal Gruppo Volkswagen per il primo trimestre 2026 confermano che il «mal di Cina» è diventato cronico e forse irreversibile. Le consegne globali sono calate del 4% (2,05 milioni di unità), ma è il tracollo delle elettriche a far tremare Wolfsburg: un pesantissimo -64% in Cina e -80% negli Stati Uniti. La tenuta europea (+12%) non basta a compensare la fine degli incentivi e l’inasprimento dei dazi americani.
Come osserva Salvatore Gaziano, responsabile delle strategie di investimento di SoldiExpert Scf: «Volkswagen sta vivendo il suo momento più buio: il mercato cinese, che un tempo garantiva profitti certi, oggi rigetta i modelli tedeschi. Il rischio per chi ha il titolo in portafoglio è di restare intrappolati in un gigante che fatica a ruotare la sua enorme stazza verso ciò che il cliente vuole davvero: auto accessibili, concrete e con motorizzazioni affidabili».
In questo scenario, Stellantis affronta una transizione manageriale critica. Il nuovo numero uno, Antonio Filosa, è chiamato a ricostruire un gruppo segnato dalla precedente gestione di Carlos Tavares, lodata per il cost-cutting ma accusata di aver compresso investimenti e qualità. «Filosa sta tentando di rimettere in carreggiata un’auto che rischiava il deragliamento», osserva l’analista e consulente finanziario indipendente. «Ha ereditato una struttura dove l’ossessione per il bilancio a breve termine ha logorato la qualità e la fiducia della rete».
La delusione più fragorosa arriva però da Porsche. Nel primo trimestre 2026 le vendite globali sono scese del 15%, con un crollo in Cina da 68.000 unità nel primo trimestre 2022 a meno di 7.800. L’utile netto è crollato del 91,4% (da 3,6 miliardi nel 2024 a 310 milioni nel 2025), mentre il fatturato si è contratto a circa 36,3 miliardi.
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Francesco Lollobrigida (Ansa)
Coldiretti la definisce «una svolta», in quanto difende un patrimonio che oggi vale 707 miliardi di euro e trova nella Dop economy la sua espressione più avanzata. «Questa legge giaceva nei cassetti da oltre dieci anni e nessuno aveva mai avuto il coraggio di farla diventare un provvedimento», ha spiegato Lollobrigida, sottolineando che introduce due nuovi reati, l’aggravante di agropirateria e sanzioni proporzionali alle dimensioni del fatturato delle imprese, «affinché siano un vero deterrente. Inoltre, istituzionalizza la cabina di regia per un efficientamento dei sistemi di controllo». La legge rafforza la trasparenza e la tracciabilità dei prodotti lungo tutta la filiera per fornire informazioni quanto più esaustive possibili al consumatore anche al fine di tutelare la salute.
Di conseguenza, vengono inseriti nel Codice penale due reati: la «frode alimentare» per punire chi commercializza alimenti o bevande che, a sua conoscenza, non sono genuini o che provengono da luoghi diversi rispetto a quelli indicati (prevista la reclusione da 2 mesi a 1 anno), e il «commercio di alimenti con segni mendaci» per punire chi utilizza segni distintivi o indicazioni per indurre in errore il compratore sulla qualità o sulla quantità degli alimenti (reclusione da 3 a 18 mesi). È inserita l’aggravante di agropirateria, quando l’attività illecita è realizzata in maniera organizzata e continuativa, l’aggravante «quantità e biologico» (se i prodotti sono commercializzati come biologici ma non lo sono). In questi tre casi le pene sono aumentate. La legge prevede per questi reati anche la confisca obbligatoria di prodotti, beni o cose oggetto o prodotto dei reati.
L’autorità giudiziaria avrà l’obbligo di distribuire i prodotti sequestrati, ma commestibili, a enti territoriali o caritatevoli per destinarli a persone bisognose o animali abbandonati.
È prevista la protezione delle Indicazioni geografiche, attività che secondo l’ultimo rapporto Ismea-Qualivita nel 2024 ha realizzato 20,7 miliardi di euro di fatturato di cui 12,3 miliardi di euro realizzati all’estero. Previste sanzioni più dure per il reato di contraffazione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine protetta.
La legge vieta poi l’utilizzo del termine «latte» e di prodotti lattiero-caseari per prodotti vegetali se non accompagnato dalla denominazione corretta (per esempio il latte di mandorla venduto come sostitutivo senza distinzione). A dimostrazione della necessità di una legge con questi contenuti, Coldiretti cita l’ultimo Rapporto elaborato insieme a Eurispes e Fondazione osservatorio agromafie, secondo il quale il volume d’affari dei crimini agroalimentari in Italia è salito a 25,2 miliardi, praticamente raddoppiato nel giro dell’ultimo decennio.
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Ecco #DimmiLaVerità del 16 aprile 2026. La deputata della Lega Rebecca Frassini illustra i contenuti della manifestazione di sabato 18 a Milano.
Con il Presidente degli Stati Uniti andare allo scontro frontale non ha mai portato risultati a nessuno. Nemmeno ai leader europei tanto incensati dalla sinistra. Giorgia Meloni ha fatto bene a mettere alcuni punti fermi senza andare alla rottura.