La scelta di tenere chiusi i porti è piaciuta a sette italiani su dieci
ANSA
  • Un sondaggio di Gpf fotografa l’apprezzamento per la linea dura usata dal ministro dell’Interno con le Ong È maggioranza anche chi chiede una soluzione europea all’emergenza flussi. Sale il consenso per il governo
  • Una telefonata notturna dell’Eliseo sblocca l’impasse diplomatica. Il premier Giuseppe Conte stamani sarà a Parigi: «Il presidente ci teneva a incontrarmi». Sul tavolo il superamento dei vincoli del trattato di Dublino: l’asse si sposterà sulla difesa delle frontiere dell’Europa
  • La sorte che tocca ai disperati imbarcati dalle navi-soccorso è nefasta ma non c’entra nulla con un incidente in mare. Le Ong li raccolgono dove li abbandonano gli scafisti. Un odioso copione che la sinistra nasconde

Lo speciale contiene tre articoli

Soltanto buonisti e sinistra militante continuano a definire Matteo Salvini un «ministro incompetente» o un «mostro privo di umanità» non curandosi di quello che pensa la gente, quella che non pontifica nei talk show e che da un pezzo non li vota più.

L’ultimo sondaggio, realizzato da Gpf Srl (in collaborazione con Qapp) mostra che il 67,3% degli italiani (quasi 7 su 10) è pienamente d’accordo con la posizione del governo e con la decisione del ministro dell’Interno di chiudere i porti e quindi di non accettare in Italia la nave Aquarius, rimasta in attesa nel Mediterraneo tra Malta e la Sicilia due giorni prima di partire alla volta della Spagna.

Una «battaglia navale» che ha interessato tutti visto che soltanto il 2,2% dice di non sapere cosa sia successo. Pochi si sono scandalizzati di fronte alla decisione di chiudere i nostri porti dopo il rifiuto di Malta di far attraccare a La Valletta la nave gestita dalla Ong Sos Méditerranée, battente bandiera olandese, con 629 migranti a bordo partita dalle coste libiche perché «non di sua competenza».

E delle manifestazioni di piazza degli «italiani solidali» gli «altri» italiani non se ne sono neanche accorti. Nemmeno a Milano dove, con il Pd, c’era anche il cantautore Roberto Vecchioni che ha sottolineato come «bisogna manifestare per forza. Ogni volta che succede una cosa che è contro i principi fondamentali dell’umanità bisogna farsi vedere».

Secondo il sondaggio Gpf Salvini, il quale secondo il diritto internazionale del mare può chiudere i porti se c’è il sospetto che la nave in arrivo possa violare le leggi nazionali sull’immigrazione, ha ovviamente dalla sua il pieno sostegno dei militanti della Lega, con un consenso che sfiora il 99%, ma è alta anche l’adesione da parte di chi ha votato M5s o i partiti che sostengono il governo. Non sbagliava dunque il leader leghista in campagna elettorale a spingere sul tasto immigrazione se il 56,5% degli intervistati ritiene che Salvini abbia fatto bene perché l’Italia non può farsi carico da sola dei profughi (56,5%), ed è quindi il momento che faccia sentire finalmente la sua voce in Europa (secondo il 47,1%), rispondendo così alle parole del presidente francese Emmanuel Macron che ha definito «cinica» l’Italia sulla questione migranti (mentre il portavoce del suo partito l’ha definita «vomitevole») e che però se n’è ben guardato dall’invitare l’Aquarius a far rotta verso Nizza o Marsiglia o verso la Corsica.

Soltanto una piccola percentuale, il 14,6%, invece ritiene che l’Italia debba concentrarsi sui suoi problemi interni prima di pensare ai problemi dei migranti. Tra quelli che invece non sono d’accordo (il 30%) con il primo atto politico del ministro dell’Interno, il 62,1% ritiene prevalentemente che non si possa speculare sulla vita dei migranti, e che inoltre questa è una decisione che dovrebbe essere discussa nel Parlamento europeo (per il 40%).

Seppur inevitabilmente messo in ombra dal vicepremier leghista, il pentastellato Luigi Di Maio può stare tranquillo perché dalla lettura complessiva del sondaggio emerge che per la stragrande maggioranza della popolazione il modo in cui il neo esecutivo ha gestito sino a questo momento la vicenda avrà effetti positivi sulla popolarità del governo stesso: 6 intervistati su 10 infatti ritengono che sia cresciuta.

Benché anche in questo caso siano soprattutto i sostenitori dei partiti di governo a ritenere che la compagine di Giuseppe Conte trarrà benefici in termini di popolarità, anche all’interno degli altri schieramenti la percentuale di chi comunque ritiene che il governo ne trarrà conseguenze positive non scende quasi mai al di sotto del 50%. Del resto, secondo alcuni sondaggi d’inizio settimana, gran parte degli italiani sono convinti che il governo gialloblù realizzerà tutto o gran parte del contratto sottoscritto da Di Maio e Salvini.

Sabrina Biraghi

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