Risorse fuori controllo da Nord a Sud. A distanza di poche ore e di migliaia di chilometri si sono verificati tre diversi episodi criminali che racchiudono un crescendo di violenze, aggressioni e abusi. In un caso, operatori sanitari sono stati aggrediti con un coltello lungo 16 centimetri e costretti a barricarsi in un ufficio del centro di accoglienza straordinario.
In un altro, un uomo ha preso a bastonate la moglie che avrebbe rifiutato un rapporto sessuale con lui. E, infine, una donna è stata bloccata da un giovane senza fissa dimora che ha cercato di violentarla. Sono tre vicende differenti, avvenute tra Sardegna, Lombardia e Romagna nelle ultime ore, che hanno visto l’intervento dei carabinieri e si sono concluse con tre arresti.
Quando l’immigrazione non si sposa all’integrazione
Il primo è avvenuto, appunto, nel Cas di Monastir, alle porte di Cagliari, struttura che opera anche come hotspot. Qui, gli operatori e il personale sanitario sono stati costretti ad allertare immediatamente il 112 perché un ospite di 21 anni, in evidente stato di alterazione psicofisica, stava prendendo a pugni la porta degli uffici dove loro si erano rifugiati, pretendendo la consegna di alcuni medicinali. Sul posto sono giunti immediatamente i militari della Compagnia di Dolianova che hanno bloccato il giovane e lo hanno riportato alla calma.
Dalla perquisizione è emerso che aveva con sé un coltello con una lama lunga 16 centimetri, subito sequestrato. Il 21enne, irregolare sul territorio nazionale e domiciliato all’interno del centro, è stato arrestato in flagranza di reato per minaccia aggravata a pubblico ufficiale e porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere. Il giovane è stato messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria e processato per direttissima dal Tribunale di Cagliari. Già nella notte tra sabato e domenica, nello stesso centro, c’era stata una sassaiola con vetri e porte distrutte.
Nei giorni scorsi, un cittadino algerino era stato aggredito da un gruppo di sardi. E i migranti, ospiti della struttura, dopo il pestaggio hanno reagito devastando la struttura e aggredendo le forze dell’ordine.
Il tunisino che ha preso la moglie a bastonate
Episodio ancora più grave è quello avvenuto a Mantova, dove un 52enne tunisino ha preso a bastonate la moglie dopo il rifiuto di un rapporto sessuale con lui. Da quanto è stato ricostruito, tutto è iniziato nel pomeriggio di domenica, quando la figlia sedicenne della coppia ha chiamato le forze dell’ordine: «Correte, papà sta picchiando mamma e vuole picchiare anche noi», ha detto la ragazza alla centrale operativa della Compagnia carabinieri.
Tempestivamente una pattuglia della Radiomobile ha raggiunto l’abitazione e ha trovato l’uomo, con un bastone in mano, che minacciava la moglie e i figli. Per fermarlo è stato necessario anche il supporto di una volante della polizia di Stato.
Una volta messa in sicurezza la famiglia, i militari hanno ricostruito quanto accaduto: a scatenare la violenza ci sarebbe stato il rifiuto della donna ad avere un rapporto sessuale con il marito. A quel punto, secondo quanto emerso dalle testimonianze, l’uomo avrebbe reagito con calci, pugni, colpendo la donna con un bastone e persino mordendola a un braccio. A un certo punto, avrebbe minacciato di morte anche i figli che cercavano di difendere la madre.
Tutti sono stati portati all’ospedale di Mantova: alla donna sono stati diagnosticati 15 giorni di prognosi per contusioni alla spalla sinistra, alla gamba destra e graffi all’addome. Escoriazioni più lievi sono state quelle riportate dai tre figli minori.
Il 52enne, tunisino residente a Mantova, è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali e trasferito in carcere. Da quanto emerso dai primi accertamenti, in diversi episodi l’uomo avrebbe avuto atteggiamenti aggressivi sia contro la moglie che contro i figli.
L’immigrazione (non integrata) anche nel Ravennate
Il terzo episodio è avvenuto a Cervia, in provincia di Ravenna, all’alba di domenica. Alcuni residenti hanno sentito delle urla di aiuto provenire da un parco pubblico e hanno chiamato il 112. I carabinieri della locale Stazione e del Nucleo Radiomobile sono arrivati sul posto e hanno sorpreso un uomo sopra una donna a terra.
La vittima, 43 anni di Cesenatico, ha raccontato di essere stata avvicinata da un giovane intorno alle 4.30 mentre camminava verso il centro. Quest’ultimo l’avrebbe trascinata nell’area verde e bloccata. Poi, però, vedendo arrivare i carabinieri l’aggressore ha cercato di scappare attraversando di corsa la Statale Adriatica, senza curarsi delle auto.
Il giovane è stato raggiunto poco dopo da una seconda pattuglia. Le forze dell’ordine lo hanno fermato e identificato: si tratta di un 28enne di origini senegalesi, senza fissa dimora e disoccupato, con diversi precedenti.
L’uomo è stato portato in carcere a Rimini a disposizione del pm di turno Raffaele Belvederi. Il 28enne non ha risposto alle domande del gip Federica Lipovscek che – come riportato dal quotidiano come Il Resto del Carlino – ha convalidato l’arresto per tentata violenza sessuale disponendo la custodia cautelare in carcere. Per la donna è scattato il protocollo del codice rosso.
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