Pedro Sánchez, la vera storia dell’anziana sfrattata a Madrid
Nel volantino Maricarmen Abascal, diventata simbolo delle proteste contro la crisi abitativa (Getty Images)

Il sindaco di Madrid, José Luis Martinez-Almeida, ha accusato le forze della sinistra di utilizzare la morte di Maricarmen Abascal come una «strategia elettorale», dopo il decesso della 87enne, diventata simbolo delle proteste contro la crisi abitativa. Almeida ha definito socialisti e Màs Madrid «avvoltoi» e «sciacalli».

«Bisogna essere miserabili per utilizzarla nel modo settario e partitico in cui la state utilizzando», ha affermato il primo cittadino, rivolgendosi ai rappresentanti della sinistra.

Ma è per primo Pedro Sánchez che sta cavalcando la scomparsa della donna uscita in barella dalla casa in cui aveva vissuto per quasi settant’anni, tra gli applausi e le proteste dei vicini: «Tutto il mio affetto alla famiglia e ai cari di Maricarmen. Un abbraccio anche a tutti noi che oggi sentiamo questa perdita come nostra».

Nostra… mica tanto. Perché la storia di María del Carmen Abascal, per tutti Maricarmen, 87 anni, non è proprio comune e soprattutto non è come ce l’hanno raccontata. Non è stata sfrattata perché si rifiutava di pagare un affitto quadruplicato. È stata trasportata all’ospedale Gregorio Marañón perché un giudice aveva deciso che non poteva più rimanere nell’appartamento di 92 metri quadri.

La vera storia di Maricarmen Abascal

La vicenda comincia nel 1956, quando il padre di Maricarmen firma il contratto d’affitto di un appartamento in calle Alcalde Sainz de Baranda. Alla sua morte, nel 1960, il contratto passa alla moglie.

Quando anche lei muore, nel 2005, subentra la figlia, per la seconda volta nella storia di quel contratto. È qui il cuore della disputa legale: la legge sugli affitti urbani del 1994 – all’epoca il premier era il socialista Felipe González – limita la trasmissione dei vecchi contratti a canone calmierato e prevede la permanenza a vita, nel caso di seconda successione a favore dei figli, solo a certe condizioni, tra cui una disabilità riconosciuta pari o superiore al 65%.

Quella di Maricarmen però era del 50%. Per anni la donna è tuttavia rimasta nell’abitazione e ha continuato a versare circa 500 euro al mese. Il conflitto è esploso dopo il cambio di proprietà: nel 2018 l’immobile è stato venduto e poi è passato alla società Urbagestión Desarrollo e Inversión, la quale ha sostenuto che il contratto ereditato fosse ormai estinto, mentre Maricarmen ha rivendicato il diritto di restare nella casa dove era cresciuta.

Nel 2020 c’è stato allora un tentativo di mediazione: all’inquilina è stato proposto di acquistare la casa per poco più di 240.000 euro, rifiutata. Da qui la causa, approdata in vari tribunali con esiti alterni. Il primo grado ha dato ragione all’anziana, ma l’Audiencia Provincial di Madrid ha ribaltato la decisione, ritenendo il contratto estinto alla luce dei limiti previsti per la seconda successione. Il Tribunal Supremo ha poi confermato l’estinzione.

Perché l’anziana è stata sfrattata

Nessun giudice ha dunque stabilito che Maricarmen fosse morosa o occupasse abusivamente l’immobile: è stato accertato che non aveva più diritto a restare in base a quel contratto. Per questo si è passati alle azioni esecutive. Il primo tentativo di sgombero risale all’ottobre 2025 ma è stato sospeso.

Altre date sono state fissate nel 2026, fino al quarto tentativo, quello del 23 settembre, andato a buon fine nonostante la mobilitazione di vicini, associazioni di inquilini e personalità pubbliche.

Nelle settimane precedenti non erano mancate le offerte di aiuto: una scrittrice, che ha preferito restare anonima, si era detta disposta a coprire la differenza tra i 500 euro pagati da Maricarmen e il canone richiesto, mentre alcuni enti pubblici cercavano una soluzione abitativa. Che poi anche sulle cifre si è sviluppata una polemica fuorviante.

Nei giorni dello sfratto era circolata l’ipotesi che la proprietà volesse portare l’affitto da 500 a 2.650 euro al mese. Urbagestión ha negato di aver imposto un aumento unilaterale, spiegando che, una volta estinto il vecchio rapporto, si era discusso un nuovo contratto con un canone intorno ai 1.650 euro, a suo dire inferiore ai prezzi di mercato. Una somma che tuttavia i rappresentanti dell’anziana hanno giudicato comunque insostenibile.

La strumentalizzazione della sinistra e di Pedro Sánchez

Dopo le manifestazioni di protesta, tuttavia, si era arrivati a un ultimo compromesso. Con la mediazione dell’azienda municipale per la casa Emvs, Urbagestión e i rappresentanti di Maricarmen avevano raggiunto un’intesa: un nuovo contratto di otto anni, con un canone che non potrà superare il 30% della pensione, pari a circa 500 euro mensili.

Non si trattava della prosecuzione dell’antico contratto del 1956, ma di un rapporto del tutto nuovo. L’anziana aveva accettato le condizioni comunicate dalla sua legale. E il rientro era previsto dopo le dimissioni dall’ospedale. María del Carmen Abascal però non ce l’ha fatta. Così come non ce la fa la sinistra, che farà una campagna elettorale raccontando una storia non vera appoggiandosi ai nipoti degli Indignados, sempre pronti a scendere in piazza in nome di diritti gratis.

Alla faccia del 70% di spagnoli che invece una casa di proprietà se la sono comprata con i propri soldi e degli altri spagnoli in affitto sfrattati.

Da non perdere

Mondo

Benvenuti nella fase 2 del globalismo

La crisi transalpina non ha nulla a che fare col Sessantotto, ma non è neanche il frutto di una «invasione» classica. È un modello basato sul caos che si consolida.

Svolta in Germania: crolla il muro anti Afd
Mondo

Svolta in Germania: crolla il muro anti Afd

Alternative für Deutschland si prende la presidenza del Parlamento della Sassonia Anhalt grazie ai voti della sinistra antisistema e di quattro franchi tiratori. È la prima volta dal 1945 che l’estrema destra presiede un Landtag. Altra caduta per l’industria teutonica.

Caro casa dovuto ai troppi migranti
Mondo

Caro casa dovuto ai troppi migranti

In otto anni la popolazione è cresciuta di 3 milioni, aumentando la domanda di alloggi Il governo ha risposto punendo i proprietari, che hanno tolto altre dimore dal mercato.