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Oltre la Pax americana, serve una nuova Nato
Mark Rutte (Ansa)
Il summit atlantico di Ankara prevede partner asiatici. Una evoluzione da cui l’Italia ha da guadagnare.

Dal 2006 invoco la creazione di una Nato globale per consolidare la sicurezza delle democrazie dell’Atlantico e del Pacifico, integrandola (libro La grande alleanza, 2006, Angeli, ed in inglese nel 2007). Con precursori nel 2022, ora è in via di conferma la partecipazione di Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda al Summit Nato di Ankara nel prossimo luglio.

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Il legame con Pechino va preservato ma arginando la concorrenza sleale
Giorgia Meloni nella sua prima visita ufficiale in Cina il 31 luglio del 2024 (Ansa)
Nei colloqui, l’Ue si impegni solo su temi di reciproca utilità e preveda difese doganali.

Geopolitica economica. Con un occhio bisogna certamente fare attenzione alla soluzione della crisi di Hormuz, che se non fosse risolta nel breve avrebbe un impatto potenziale grave sull’economia europea, in particolare per l’Italia. Ma con l’altro occhio bisogna dare altrettanta attenzione al bilaterale tra Ue e Cina previsto nel prossimo giugno con oggetto principale le relazioni commerciali. Il punto: al momento non c’è una sufficiente convergenza tra le euronazioni per dare alla Commissione Ue un indirizzo preciso per il negoziato con Pechino. E tale constatazione indica un pericolo grave di deindustrializzazione nell’area europea a causa di una concorrenza sleale da parte della Cina, che non trova barriere politiche, doganali e condizioni di reciprocità sufficienti per arginarla. Lo scopo di questo articolo è stimolare un argine, rapidamente.

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Roma accelera sul nucleare: fondi privati per i mini reattori
iStock
Oltre alla legge è necessario allargare il consenso sulla necessità di un mix con il green.

Lo scorso 13 maggio Giorgia Meloni ha annunciato in Senato che entro l’estate verranno avviati i decreti attuativi, basati sull’approvazione di una legge delega in fase di esame parlamentare, e completato il quadro giuridico necessario alla ripresa della produzione di energia nucleare in Italia, probabilmente entro il 2026 come auspicato/previsto dal ministro per l’Energia. Finalmente l’Italia sta accelerando il ritorno al nucleare.

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