Oggi, in esclusiva, pubblichiamo le percentuali dei reati commessi dagli stranieri nel 2025, sulla base dei dati del ministero dell’Interno: un dossier che permette di fotografare, con numeri alla mano, l’incidenza della criminalità straniera sul totale dei delitti, a livello nazionale e nelle principali città italiane.

Il dossier del ministero dell’Interno

I dati del ministero dell’Interno sui reati commessi da italiani e stranieri nel 2025.

Il nodo dei migranti tra Italia e Germania

Friedrich Merz vuole rimandarci gli immigrati entrati clandestinamente in Germania. Premesso che la decisione del governo tedesco ancora una volta dimostra che l’Europa come unica entità politica non esiste, perché alla fine ogni Stato provvede a risolvere da sé la questione migratoria, la posizione di Berlino in linea teorica è corretta.

Se uno straniero ha varcato abusivamente il confine, è evidente che non ha titolo per restare, soprattutto se non ha un lavoro e magari ha pure accumulato un certo numero di reati. Ma chiarito questo, restano due questioni enormi, che una confederazione di Stati che voglia sostenere di essere un’Unione, con una sola linea politica, non può continuare a ignorare.

L’illusione dell’Europa unita e il peso sul Mediterraneo

La prima riguarda ovviamente il fronte dell’Europa, quello più esposto alle migrazioni. È ovvio che la maggioranza dei clandestini giunge in Spagna, in Italia e in Grecia e non altrove. Si può continuare a pensare che chi sbarca sulle navi dei trafficanti di uomini sia solo un problema degli Stati che si affacciano sul Mediterraneo?

È scontato che gli stranieri che giungono dall’Africa non puntino soltanto a mettere radici in Italia, Spagna o Grecia, ma considerino questo un approdo per poi raggiungere altri Paesi. Gli Stati Uniti d’Europa possono insistere a fare finta di nulla, ignorando la questione? Ogni volta la Ue affronta le singole emergenze e lo fa in base al peso di ogni singolo Stato.

La Germania vede arrivare centinaia di migliaia di persone dalla Turchia? Invoca l’aiuto di Bruxelles per pagare miliardi ad Ankara affinché Erdogan fermi i profughi e così freni l’invasione. Ma quando centinaia di migliaia di persone arrivano dalle coste tunisine o libiche a quelle italiane che si fa? Nulla, perché la questione viene scaricata tutta sulle spalle di Roma. Tralascio la pratica spagnola, dove all’indifferenza della Ue per l’assalto a Ceuta si aggiunge la colpa di Pedro Sánchez d’aver attirato l’invasione dal Marocco con la sanatoria per centinaia di migliaia di clandestini.

Il doppio standard di Berlino e il ruolo delle Ong

Ma la mancanza di una politica comune dell’Europa sul fronte migranti non è il solo problema. Nella Ue si nota anche un’altra gigantesca contraddizione e riguarda in particolare il rapporto tra Berlino e Roma. La Germania lamenta l’arrivo di clandestini provenienti dall’Italia e vuole rispedirli a casa, cioè rimandarli da noi. E fin qui, come detto, si può perfino essere d’accordo. Ma il problema riguarda i clandestini che le Ong tedesche continuano a scaricare sulle nostre coste.

Di questi che ne facciamo? Li prendiamo e li spediamo direttamente a Berlino? Perché dal punto di vista della logica, se chi mette piede a casa nostra dev’essere considerato un nostro problema, chi ha messo piede su una nave che batte bandiera della Germania dev’essere considerato una faccenda del governo Merz. Anche ieri la goletta di un’organizzazione non governativa tedesca ha scaricato dei migranti in Italia, ma se si fanno i conti si scopre che, dall’inizio del governo Meloni, sono arrivati 22.513 stranieri grazie alle Ong tedesche. Come regoliamo i conti? Noi ci riprendiamo qualche centinaio di migranti e la Germania accetta i 22.513 che le sue associazioni umanitarie hanno portato in Italia?

La mappa della criminalità nelle grandi città

Ma soprattutto, se scoprissimo che quei migranti, portatici dai tedeschi, si sono resi responsabili di una serie di reati, chi ci risarcirà? Oggi, in esclusiva, pubblichiamo le percentuali dei reati commessi dagli stranieri e a livello nazionale si scopre che per alcuni crimini raggiungono il 50%. Ma l’aspetto più allarmante è che nelle grandi città i reati compiuti da stranieri hanno già superato la quota del 60%. A Firenze per esempio gli immigrati si sono resi responsabili del 75% delle rapine, dell’80% dello spaccio, del 66% dei furti e del 57% delle violenze sessuali. A Bologna le percentuali sono leggermente più basse, ma non di molto: le violenze sessuali sono al 50%, i furti al 62%, le rapine al 65%. E a Milano non si va molto più lontano: il 55% delle violenze sessuali sono commesse da immigrati, i furti stanno al 70% come le rapine, con lo spaccio si arriva al 60%.

Il conto economico e sociale pagato dall’Italia

I dati sono allarmanti, perché se da un lato diminuiscono i reati, dall’altro aumentano quelli compiuti dagli stranieri. Il che conferma quanto diciamo da anni, ovvero che stiamo importando criminalità e, visto che l’Europa ci condanna per le condizioni delle nostre carceri, stiamo pure pagando un prezzo, perché la metà dei detenuti non è italiana. Chi ci risarcirà per tutto ciò? La Germania? Per i reati e per i costi che sopportiamo per l’immigrazione che ci viene portata dalle Ong pagheranno i tedeschi?

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