- Sì al pacchetto sicurezza: pene più pesanti per chi aggredisce le Forze dell’ordine. Carcere anche per le donne incinte.
- Slitta il testo su mercato tutelato e idroelettrico. Cambiano i processi tributari.
Lo speciale contiene due articoli.
«Orgogliosa dell’importante pacchetto sicurezza approvato in Consiglio dei ministri»: Giorgia Meloni affida a un post sui social la comprensibile soddisfazione per il via libera a una serie di nuove norme che vanno a incidere profondamente sulla vita dei cittadini. Tonica e determinata, con il nuovo look con i capelli più corti e mossi da onde, che ne restituisce una immagine meno ingessata, la Meloni elenca alcune delle novità che, messe insieme, costituiscono una vera e propria svolta all’insegna della tutela della legalità. «È un intervento», commenta in conferenza stampa il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, «che non prevede solo un inasprimento delle pene per determinati reati o una sorta di rivisitazione del sistema penale ma è sostanzialmente finalizzato a migliorare l’operatività delle forze di polizia, a tutela del loro delicato lavoro».
Tra le varie e importanti novità, una recepisce una proposta della Verità, che aveva più volte segnalato come il terrorismo internazionale di matrice islamica si serva sempre di più del Web non solo per fare proselitismo, ma anche per imparare a costruire ordigni da utilizzare per mettere a segno attentati. Una consuetudine che era già stata segnalata dall’attuale ministro delle Imprese Adolfo Urso quando era vicepresidente del Copasir, e che ora viene finalmente contrastata: si introduce infatti il reato di detenzione di materiale con finalità di terrorismo. Viene punito con la reclusione da 2 a 6 anni chi si procura o detiene materiale contenente istruzioni sulla preparazione e l’uso di congegni bellici micidiali, armi, sostanze chimiche o batteriologiche e di ogni altra tecnica o metodo per il compimento di atti con finalità di terrorismo; viene anticipata la soglia di punibilità per chi distribuisce, diffonde o pubblicizza con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, materiale contenente istruzioni per la preparazione e l’utilizzo di materie esplodenti essenziali per la commissione di reati gravemente offensivi; viene introdotta una sanzione a carico degli esercenti dell’attività di noleggio di veicoli senza conducenti, in caso di omessa comunicazione dei dati identificativi del soggetto richiedente il noleggio estendendo la finalità di prevenzione del terrorismo anche ai reati di criminalità di tipo mafioso e di traffico di stupefacenti.
Il governo inasprisce le pene nei casi in cui i reati di violenza, minaccia o resistenza a un pubblico ufficiale siano commessi contro agenti di pubblica sicurezza o di polizia giudiziaria. Gli agenti di pubblica sicurezza già autorizzati al porto di un’arma da fuoco di servizio, inoltre, possono detenere un’arma da fuoco privata, diversa da quella di ordinanza, senza ulteriore licenza.
Viene introdotto un nuovo reato che punisce chi organizza o partecipa a una rivolta in un carcere o in un Cpr con atti di violenza, minaccia o con altre condotte pericolose. La pena è da 2 a 8 anni per chi organizza la rivolta e da 1 a 5 anni per chi partecipa. Sono previste apposite aggravanti, fino a dieci anni, nel caso di uso di armi. Importantissima l’introduzione di un nuovo delitto, perseguibile su querela della persona offesa, che punisce con la reclusione da 2 a 7 anni chi, con violenza o minaccia, occupa o detiene senza titolo un immobile altrui, o comunque impedisce il rientro nell’immobile del proprietario o di colui che lo deteneva. Si inaspriscono le pene per le truffe commesse ai danni degli anziani e delle persone più fragili: reclusione da 2 a 6 anni per la truffa aggravata e possibilità per le Forze dell’ordine di procedere ad arresto in flagranza. Il disegno di legge interviene anche sul fronte dei blocchi stradali che diventano reato nel momento in cui risultino particolarmente offensivi e allarmanti.
Andiamo avanti: Il questore potrà disporre il divieto di accesso nelle metropolitane, nelle stazioni ferroviarie e nei porti per chi è già stato denunciato o condannato per furto, rapina o altri reati contro il patrimonio o la persona commessi in quei luoghi. Si introduce una norma per punire chi induce all’accattonaggio un minore di 16 anni invece di mandarlo a scuola o lo costringe con la violenza o la minaccia. Si rimodula la procedura per l’esecuzione della pena per le donne condannate quando sono in stato di gravidanza o sono madri di figli fino ai 3 anni. Non è più obbligatorio il rinvio dell’esecuzione della pena, ma è mantenuta tale facoltà in presenza dei requisiti di legge. Tra gli elementi che possono influire nella valutazione del giudice ci sarà, per esempio, la recidiva. È stata poi prevista la possibilità che la pena sia scontata presso gli istituti a custodia attenuata per detenute madri, fermo restando il divieto del carcere per le donne incinte e le madri dei bambini fino a 1 anno di età. Nel pacchetto anche una norma che consente di revocare più facilmente la cittadinanza italiana agli immigrati che commettono reati: finora era possibile entro tre anni, adesso il periodo è stato esteso a dieci anni.
Da sottolineare che la riunione a Palazzo Chigi tra governo e sindacati del comparto sicurezza si è conclusa con uno spontaneo applauso da parte dei presenti, una circostanza davvero inedita. Le misure varate dal governo sono state infatti fortemente auspicate dalle forze di polizia, aggiungendo importanti risorse per l’area della contrattazione e della previdenza del comparto. Il lavoro preparatorio del ministro Piantedosi sul fronte delle forze di polizia e del ministro della Difesa Guido Crosetto sul versante delle Forze armate ha prodotto questo importante risultato.
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