• I media raccontano di migranti sofferenti, flutti mostruosi e venti a raffica. Persino il Papa invita a non abbandonare «in balìa delle onde» gli stranieri. Ma il diario di una giornalista spagnola presente a bordo mostra una situazione decisamente diversa.
  • Intesa tra Giuseppe Conte ed Emmanuel Macron. L’Eliseo sposa la nostra linea: respingimenti più semplici e modifiche al trattato di Dublino. Il presidente Donald Trump celebra l’Italia: «Essere duri paga».
  • Angela Merkel sotto assedio cerca la sponda a Roma. Il partito di destra Afp sale nei sondaggi mentre il governo rischia di crollare dopo il no della cancelliera al piano di rimpatri del ministro Horst Seehofer. Lunedì incontro con il premier gialloblù.

Lo speciale contiene tre articoli

Onde alte 4 metri, financo 6. Vento a 35 nodi. Madri e bambini in balia del «terrore delle onde». Gente che non si regge in piedi a causa del mal di mare. Brivido, orrore, raccapriccio. A leggere le cronache sul viaggio della nave Aquarius e dei 629 «naufraghi» migranti che ha recuperato, pare che l’imbarcazione di Sos Méditerranée (che dovrebbe arrivare in Spagna domani) sia conciata peggio del Titanic. Persino papa Francesco, ieri mattina, ha invitato a «non lasciare in balia delle onde chi lascia la sua terra affamato di pane e di giustizia».

Repubblica, sempre ieri, parlava di «onde alte e profughi esausti», e negli articoli esibiva sfumature di nero: «Se mai arriveranno, e non è detto, sbarcheranno qui con le ginocchia piegate e le facce stravolte», scriveva Brunella Giovara da Valencia. E descriveva «uomini stravolti dalla nausea e dal vomito, ustionati dal sole»; «piaghe insopportabili, dovute alla miscela di benzina e acqua di mare che corrode la pelle e arriva alla carne viva».

Certo, la cronista spiegava anche che «il carico umano è stato distribuito equamente» su tre navi, cioè l’Aquarius medesima, la Dattilo della Guardia costiera e l’Orione della Marina militare. Dunque non è esattamente vero che i migranti siano ammassati su una specie di zattera. Le quattro donne incinte presenti a bordo, per dire, sono state trasferite a terra (una in elicottero) affinché ricevessero cure adeguate in ospedali siciliani. Un bambino che viaggiava solo ed era disidratato e malconcio è stato portato a Lampedusa.

Ma la cronaca di Repubblica insisteva a dipingere un quadro drammatico: «Gli italiani hanno anche distribuito viveri, più che altro barrette energetiche, acqua e frutta per lo più marcia, che è finita subito ai pesci». Insomma, un abominio. Ora, di sicuro gli stranieri recuperati nel Mediterraneo non saranno al massimo della forma. Saranno stanchi, provati dalla permanenza in Libia. Ma forse un pochino più di obiettività sulla situazione a bordo dell’Aquarius sarebbe opportuna.

Assieme ai racconti orrorifici dei cronisti italiani e non, ci sono anche altri documenti a testimoniare che cosa avvenga sulla nave. Ci sono, per esempio, le foto e i video che pubblica su Twitter Sara Alonso della Rne, la radio nazionale spagnola. Come scrive Io Donna, «dei quattro giornalisti a bordo della nave Aquarius, è lei quella che twitta più assiduamente e racconta con foto e parole tutto quello che non può trasmettere nei suoi servizi radiofonici».

La signora Alonso di sicuro non è molto vicina alle idee di Matteo Salvini, visto che scrive frasi come «siamo tutti migranti». Quel che racconta è molto interessante. Il 15 giugno, all’1.10 di notte, ha pubblicato un video con questa didascalia: «Prima di colazione è stata organizzata una festa. Altos Vinard, coordinatore di Medici senza frontiere, alla fisarmonica. È stato fantastico!». Nel filmato, si vede in effetti Aloys Vinard (questo il nome corretto), coordinatore di Msf, impegnato a suonare la fisarmonica e a danzare. Anche altri attivisti di Msf ballano, chi da solo, chi assieme ai migranti, compresa una bimba.

Qualche ora dopo, ecco un nuovo video di balli, canti e «consegna dei regali» ai bimbi (ma «gli adulti si sono divertiti quasi di più», chiosa la cronista). Ovvio: nei momenti difficili ci si fa coraggio come si può, soprattutto danzando e cantando. Ma se uno si trova a rischio della vita fra onde mostruose e venti impetuosi, forse la forza di ballare non ce l’ha. E, anche se ce l’avesse, non riuscirebbe a stare in piedi sul ponte frustato dai cavalloni. Così come non riuscirebbe a giocare a dama. Eppure il 14 giugno, alle 8.45, Sara Alonso ha pubblicato una foto che ritrae un infermiere di Msf impegnato in una partita con alcuni migranti.

Alle 5.17 del 15 giugno, invece, la cronista ha postato un altro video in cui si vedono due donne. Una è seduta tranquilla, l’altra, in piedi, le pettina e acconcia i capelli. Già il 14 giugno, la Alonso aveva pubblicato la foto di una scena simile. Si vede Blessing, una nigeriana, che fa le treccine ad Aloys Vinard: è il «negozio di parrucchiere» dell’Aquarius.

Il 12 giugno, invece, la giornalista ha raccontato che a bordo si leggeva un libro di «pensieri positivi», mentre l’11 giugno ha pubblicato un altro video di ballo, protagoniste alcune straniere festanti sottocoperta.

Vale la pena citare un ultimo post di Twitter. Il 14 giugno, la Alonso ha diffuso la foto di alcuni giocattoli ancora impacchettati. E ha scritto: «Le guardie costiere italiane hanno portato cibo: zuppe, zucchero, datteri, snack e anche giocattoli per bambini». Ma come: non avevano portato un carico di frutta marcia buona al massimo per i pesci?

Francesco Borgonovo


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