Ecco le chat tra Luca Palamara e Nicola Zingaretti, segretario nazionale del Partito democratico. I messaggi Whatsapp tra il pm sott’inchiesta a Perugia per una presunta corruzione, e il governatore del Lazio nonché numero uno dei dem, sono stati acquisiti agli atti del procedimento umbro dai pubblici ministeri.
Da non perdere
Da Sempio ai «suoi» uomini del Ris. Nessuno si fidava più di Garofano
Secondo il suo vice, l’ex generale «non aveva esperienza pratica. Ma quando è arrivato ha preso in mano tutto lui». Anche l’indagato diffidava del militare, che pure era suo consulente: «Ci ha un po’ venduti...»
Cospito, la propaganda della cellula vesuviana correva anche online
La cellula anarcoinsurrezionalista attiva nel Napoletano tra il 2017 e il 2019 avrebbe diffuso documenti e comunicati attraverso Autistici Inventati e Noblogs. In aula la ricostruzione degli investigatori sui legami con le teorie di Cospito.
Pure Figliuolo rivela gli sprechi di Arcuri: «Stava per buttare 492 milioni negli hub»
Commissione Covid, il generale condanna la gestione del suo predecessore tra mascherine e inutili padiglioni vaccinali.
I medici anti rimpatri oltre ai clandestini tifavano per Cospito libero dal 41 bis
Nelle mail il rinvio a «pratiche degli anni Sessanta e Settanta» da usare contro il governo. Tra le discussioni pure i nodi legali.
Ecco il manuale per aggirare le nostre leggi
L’appunto con la citazione dell’avvocato di Nicola Cocco fatto circolare anche nelle carceri dopo l’apertura dell’inchiesta. I camici bianchi spiegano gli «escamotage» da utilizzare per evitare i centri: puntare su «sofferenza e fragilità psicologiche».
Deputata Avs nella chat con i medici no Cpr
L’onorevole Ghirra dice di non avere nulla da nascondere ma poi ricorda l’articolo 68 della Costituzione, che tutela la corrispondenza dei parlamentari. Sul cellulare di Cocco trovati i vocali dei clandestini: il sospetto è che gli chiedessero aiuto per evitare l’espulsione.
Garlasco, stavolta i Ris hanno incastrato la credibilità di scienza e indagini
In attesa delle prossime mosse dei pm sul delitto Poggi, l’unica certezza è che i giudizi spacciati per infallibili non lo erano per nulla. E che, con quell’indizio falso, Garofano e i suoi uomini hanno inchiodato la giustizia.