- La relazione del Dis, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, evidenzia «nei ristretti ambienti dell’estremismo marxista-leninista» le iniziative «dirette a richiamare l’attenzione sui “prigionieri politici” delle Br-Pcc» sottoposti al 41 bis.
- Torino in grande allerta per la chiamata internazionale al corteo a sostegno di Alfredo Cospito.
Lo speciale contiene due articoli.
Per gli esponenti del Partito democratico, quella di Alfredo Cospito è una questione umanitaria. Ma per la nostra intelligence quella anarco-insurrezionalista è «qualificata» come «la più concreta e vitale» minaccia sul «fronte eversivo interno», con tanto di rischio di saldatura con quello che resta delle Brigate rosse. Un rischio caratterizzato «da componenti militanti determinate a promuovere, attraverso una propaganda di taglio fortemente istigatorio, progettualità di lotta incentrate sulla tipica “azione diretta distruttiva”» e che ha «registrato nuovo slancio sulla scia dei diversi pronunciamenti giudiziari emessi nel corso dell’anno a carico di militanti anarchici e, soprattutto, in relazione all’applicazione del regime carcerario del 41 bis al leader della Federazione anarchica informale/Fronte rivoluzionario internazionale (Fai/Ffri) Alfredo Cospito, da ottobre in sciopero della fame».
L’ultima relazione del Dis, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, censisce complessivamente 31 azioni eversive di stampo anarco-insurrezionalista: 14 contro obiettivi del settore tecnologia-comunicazione-trasporti, sei contro istituti di credito e Poste, cinque contro il settore delle forze dell’ordine, della Giustizia e delle carceri e due contro obiettivi militari. Ma non mancano azioni contro il car sharing Enjoy, l’industria marmifera, un partito politico e una rappresentanza politica estera in Italia. Particolare attenzione viene data «all’attentato incendiario compiuto ad Atene, nella notte del 2 dicembre, ai danni dell’autovettura privata di una rappresentante diplomatica italiana, rivendicato in lingua greca sul web, in solidarietà a Cospito, dall’evocativa sigla «Nuclei di vendetta Carlo Giuliani»».
Un sito internet dell’area anarco-insurrezionalista aveva poi pubblicato la versione tradotta della rivendicazione e una nota che identificava il bersaglio: «Susanna Schlein, sorella maggiore della deputata Elly Schlein (in corsa nelle primarie del 2023 per la leadership del Partito democratico, ndr) e in procinto di intraprendere una brillante carriera diplomatica, è il Primo consigliere dell’Ambasciata d’Italia in Grecia». Il sito racconta nei dettagli l’attentato: «L’automobile privata della diplomatica, una Bmw parcheggiata nel garage della casa situata nel quartiere ateniese di Papagos, è rimasta distrutta a causa di un ordigno incendiario che, dopo essersi innescato, ha fatto scoppiare il serbatoio e gli pneumatici del veicolo. Un’altra bottiglia incendiaria, collocata sotto la seconda automobile della diplomatica, il veicolo di servizio, presumibilmente non si è innescata in tempo ed è stata ritrovata a seguito dell’incendio della prima automobile».
Per le nostre barbe finte si tratta di «uno scenario che ha avvalorato valutazioni d’intelligence circa l’estensione e l’intensità dei collegamenti internazionali anarco-insurrezionalisti in grado di agire da moltiplicatore delle capacità offensive».
La campagna a sostegno di Cospito ha fatto breccia anche «nei ristretti ambienti dell’estremismo marxista-leninista» dove «pur non emergendo concreti segnali di una riattivazione operativa, si sono continuate a rilevare, in termini di studio e propaganda, velleità di riproposizione della passata esperienza brigatista». Le «realtà d’area, anche estere, hanno aderito alla citata mobilitazione anarchica a sostegno di Cospito, con iniziative dirette a richiamare l’attenzione pure sui «prigionieri politici» delle Br-Pcc, anch’essi sottoposti al «carcere duro»». Nella galassia antagonista invece «si è assistito a […] azioni d’imbrattamento di opere d’arte, di sedi istituzionali e di aziende del comparto energetico, nonché, in alcuni casi, foriere di turbative all’ordine pubblico, come blocchi alla viabilità extraurbana».
Sul fronte opposto, quello dell’estrema destra, a suscitare particolare allarme è «un pericolo in costante crescita», ovvero «l’attivismo sul web delle reti internazionali del suprematismo e dell’accelerazionismo, diffusori d’impulsi antisistema d’impronta razziale in grado di esaltare sentimenti di rancore sociale e d’incitare a una risposta violenta e indiscriminata contro il «sistema»». Gli analisti non hanno tralasciato i pericoli provenienti dai flussi migratori. «L’attenzione dell’Intelligence», spiegano, «si è soffermata sull’analisi delle principali rotte dell’immigrazione irregolare, sull’attivismo di trafficanti e facilitatori che, individualmente o in forma associativa, alimentano i trasferimenti irregolari verso l’Italia e l’Europa». E, soprattutto, «analoga attenzione è stata rivolta a eventuali infiltrazioni di estremisti nei flussi migratori».
Poi individuano alcuni «network criminali». «La rotta del Mediterraneo centrale, caratterizzata da flussi che originano prevalentemente dalle coste libiche e tunisine, si conferma la principale direttrice di trasferimento via mare di irregolari in Italia». Il primo Paese di partenza è la Libia, dove viene segnalata «la presenza di strutturate reti criminali con proiezioni transnazionali». Qui è possibile trovare «un’offerta di «servizi» per i migranti irregolari estremamente flessibile in grado di adattarsi velocemente sia al quadro politico-securitario sia alla stagionalità delle condizioni meteo marine». Secondo gli analisti, «rilevante appare anche l’esistenza di un coordinamento tra trafficanti attivi nell’Ovest e nell’Est del Paese, con particolare riferimento all’afflusso di egiziani, nonché tra reti criminali libiche e reclutatori/facilitatori dei Paesi di origine e transito dei migranti. Sono stati rilevati collegamenti anche tra gruppi criminali libici [..] e trafficanti tunisini». Dalla Tunisia, però, le partenze verrebbero organizzate da «gruppi criminali prevalentemente autoctoni, non strutturati».
Mentre il pericolo jihadista in Europa viene collegato a un attentato avvenuto nel giugno scorso a Oslo, capitale della Norvegia, rilevante per «il target selezionato», ovvero «la locale comunità Lgbtqia+». Si tratta di un obiettivo, spiegano gli analisti, «annoverato dalla narrativa jihadista tra i simboli della decadenza occidentale e, quindi, da colpire».
Un focus, poi, è stato dedicato alla mafia nigeriana che, secondo il Dis, «si distingue nel panorama delinquenziale etnico per una spiccata efficienza operativa. Ciò, vale in particolare per i gruppi «cultisti», denominazione che identifica i sodalizi nigeriani maggiormente strutturati». Preoccupa anche la criminalità digitale: in aumento quelle riferibili a soggetti privati dei settori delle infrastrutture dei servizi, dei trasporti e del bancario. Infine, il conflitto russo-ucraino e i collegati sconvolgimenti internazionali, «tra cui l’utilizzo dell’energia», secondo il Dis, come arma da parte di Mosca», che «hanno determinato un’estrema volatilità dei prezzi delle commodity energetiche». L’analisi del Dis è allarmante: «Il perdurare o l’intensificarsi della crisi energetica impatterà, da un lato, il Centro-Nord sui piani occupazionale e della continuità aziendale, dall’altro, il Centro-Sud, su nuclei familiari e piccole realtà industriali, considerati i più bassi livelli reddituali e di concentrazione industriale».
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