Rissa continua Lega-M5s. La Trenta sfregia il 2 giugno: «È la festa dell’inclusione»
Ansa
  • Il Carroccio avvisa l’alleato: «Nel prossimo Cdm deve passare il decreto Sicurezza bis». La Difesa altera politicamente la ricorrenza della Repubblica.
  • Matteo Salvini in piazza con Geert Wilders e Marine Le Pen. Il leader leghista raduna all’ombra del Duomo di Milano i grandi sovranisti europei. Attese 100.000 persone, polizia in allerta per il rischio di contestazioni e scontri .
  • Bomba di Limes sugli antipopulisti: «Basta europeismo di maniera». Dall’interno del gruppo Gedi, il mensile fa a pezzi la retorica pro Bruxelles: «Formule esauste indifferenti alla realtà». Una posizione ben diversa dalla solfa di Repubblica ed Espresso.

Lo speciale comprende tre articoli.

«Siamo di fronte a una competizione elettorale che ha assunto, lo riconosco anch’io, dei toni molto vivaci. Il 27 maggio vedrete un clima assolutamente diverso».

Le parole del premier Giuseppe Conte sembrano più una speranza che una previsione, tanto più che se il governo dovesse cadere, chi finirebbe per tornarsene a casa sarebbe lui, che non è neanche parlamentare. Non ci resta quindi che aspettare cosa accadrà il 27 maggio, ma anche e soprattutto dopo il 30, quando arriverà la sentenza del processo per la cosiddetta «rimborsopoli» in Liguria, che vede il viceministro leghista ai Trasporti, Edoardo Rixi, accusato di peculato. Se venisse condannato, ha anticipato il premier Giuseppe Conte, anche a lui verrebbe applicato il «metodo Siri», quindi sarebbe cacciato dal governo. Posizione ribadita ieri da Luigi Di Maio e da tutto il M5s: «Se pensano che dopo le elezioni cambierà qualcosa», hanno fatto sapere ieri fonti grilline di governo, «e che con la minaccia di far cadere il governo il M5s accetterà di tenersi un condannato nell’esecutivo, continuano a non capire il valore dell’anticorruzione per il Movimento».

Ieri lo scontro tra i due alleati ha riguardato i provvedimenti da approvare nel Consiglio dei ministri che si avvicina – previsto per lunedì prossimo – anche se ieri Conte ha spiegato che la data della riunione di governo non è stata ancora fissata. «Mi arrabbierei molto», ha detto Salvini, «se il Consiglio dei ministri lunedì non approvasse per calcolo elettorale di Di Maio o di qualcun altro il decreto Sicurezza bis. Mi auguro che nessuno del M5s faccia il furbo. Leggo che sarebbe un favore a Salvini approvare il decreto prima del 26 maggio», ha aggiunto il leader della Lega, «ma la lotta alla camorra può aspettare le elezioni? Mi preoccupano tutta una serie di no del M5s dell’ultimo periodo a provvedimenti che sono nel contratto di governo: il no all’autonomia, il no alla flat tax, il no al decreto Sicurezza bis, il no ad alcuni grandi cantieri che sono già pronti, senza parlare della Tav, non fanno bene all’Italia. Di Maio non vuole aumentare il debito? Ha cambiato idea rispetto a qualche tempo fa. Per me viene prima il diritto al lavoro degli italiani, alla vita, all’impresa. Spero che il M5s sia condizionato dalla campagna elettorale», ha aggiunto Salvini, «e che si torni a dei sì da lunedì 27 maggio, altrimenti sarebbe un problema».

Il M5s invece ieri ha azzannato la Lega sul fronte dei provvedimenti per le famiglie: «Lo staff del ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana», hanno fatto sapere fonti grilline, «nel corso del pre consiglio sta sabotando il decreto Famiglia portato da Luigi Di Maio e concordato con il Forum delle Famiglie. Siamo sconcertati. La Lega pur di racimolare qualche consenso e fare titolo colpisce tutte le famiglie italiane». «Nel governo possiamo dividerci su tutto», ha attaccato Di Maio, «ma non sull’aiuto alle famiglie, sul sostegno alla crescita demografica. Allora sul decreto Famiglia si gioca la tenuta del governo: se si vuole rompere anche su questo, si stanno cercando pretesti. Per me il governo deve andare avanti ma solo se si fanno cose per gli italiani. Che senso ha un governo che non fa velocemente un decreto per dare 1 miliardo di euro di sostegno alle famiglie? Un conto è contribuire ad un decreto, un conto è rallentare per non farlo arrivare in Cdm. Io vedo ostruzionismo, non costruzionismo. Una cosa è aiutare», ha aggiunto il capo politico del M5s, «un’altra è rallentarne l’iter. Spero non ci siano rotture, ma se mi si impedisce perfino di fare un decreto per la famiglia, allora vuol dire che si vuole andare sempre e comunque contro il M5s e contro quello che fa. Non ho ancora nulla di scritto sulla flat tax dopo 11 mesi. È inutile dire che il M5s non la vuole», ha proseguito Di Maio, «se non c’è ancora nulla di scritto, nessuna copertura. Come si può accusare il M5s per questo? Sono stati 12 mesi di lavoro intenso, ma se ogni occasione deve essere un pretesto per creare tensione, allora io sono preoccupato. Io discuto quando qualcuno dice che bisogna superare il 135-140% del rapporto debito-Pil, perché così si manda il sistema fuori controllo e il problema poi è il futuro dei nostri figli».

Non poteva mancare la staffiliata anti Salvini del ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, il cui nome è in cima alla lista dei «precari di governo»: il tema della festa della Repubblica del 2 giugno (quando le Forze armate sfileranno, come di consueto, per via dei Fori Imperiali a Roma), hanno fatto sapere all’Adnkronos fonti della Difesa, sarà «l’inclusione, per evidenziare la volontà di non lasciare indietro nessuno, di combattere contro le emarginazioni sociali».

Fin qui le dichiarazioni ufficiali, che fotografano uno stato della maggioranza che definire traballante è un eufemismo. Eppure c’è chi – a microfoni spenti – consegna una lettura diversa di quanto sta accadendo: «Da un mese e mezzo», confida alla Verità un esponente di governo pentastellato, «abbiamo iniziato a martellare la Lega per riequilibrare i consensi tra noi e loro e per togliere ogni spazio alle opposizioni. Con questo braccio di ferro tra Di Maio e Salvini, gli altri partiti sono completamente spariti dal dibattito elettorale. La sera del 26 maggio i consensi di M5s e Lega, sommati, saranno molto superiori al 50%, e il governo riprenderà la sua navigazione molto più serenamente».


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