• Il fisco: sono quasi tre milioni i contribuenti italiani che hanno scelto di inviare via Web la precompilata. Dato che mostra una crescita del 18,5% rispetto all’anno scorso. Ma la scelta riguarda meno di due contribuenti su dieci.
  • Gli errori più frequenti nella compilazione della denuncia sono cinque. I dati relativi ai fabbricati e ai terreni vengono in automatico presi dalla dichiarazione dell’anno precedente.


Lo speciale contiene due articoli.

Sono quasi tre milioni i contribuenti italiani che hanno scelto di inviare via Web il 730 precompilato all’Agenzia delle entrate. Dato che mostra una crescita del 18,5% rispetto all’anno scorso. Dei 2,9 milioni di dichiarazioni ricevute, circa 143.000 riguardano i modelli Redditi, mentre 2,7 milioni sono 730.

I modelli precompilati accettati dai contribuenti senza introdurre modifiche ai dati predisposti dall’Agenzia delle entrate sono invece 529.000. Un dato, anche questo, che risulta essere in crescita del 50% rispetto all’anno scorso. Nel 2017 i 730 accettati furono infatti quasi 352.000.

«Con il suo +18,47% il 2018 rappresenta il quarto anno consecutivo di crescita grazie anche alla quantità e qualità dei dati precaricati», dichiara l’Agenzia delle entrate. Che il numero di contribuenti aderenti al 730 precompilato sia salito negli anni è innegabile. Nel 2015 sono stati 1,4 milioni, nel 2016 2,1 milioni e nel 2017 2,4 milioni. Dati positivi che però evidenziano anche un’altra realtà. Solo il 14% degli italiani ha scelto di avvalersi della dichiarazione precompilata fai da te.

Secondo i dati diffusi dalla Consulenza nazionale dei Caf l’86% dei contribuenti ha infatti preferito rivolgersi a un centro di assistenza fiscale per compilare e inviare la propria dichiarazione dei redditi. Su una platea di 20 milioni di contribuenti, 3 milioni hanno preferito inviare il 730 da soli usando il sito dell’Agenzia delle entrate, mentre 17 milioni si sono rivolti ai servizi di consulenza. I Caf restano dunque il canale preferito dagli italiani quando devono inviare la dichiarazione dei redditi.

«Siamo ormai di fronte a un dato strutturale e non modificabile nella sostanza», dichiarano Massimo Bagnoli e Mauro Soldini, coordinatori della Consulta nazionale dei Caf. «La dichiarazione online dopo quattro anni di sperimentazione segnala un limite di fondo: il cittadino vuole garantire sia a sé stesso che allo Stato la massima correttezza e quindi preferisce farsi assistere anche solo per avere una conferma della veridicità della propria dichiarazione».

La Consulta nazionale dei Caf evidenzia inoltre come gli italiani si rivolgano a loro non solo per il modello 730, ma anche per la Dichiarazione unica e per ottenere dall’Inps la certificazione Isee. In questi campi l’aumento, rispetto all’anno scorso, è stato del 12,37%.


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