Impianti industriali con emissioni di fumi nell’atmosfera
Il sistema europeo di scambio delle emissioni è al centro delle critiche delle imprese per i costi legati alla transizione energetica (iStock)

Sotto al simbolo del Partito democratico andrebbe apposta la scritta che si mette sui pacchetti di sigarette: nuoce gravemente alla salute. Ovviamente degli italiani. Attenzione: non penso che il partito guidato da Elly Schlein provochi malattie, ma sono assolutamente convinto che sia una fonte di guai che arrecano danni enormi al Paese. E di conseguenza al portafogli dei suoi cittadini.

Credete che io stia esagerando? Per farvi comprendere che non è così citerò un paio di fatti. Comincio dal più recente e, dal mio punto di vista, dal più grave. Come sapete, in questi giorni i mercati sono piuttosto nervosi, perché i fondi speculativi hanno messo nel mirino la Francia e il suo debito pubblico. A rendere ulteriormente instabile la situazione contribuisce l’andamento dei titoli di Stato americani, i cui rendimenti, per ragioni di macroeconomia che non starò a spiegare, sono in rialzo.

Siccome il mercato dei capitali è globale, nel senso che ci sono collegamenti che interessano i bond di ogni Paese, anche i nostri Btp sono sotto stress e lo spread è tornato a salire, pur se i conti italiani, a differenza di quelli francesi o americani, sono in ordine. Tutto ciò significa tassi più alti e interessi più salati, nonostante il nostro governo sia il più stabile del Vecchio continente.

Certo, non aiuta il fatto che lassù qualcuno non ci ami. Non sto parlando del cielo e nemmeno del Padreterno, ma di Goldman Sachs, una delle istituzioni finanziarie che con le proprie analisi indirizzano gli investitori. La banca d’affari americana, che tra i suoi consulenti ha avuto personaggi del calibro di Mario Draghi e Romano Prodi, ha appena rilasciato un report in cui mette l’Italia sullo stesso piano della Francia, scrivendo che le nostre obbligazioni potrebbero essere a rischio, e si domanda se dopo quella di Parigi ci sarà la crisi di Roma.

Ovviamente non si può obbligare una casa d’investimento a essere ottimista e parlar bene della propria economia. Tuttavia, leggendo il rapporto mi è cascato l’occhio sull’autore della raccomandazione negativa e il nome che figura in calce alla ricerca è quello di Filippo Taddei, un italiano. A voi probabilmente non dirà nulla, ma chi fa questo mestiere sa che l’analista di cui sopra fino a qualche anno fa, cioè con Matteo Renzi a Palazzo Chigi, era il responsabile economico del Pd, uno dei collaboratori del segretario del partito.

Finita l’esperienza a Palazzo Chigi dell’ex sindaco di Firenze, anche quella di Taddei in Parlamento si è conclusa e il giovanotto ha dovuto cercarsi un altro lavoro. Eccolo dunque approdare in Goldman Sachs con l’incarico di seguire l’Italia. Il resto, cioè il giudizio negativo sulla situazione finanziaria del Paese, ve lo potete immaginare.

Goldman Sachs e il giudizio sull’economia italiana

È giusto che un ex politico di sinistra giudichi il lavoro del centrodestra? Ovviamente no, ma non tocca a noi stabilire chi debba valutare l’Italia e la sua economia. Tocca però a noi denunciare la mancata terzietà di un tizio che fino all’altroieri era un militante del Pd, perché ora che indossa la maglietta di una prestigiosa banca d’affari il suo giudizio nuoce gravemente alla salute della nostra economia.

Ets, la tassa sulle emissioni che pesa sulle imprese

C’è un altro fatto altrettanto dannoso che voglio segnalare. Non so quanti di voi sappiano a che cosa corrisponda la sigla Ets. In breve si tratta di un sistema di scambio delle quote di emissione di gas serra (Emission Trading System). In altre parole, è un meccanismo che fissa un limite massimo di emissioni consentite alle grandi industrie, superato il quale le società sono obbligate a comprare le quote di chi ha emesso meno CO2.

Credo sia chiaro a chiunque che nei fatti Ets sia una tassa a carico delle imprese, le quali sono costrette non soltanto a ridurre le fonti inquinanti, ma, qualora la loro attività sia giudicata tale, devono spendere soldi per riequilibrare il proprio bilancio ambientale. Anche solo questa semplice spiegazione fa capire che siamo di fronte a provvedimenti di natura masochistica, perché mentre il resto del mondo può continuare a produrre tutta la CO2 che vuole, in Europa le aziende sono condannate a pagare.

Per capire il disastro basta un solo esempio, quello che riguarda le imprese che producono piastrelle, molte delle quali peraltro sono concentrate in Emilia-Romagna. Siccome l’industria della ceramica è energivora, il sistema Ets la tartassa, caricando sui costi già alti per via del prezzo dell’energia anche quelli delle emissioni. Risultato: siccome l’Ets esiste solo nell’area Ue, in Cina hanno uno straordinario vantaggio, perché non subiscono il salasso ambientale.

Il Pd e il dietrofront sul Green Deal

Tutto chiaro? Bene. Ora vi starete chiedendo che cosa c’entri il Pd con tutto questo. Lo spiego subito. Il Partito democratico porta la responsabilità di aver dato via libera al meccanismo, perché in Europa sostiene la maggioranza Ursula e il Green Deal che sta uccidendo le nostre aziende.

Giorgia Meloni ha più volte chiesto di abolire questa tassa e invece il Pd e la sinistra europea vorrebbero estenderla, dando il colpo di grazia alle industrie europee. Di fronte alle richieste del nostro presidente del Consiglio, il Pd si è lamentato, quasi che il premier voglia avvelenare gli italiani. Ma tutto ciò fino a ieri.

Poi all’improvviso, dopo che all’Italia l’Ets è costato una ventina di miliardi, il partito ha deciso di ripensarci. Non so se si sia pentito o se qualche azienda emiliana o romagnola sia riuscita a fare ragionare Elly Schlein. Sta di fatto che dopo aver provocato danni enormi, ora zitti zitti e senza scusarsi i «democratici» chiedono di abolire il sistema.

Che dire? Mi sembra chiaro che su una serie di temi, come la casa, l’immigrazione, la giustizia e pure l’economia, Schlein e compagni possono fare danni enormi. Per questo è necessaria un’avvertenza e la scritta sotto il logo del Pd: NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE DELL’ITALIA.

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