Ucciso il comandante dell’Accademia navale libica, accusato di traffico di migranti

Abdulrahman Bidja è stato assassinato poche ore fa a Tripoli in un agguato mentre viaggiava a bordo di un’autovettura nei pressi dell’Accademia navale di Janzour.

In molti lo definivano il trafficante di essere umani con la divisa della Guardia costiera libica. Abdulrahman Bidja è morto nel tardo pomeriggio di domenica 1 settembre a Tripoli, dopo un agguato di stampo mafioso all’autovettura sulla quale viaggiava.

L’auto che trasportava il comandante dell’Accademia navale libica, accusato da vari report dell’Onu di essere uno dei principali trafficanti di migranti, si trovava proprio di fronte all’edificio dell’Accademia navale di Janzour quando è stata raggiunta da un commando di killer che ha aperto il fuoco e crivellato di colpi il mezzo, uccidendo sul colpo Bidjia.

Bidjia, nonostante le continue segnalazioni e denunce dell’Organizzazione delle nazioni unite, era tornato nel 2019 a ricoprire il ruolo di capo della Guardia costiera libica, in seguito a una sospensione che aveva ricevuto nel 2018. A reinserirlo al comando dell’Accademia navale era stato il governo di Fayez al-Serraj, in barba anche a un mandato di cattura internazionale emesso proprio nel 2019 ai suoi danni, senza però che nessuno lo arrestasse. Attorno all’assassinio di Bidjia, al momento, e su chi possano essere gli autori e i mandanti dell’attentato, c’è ancora un alone di mistero. L’ormai ex capo della Marina libica, secondo quello che si apprende da fonti libiche, non si presentava mai in luoghi pubblici senza la sua scorta armata e, talvolta, si faceva precedere da controfigure per ingannare eventuali attentatori. Ma nella serata di oggi, evidentemente, di fronte alla sede dell’Accademia navale qualcosa è andato storto.

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