Sigfrido Ranucci
Sigfrido Ranucci (Ansa)

I fatti sono gli stessi, le versioni diametralmente opposte. Saranno i carabinieri che hanno già sentito diverse persone e acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza a scoprire chi ha davvero ragione.

Sigfrido Ranucci, l’ex conduttore di Report rimosso dalla Rai dopo l’inchiesta che ha mandato in carcere il suo caro amico Valter Lavitola con l’accusa di essere il mandante dell’attentato ai suoi danni, ha denunciato una presunta violazione di domicilio (avvenuta nella giornata di venerdì) da parte di «un giornalista di un magazine online e inviato di una trasmissione Rai (Filorosso, ndr) che da mesi sta conducendo trasmissioni di delegittimazione nei miei confronti» che, a suo dire, «avrebbe fornito false generalità e avrebbe spinto l’ignara donna delle pulizie a mentire e a suonare agli altri inquilini del condominio pur di entrare».

Subito una precisazione: non siamo a Pomezia, dove davanti l’abitazione di Ranucci, poco meno di un anno fa, due esplosioni avevano distrutto la sua auto, ma a Roma, in un condominio della zona Tufello-Bufalotta che ospita un appartamento nella disponibilità del giornalista. Il racconto sui social di Ranucci prosegue così: «Successivamente un inquilino, preoccupato di quello che stava accadendo, ha scoperto due soggetti, un uomo munito di zainetto e una donna dal dialetto campano, appostati sul pianerottolo, davanti alla porta dell’appartamento. A giustificazione i due, in evidente imbarazzo, avrebbero detto di essere addetti alle pulizie, ma si trattava di un falso».

La versione di Moreno Pisto

All’episodio, definito dall’ex conduttore di Report «misterioso e inquietante», ha però prontamente risposto il diretto interessato. Si tratta di Moreno Pisto, direttore del magazine online Mowmag. La sua ricostruzione dei fatti non collima affatto con quella di Ranucci e parte da un’importante puntualizzazione: «Mi ero appostato con il mio cameraman di fiducia sotto casa di Laura Cianfoni (amica intima e stretta collaboratrice di Ranucci), che da quando è cominciata questa storia non ha mai rilasciato una dichiarazione». Al contrario di Natalia Potenza, l’ex compagna di Valter Lavitola che invece ai pm capitolini che stanno indagando sull’attentato dell’ottobre 2025 ha riferito fatti e circostanze di sicuro interesse investigativo in un colloquio fiume andato avanti per circa dieci ore e di cui vi abbiamo dato conto qualche giorno fa. Ma torniamo agli affari condominiali di Ranucci. Pisto e il suo cameraman si sarebbero sì appostati nei pressi del palazzo per provare a fare due domande alla donna, ma senza mai raggiungere il pianerottolo come sostenuto nella denuncia presentata ai carabinieri e limitandosi a fare qualche domanda all’addetta alle pulizie sulla presenza o meno in casa della persona che stavano cercando.

«Le due persone sul pianerottolo non siamo noi», precisa Pisto prima di aggiungere: «Se ci sono le immagini si può verificare. Io avevo uno zainetto, ma non sono mai entrato dentro la scala. La donna col dialetto campano potrebbe essere la donna delle pulizie che è tornata lì con qualcun altro». Nessun tentativo di violazione di domicilio, quindi. Solo una legittima ricerca di notizie, l’attività quotidiana di ogni giornalista indipendentemente dalla testata per cui lavora. La stessa che Ranucci ha commissionato centinaia di volte ai suoi inviati. E che non può non conoscere in ogni suo aspetto e sfaccettatura. Per Sigfrido, però, le cose non sono andate così. E continua a parlare di un grave episodio: «Pisto si è giustificato dicendo che stava semplicemente facendo il suo lavoro, di questo non ho dubbi. Bisogna capire per conto di chi».

Il caso Ranucci e il futuro di Report

Fin qui, però, in tutta questa storia l’unico mandante preciso individuato risponde al nome di Valter Lavitola che ancora non è riuscito a spiegare ai pm di Roma un motivo valido ma soprattutto credibile per aver deciso di far piazzare quella bomba davanti alla casa di una persona che continua a definire come un carissimo amico. In attesa di sviluppi nelle indagini, sempre dal tribunale di Roma si attende a stretto giro un altro importante verdetto. Sulla scrivania del giudice del lavoro di Roma, Donatella Casari, la richiesta di reintegro presentata da Ranucci che non intende mollare il timone di Report. Il debutto della nuova stagione è già fissato per l’8 novembre con la conduzione affidata a Daniele Piervincenzi e Claudia De Pasquale, ma è chiaro che un’eventuale pronuncia del tribunale a favore di Ranucci finirebbe per rimettere tutto in discussione.

In trepidante attesa c’è anche l’intera redazione del programma di Rai 3. Da giorni si rincorrono voci su presunti addii eccellenti alla trasmissione, qualora Ranucci dovesse incassare il verdetto favorevole al rientro. Indiscrezioni prontamente stoppate dal Cdr dell’Approfondimento Rai che ha precisato come al momento non sia stata presa alcuna decisione comune sulla questione.

Lo stesso Ranucci era intervenuto sulla vicenda parlando di una posizione di 2-3 giornalisti rispetto alle 43 nell’organico della trasmissione. Non resta che attendere le prossime puntate di una storia ancora tutta da scrivere. Così come la presunta violazione di domicilio denunciata dall’ex conduttore di Report.

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