Ah la Svizzera, quando si dice la precisione; anche nel welfare. La signora Jessica Maric – ex modella, ex aspirate attrice – coniugata Moretti ha chiesto di ricevere la diaria che spetta a ogni lavoratore elvetico se non può mantenersi per motivi di salute.
Può darsi che i riflettori su di lei si siano spenti (in questa faccenda parlare di fuoco è sempre devastante) perché l’inchiesta sulla strage del Constellation è inchiodata e non se ne sa più nulla, ma lei è la donna delle stelle filanti che hanno appiccato il rogo nella discoteca di Crans Montana la notte dello scorso Capodanno costato la vita a 41 ragazzi (otto erano italiani) e che ha sfregiato l’esistenza di altri 116 che tutt’ora lottano con le conseguenze dell’incendio.
Il sistema sanitario svizzero e il conto ai feriti
La Svizzera che le concede il vitalizio è la stessa che ha avuto il coraggio di chiedere 108.000 euro di rimborso per le prestazioni ospedaliere ai feriti italiani (immaginiamo il conto per gli altri) e si è trincerata, quando sono arrivate queste fatture, dietro la formula: «Ma è la legge, troveremo una soluzione».
Per un solo giorno di degenza sono arrivati a chiedere 66.810 franchi (pari a 71.420 euro). Furono nell’aprile scorso sia il presidente del Consiglio Giorgia Meloni che il ministro degli Esteri Antonio Tajani a respingere al mittente le pretese giudicate dalla premier «una richiesta ignobile». Spiegarono gli svizzeri senza scusarsi: è la prassi.
Nel paese dei quattro cantoni il servizio sanitario è misto pubblico-privato e tutti, compreso chi si trova in Svizzera per un breve periodo, devono stipulare un’assicurazione. In mancanza di polizza Ginevra si rivale sui paesi di provenienza degli assistiti.
Tant’è che il contenzioso con l’Italia ancora non è risolto. È in virtù di questo sistema misto pubblico-privato che alcuni giorni fa Jessica Moretti ha avanzato la richiesta per l’indennità giornaliera di sostentamento derivante dalla «perdita di guadagno a causa dei danni alla salute subiti» a causa del rogo del Constellation.
La pratica avviata dalla Zurich
Siamo all’assurdo: lei avrebbe responsabilità per l’incendio (l’inchiesta non è conclusa, ma i filmati lo provano), lei è scappata senza aiutare i ragazzi che erano chiusi in quella che è diventata una trappola per topi e oggi rivendica il diritto al sostentamento per danni alla salute.
Perché a causa del fumo respira male. Oddio, è anche vero che l’Italia è il paese che ha riconosciuto 790.000 euro di provvisionali ai familiari dei rapinatori, e pure ai malviventi feriti, freddati da Mario Roggero, ma il beneficio accordato alla Moretti pare una beffa.
Perché non si tratta di una polizza stipulata dalla ex fotomodella a titolo personale, ma si tratta di un sussidio statale. In Svizzera funziona così: tutti i lavoratori dipendenti hanno l’obbligo di essere assicurati contro gli infortuni. Ma mentre in Italia c’è l’Inali, oltre le Alpi a gestire queste polizze sono le assicurazioni private. Nel caso specifico la Zurich – la maggiore compagnia svizzera con sede appunto a Zurigo – che ha già avviato la pratica.
Un obbligo di legge, non una polizza personale
Sia chiaro: la Moretti non ha stipulato una polizza privata in base alla quale anche si fosse macchiata del più orrendo dei crimini avrebbe comunque pieno diritto a far rispettare il contratto e dunque a incassare. La polizza che lei ha con la Zurich rientra in un obbligo di legge. Per cui è lo Stato svizzero che accorda il risarcimento alla proprietaria del Constellation. Tant’è vero che la pratica è gestita direttamente dagli uffici cantonali che si occupano degli infortuni sul lavoro.
Il risarcimento alle vittime del rogo
La vicenda assume un peso enorme se si considera che alle vittime del rogo per ora non è stato accordato il riconoscimento di alcun danno per il semplice fatto che la giustizia elvetica non fa chiarezza su quanto avvenuto al Constellation. Per un paradosso che indigna l’unica a ricevere un ristoro è colei che ha concorso alla morte di 41 ragazzi e al ferimento di altri 116 che è la sola che avrà, per ora, liquidato un danno. La Zurich ha fatto sapere infatti che ha istruito la pratica e ha già chiesto il nulla osta al Cantone del Vallese per il versamento dell’indennità, parere che, a quanto si sa, è già stato espresso ed è favorevole.
La sicurezza per Jessica Moretti
Non solo sembra che a Jessica Maric sarà anche concessa una speciale vigilanza perché lei teme che con l’approssimarsi della scadenza di Capodanno si moltiplichino le minacce che ha ricevuto. Oggi lei vive sola nella villa di Crans Montana con il figlio (ha quasi cinque anni ed è stato ritirato dalla scuola privata perché sembra che la madre non avesse i soldi per pagare la retta) ed ha l’obbligo di firma che ha già chiesto venga allentato.
Il marito Jaques Moretti in carcere
Il marito Jaques Moretti, anche lui ritenuto responsabile del rogo del Constellation, è invece in carcere perché nella notte tra l’11 e il 12 agosto ha picchiato la moglie fino a provocarne il ricovero in ospedale. Da quel che si sa «il Corso» , questo il soprannome di Jaques Moretti negli ambienti ben noti alla polizia francese (un po’ meno pare a quella elvetica), aveva già avuto in Francia una condanna per «sfruttamento aggravato della prostituzione».
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