La propaganda di Alfredo Cospito sarebbe arrivata fino ai piedi del Vesuvio, passando anche dalla rete. Documenti, comunicati e posizioni dell’area anarchica insurrezionalista sarebbero stati diffusi attraverso i servizi digitali di Autistici Inventati, tra cui la posta elettronica anonima e Noblogs, piattaforma di blogging collegata alla stessa infrastruttura. È quanto emerge dal processo in corso davanti alla Corte d’Assise di Napoli a carico di sei persone, cinque uomini e una donna, accusate di aver fatto parte di una cellula anarcoinsurrezionalista attiva nel Napoletano tra il 2017 e il 2019.
La cellula vesuviana e la propaganda di Cospito
È proprio sulla propaganda e sui suoi canali di diffusione che si è concentrata l’udienza di oggi. Secondo quanto riferito in aula da uno degli investigatori, il gruppo avrebbe fatto propria la linea teorica di Cospito, l’anarchico condannato per diversi atti eversivi e successivamente sottoposto al regime di carcere duro. Le attività della cosiddetta «cellula vesuviana» sono state ricostruite dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli dal pm Maurizio De Marco.
Autistici/Inventati e le sanzioni degli Stati Uniti
La vicenda si intreccia con quella di Autistici/Inventati, sigla di A/I Collective, già raccontata da La Verità e finita nelle scorse settimane sotto i riflettori negli Stati Uniti. Il 26 agosto il Dipartimento del Tesoro americano ha inserito infatti Autistici/Inventati tra le organizzazioni sottoposte a sanzioni, classificandola come Specially Designated Global Terrorist. Secondo le autorità statunitensi, l’organizzazione avrebbe fornito infrastrutture e servizi digitali ad ambienti estremisti violenti. Nel provvedimento viene citato anche Noblogs.
Si tratta, naturalmente, di un procedimento distinto da quello italiano e la decisione americana non equivale a una sentenza sulle responsabilità contestate ai sei imputati del processo napoletano. Nel periodo preso in esame dall’inchiesta, tra il 2017 e il 2019, il dominio di Autistici Inventati era legalmente accessibile e consultabile da chiunque. La pubblicazione dei contenuti, invece, era riservata agli utenti autorizzati.
Il documento «Rivoluzione e Estinzione»
È proprio attraverso quei canali che, secondo la ricostruzione dell’accusa, sarebbero transitati anche i materiali prodotti dalla cellula. Il gruppo si sarebbe riunito inizialmente in un circolo di Ercolano, per poi spostarsi nella Biblioteca di Cultura Vesuviana di San Giorgio a Cremano.
In quel contesto sarebbe stato elaborato un documento dal titolo «Rivoluzione e Estinzione», nel quale comparivano riferimenti alle posizioni di Cospito. Il testo sarebbe quindi stato diffuso attraverso i canali digitali utilizzati dall’area anarchica.
L’inchiesta e il settimo indagato
L’inchiesta aveva inizialmente coinvolto sette persone. Uno degli indagati, però, è morto nel 2019, dopo essersi gettato sotto un treno a Ercolano. Si tratta dell’attivista che alcuni anni prima era rimasto ferito nell’esplosione accidentale di un ordigno che stava realizzando insieme a un altro militante in un casolare del Parco del Vesuvio.
Tra gli episodi ricostruiti dagli investigatori c’è anche il tentativo della cellula di raggiungere Torino nel 2019, in occasione delle proteste organizzate in favore di Cospito dopo la conferma del regime di carcere duro. Secondo quanto riferito dal carabiniere ascoltato in aula, la Digos riuscì a individuare e isolare il gruppo prima che potesse partecipare alle iniziative. Le manifestazioni torinesi sarebbero poi sfociate in scontri con le forze dell’ordine.
Il processo davanti alla Corte d’Assise di Napoli
Il procedimento riguarda ora sei dei sette originari indagati. La Presidenza del Consiglio dei ministri si è costituita parte civile. Sarà il dibattimento a stabilire il peso delle singole condotte e il ruolo eventualmente ricoperto da ciascun imputato nella struttura della cellula.
Per ora, agli atti del processo resta anche la ricostruzione di come quelle idee avrebbero trovato una strada per uscire dal circuito militante locale: riunioni, documenti e comunicati avrebbero viaggiato anche attraverso strumenti digitali come Autistici Inventati e Noblogs.
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