- Il Viminale: «Stiamo facendo studi sui rischi nei supermarket». Esercito in Campania e Sicilia. Continuano le ordinanze fai da te.
- Il ministro dell’Istruzione: «Sicuramente la serrata sarà oltre il 3 aprile». E c’è il nodo delle maturità.
Lo speciale contiene due articoli.
Stavolta la chiusura rischia di essere a doppia mandata. Il governo sta infatti valutando lo stop dei supermarket. A confermarlo è il viceministro dell’Interno Matteo Mauri: «Bisogna capire se la limitazione degli orari porti poi a una concentrazione di persone, stiamo facendo degli studi approfonditi sul rischio di non rispettare la distanza di sicurezza». Un effetto boomerang che spiega bene il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. «Comprimere troppo gli orari dei negozi di alimentari», ha affermato l’ex pm d’assalto di Catanzaro, «potrebbe produrre il risultato opposto che le persone si assembrano tutte negli stessi orari per fare la spesa. Credo che gli alimentari debbano stare aperti dalla mattina all’imbrunire per consentire anche a chi sta lavorando di poter fare la spesa». Dubbi che non hanno toccato, invece, il collega di fascia tricolore Modesto Lamattina, sindaco di Caggiano (Salerno) che, con appena 2.600 abitanti, è uno dei cinque comuni «canaglia» della Campania. Lamattina ha deciso di chiudere alimentari e farmacia senza pensarci due volte. I cittadini – c’è scritto nell’ordinanza che ha firmato nella giornata di mercoledì – dovranno «contattare telefonicamente gli esercenti per la richiesta di spesa o farmaci che potranno ritirare esclusivamente all’esterno delle strutture all’orario concordato con il negoziante e con il farmacista i quali sono tenuti a programmare le consegne in modo da evitare qualsiasi forma anche minima di assembramento esterno all’ingresso».
E, proprio in Campania, ieri sono arrivati alcuni contingenti dell’Esercito che affiancheranno le forze dell’ordine nei controlli sul territorio per il rispetto dei divieti così come richiesto dal governatore Vincenzo De Luca. Scenario analogo in Sicilia dove una parte dei soldati di stanza sull’isola sarà da oggi impiegata nelle pattuglie di vigilanza urbana e nei punti di arrivo dei passeggeri. Ai militari si sono appellati anche i sindaci di Civitavecchia e di Giulianova. E il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha dato «piena disponibilità all’uso dei militari».
Com’è difficile trovare un punto di equilibrio tra la posizione di Palazzo Chigi, che tentenna ancora sul divieto assoluto di attività fisica, e il lockdown completo invocato a gran voce dalle Regioni del Nord. Non a caso, il governatore del Veneto Luca Zaia ieri ha preannunciato una propria ordinanza restrittiva se non arriverà quella dell’Esecutivo. Un po’ come fatto dalla Campania nei giorni scorsi e dalla Valle d’Aosta, dall’Emilia Romagna, dal Friuli Venezia Giulia nella giornata di ieri. «Abbiamo delle foto di via Garibaldi a Venezia di stamane e raccontano di passeggiate di comunità, che non sono assolutamente in linea con il tema dello stare a casa, di stare attenti al contagio e di avere prudenza», ha attaccato il leghista.
Esagerazione? Per il vicepresidente della Croce Rossa cinese, Sun Shuopeng, in conferenza stampa con il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana assolutamente no. «Qui non avete misure abbastanza severe, c’è gente in strada e i trasporti pubblici funzionano. Bisogna fermare tutte le attività economiche, tutti devono stare a casa, tutti devono dare il loro contributo», ha detto. L’esempio – suggerisce – è quello di Wuhan, dove «gli ospedali hanno potuto iniziare a trattare i pazienti e ridurre il numero delle persone ammalate un mese dopo aver adottato il blocco completo». Fontana ne ha parlato ieri pomeriggio con il premier Giuseppe Conte, e si attendono decisioni in merito. Intanto, c’è chi fa prima (e meglio) da solo. Il sindaco di Messina, Cateno De Luca, ha infatti deciso di vietare su tutto il territorio comunale passeggiate e sport. «Nonostante i ripetuti inviti a stare in casa, ed a spostarsi solo se strettamente necessario, abbiamo accertato casi di persone che hanno organizzato un falò sulla spiaggia, che hanno messo la musica in piazza per ballare come se fossero ad una sagra di paese, o che si radunavano per svolgere attività sportiva», si è lamentato il primo cittadino. «Evidentemente le drammatiche immagini che giungono dalle città del Nord gravemente colpite dal contagio non sono sufficienti a fare desistere i messinesi da condotte egoistiche e venate da una superficialità che non può trovare alcuna giustificazione». Provvedimenti analoghi si sono registrati anche a Tarquinia (Viterbo) dove il sindaco Alessandro Giulivi ha ricordato che «gli italiani hanno bisogno di misure drastiche»; e a Burolo (Ivrea) col sindaco Franco Cominetto che ha vietato finanche l’uso delle panchine. «Visti i numerosi casi di violazione dei divieti di spostamento», si legge nell’ordinanza del primo cittadino, «e a detta degli stessi trasgressori della difficoltà interpretativa dei divieti nazionali, abbiamo ritenuto di adottare specifiche misure volte al contenimento della diffusione del coronavirus». Contenimento a cui è ispirata anche l’ordinanza, firmata dal presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, relativa all’istituzione della zona rossa per sei Comuni abruzzesi, cinque in provincia di Teramo (Castel Messer Raimondo, Arsita, Bisenti, Montefino e Castilenti) e uno in quella di Pescara (Elice). Situazione più che mai critica, a quelle latitudini. L’ospedale di Pescara è giunto al limite, e ha chiesto lo stop a nuovi ricoveri per almeno due giorni.
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