Ecco le chat tra Luca Palamara e Nicola Zingaretti, segretario nazionale del Partito democratico. I messaggi Whatsapp tra il pm sott’inchiesta a Perugia per una presunta corruzione, e il governatore del Lazio nonché numero uno dei dem, sono stati acquisiti agli atti del procedimento umbro dai pubblici ministeri.
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Lavitola confessa l’attentato. Ranucci sapeva? «No comment»
L’interrogatorio dell’amico rischia di inguaiare il conduttore di «Report». Che intanto si paragona a Moro, Falcone e Borsellino. Studi, sondaggi, Mieli e Cappellini: nulla di intentato per la scalata a Palazzo Chigi. Quei giochetti spregiudicati sui servizi segretI.
Ranucci provò a fornire l’alibi a Lavitola
Nell’ordinanza di arresto, tutti i tentativi del conduttore di «Report» di giustificare la presenza dell’amico (incastrato dalle celle telefoniche) davanti a casa sua durante il sopralluogo in vista del «finto» attentato. Obiettivo: lanciare Sigfrido come premier.
Ecco perché Lavitola è finito in cella soltanto adesso
L’indagine restituisce la meticolosità degli inquirenti: le intercettazioni degli esecutori, i riferimenti al mandante, gli accordi su soldi e assistenza legale, l’Africa: tutto porta alle manette per Valterino. Tavares (latitante) al «Tg1»: «Il cardiologo mi dice di non tornare».
La parabola di Ranucci, da segugio a fesso irretito dalla vanità
Nelle 198 pagine dell’ordinanza sull’attentato emergono le chat tra Ranucci e Lavitola, il progetto di una candidatura politica e la crescente fiducia del conduttore nelle lusinghe dell’amico. Fino al sondaggio per misurare la popolarità del giornalista.
Tutti i messaggi tra Ranucci e il suo attentatore Lavitola
Per il gip, l’ordigno sarebbe stato piazzato per accrescere la popolarità del conduttore di «Report» in vista della candidatura a leader della sinistra. Un progetto di cui i due hanno parlato a più riprese per anni, senza che il giornalista opponesse mai un rifiuto netto. Anzi: «Il sondaggio va costruito bene, o non serve».
Ranucci, arrestato Lavitola: per la Procura è il mandante dell’attentato
L’ex giornalista-editore è stato portato in carcere su disposizione del gip di Roma. La Procura lo accusa di aver commissionato l’attentato contro il conduttore di Report, avvenuto a Pomezia nell’ottobre scorso. Contestato anche il metodo mafioso.
Vigili, prima confessione. Tremano i vertici
Molte domande pesano sul comando generale dopo quanto emerso dagli interrogatori: quanti gli arresti falsi? E quanta droga o soldi sono spariti? Si accumulano le denunce dei legali. La Sabato intanto ottiene i domiciliari dopo aver ammesso i verbali contraffatti.