A breve, il giudice del tribunale del lavoro, Donatella Casari, dovrebbe esprimersi sul possibile reintegro di Sigfrido Ranucci a Report. «Speriamo non accada, non pensiamo possa accadere. Matteo 5.11, “ogni giorno la sua pena”, io quello che dovevo fare l’ho fatto, stiamo lavorando serenamente», ha detto ieri mattina il direttore dell’approfondimento Rai Paolo Corsini.
Che ha proseguito: «Noi pensiamo di essere nel giusto e di avere fatto tutto correttamente».
Perché la Rai ha sospeso Ranucci
Poi, a distanza di qualche ora, la notizia: la Rai sospende Ranucci per dieci giorni. Un’informazione secca, senza alcuna spiegazione ufficiale, che viene subito fatta trapelare. La questione del possibile reintegro, però, c’entra ben poco con questa decisione.
«Fa seguito al lavoro svolto dal comitato etico», ci fanno sapere fonti Rai, «ma ha percorso un’altra via. Questo procedimento disciplinare è stato avviato e finalizzato dalle Risorse umane». Un lavoro che ha richiesto tempo e che è stato maturato solamente negli ultimi giorni. «Le Risorse umane hanno ritenuto che ci fossero dei profili pubblici di non adempimento disciplinare al codice Rai e alla condotta dei suoi dipendenti». Da qui, la decisione di sospendere Sigfrido.
I punti che vengono contestati a Ranucci sono quattro: i circa cinquanta ingressi di Laura Cianfoni, la sua amante (nel libro La scelta la chiama Lavinia), nella sede della tv di Stato. Ingressi che risultano a oggi inspiegabili da un punto di vista professionale; la mail, inviatagli da Corsini, che Ranucci ha inoltrato a Valter Lavitola ; il durissimo attacco di Sigfrido, subito dopo la loro nomina a conduttori di Report, a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi.
In quell’occasione, della prima disse: «Il coraggio e la tenuta psicologica non sono le sue migliori qualità. Se la cava meglio con opportunismo e furbizia». Per poi aggiungere: «Come si può pensare, al di là del merito, che possa essere il volto credibile di una squadra di fuoriclasse ai quali ha mentito per settimane? Una frattura insanabile».
Come Sigfrido ha commentato la sospensione
Contro Piervincenzi fu addirittura più duro, ricordandogli che una sua inchiesta per Report venne acquistata solamente per pietà: «L’ho accettata perché me l’hai chiesta tu, perché avevi bisogno di lavorare, e perché ho ancora la romantica abitudine di dare una mano a chi me la chiede». Ma alla fine, concludeva il suo post Sigfrido, «non è mediocre chi non ce l’ha fatta. È mediocre chi ce l’ha fatta senza essersela guadagnata».
Come a dire: vi ho fatto crescere, siete passati davanti a giornalisti migliori di voi e ora non solo non mi dite grazie ma mi pugnalate anche alle spalle; infine, tra le contestazioni che la Rai muove a Ranucci e che hanno determinato la sua sospensione c’è la sua conversazione con il deputato grillino Dario Carotenuto, riguardante una possibile pista, subito dopo l’attentato, che portava a un deputato di Fratelli d’Italia, che nulla c’entrava con quella vicenda: Gimmi Cangiano.
«Proprio mentre il Tribunale del Lavoro di Roma sta decidendo sul ricorso cautelare di Sigfrido Ranucci nei confronti del provvedimento di rimozione da Report, la Rai gli comunica una nuova sanzione: dieci giorni di sospensione dal lavoro e dalla retribuzione», ha fatto sapere l’avvocato di Ranucci, Roberto De Vita: «Una decisione che interviene a pochi giorni dalla presentazione di articolate difese, con le quali sono state contestate nel merito e nel metodo le accuse formulate dalla Rai. In attesa della decisione del Giudice non commentiamo la coincidenza temporale. Il provvedimento sarà impugnato», conclude il legale.
Ranucci, dal canto suo, ha affidato a un post sui social il commento a questa decisione: «Sempre e per sempre dalla vostra parte mi troverete».
Il possibile reintegro di Ranucci in Rai
L’ultimo nodo ora resta quello del possibile reintegro, che potrebbe arrivare già oggi. Al termine dell’udienza del 23 settembre scorso, infatti, la Casari aveva dato alle parti il termine del 30 settembre per il deposito delle note, presentate sia dalla Rai sia dalla difesa di Ranucci, ma ci sarebbe stata la necessità di autorizzare il deposito di ulteriori elementi.
Ora che è scoccata l’ora X, la decisione del giudice del tribunale del lavoro può arrivare da un momento all’altro. A quel punto potranno accadere solamente due cose: o Sigfrido tornerà a condurre Report con tutta la sua ormai ex squadra contro, oppure dovrà accettare una delle tre proposte che la tv di Stato gli ha offerto al momento dell’avvicendamento (vicedirettore di RaiNews24, vicedirettore del Tg3 o corrispondente all’estero, con sede al Cairo).
Comunque vada, per lui sarà una sconfitta. Non gli resterebbe che buttarsi in politica. Sarebbe la prima buona notizia da qualche mese a questa parte per il suo «amico fraterno» Lavitola.
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >