Paolo Criscuoli, Antonio Lepre, Corrado Cartoni, Gianluigi Morlini e Luigi Spina sono i protagonisti delle chat dell’ex pm romano Luca Palamara. Si tratta dei co-protagonisti del cosiddetto mercato delle nomine tenutosi il 9 maggio 2019 nell’hotel Champagne a Roma.
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La famiglia di Sempio si sente tradita: «Garofano immaturo, ci ha venduti»
Nelle intercettazioni, l’ex comandate del Ris viene massacrato: «Si attacchi al tram».
Garlasco, Sempio tace. Il legale: «Le scarpe prova a discarico più importante»
Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, non si presenterà dai pm prima della scadenza dei termini dell’inchiesta. I suoi legali depositano cinque contro-consulenze per contestare gli accertamenti sulle impronte delle scarpe e sulla cosiddetta impronta 33, chiedendo una valutazione indipendente.
Caso ricina, gli investigatori passano al setaccio i dati del server
Cinque ore di accertamenti all’istituto agrario di Riccia per acquisire i dati della rete. La Procura cerca tracce di ricerche sulla ricina e punta a ricostruire le attività svolte sui computer della scuola. Altre tre ispezioni sono previste entro venerdì.
Ricina, quarta ispezione informatica: nel mirino la scuola della cugina di Di Vita
Venerdì gli agenti della Squadra Mobile e dello Sco saranno al Liceo delle Scienze Umane di Casacalenda, dove insegna Laura Di Vita. Si cercano eventuali tracce di ricerche sulla ricina nei computer dell’istituto.
«Cosa Nostra favorita da errori e omissioni nelle inchieste su boss e appalti»
La presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo: «Pignatone e Lo Forte acquistarono immobili da società vicine ai clan. Grave ciò che è emerso su Scarpinato, faccia un passo indietro».
Lauree ai Vip, l’inchiesta nasce da lì
Secondo la Procura di Napoli il gruppo finito sotto indagine avrebbe consentito l’accesso ai corsi anche a personaggi famosi privi di requisiti. Poi è arrivata la «rete» di giornali.
Prato, faro della Procura sui pizzini «no Cpr»
Dopo lo scoop della «Verità», acquisito il vademecum circolato nel penitenziario toscano con gli «escamotage» medici e burocratici per evitare ai reclusi, una volta fuori, il trattenimento nei centri e il successivo rimpatrio. Un nuovo filone dell’inchiesta di Ravenna?