- Al Forum dell’agricoltura di Cernobbio, Coldiretti denuncia il falso Made in Italy (difeso da Bruxelles) e che ha ormai sfondato il muro dei 70 miliardi.
- L’Italia è in testa alla classifica europea per nuove imprese agricole create dai giovani che scommettono sulla terra. A dimostrarlo c’è l’incremento continuo delle iscrizioni agli istituti tecnici e alle facoltà universitarie di agraria. Per quanto riguarda l’istruzione secondaria negli ultimi cinque anni le iscrizioni sono aumentate del 36% e i giovani che quest’anno studiano materie agrarie alle superiori sono quasi 46.000.
- In agricoltura l’innovazione è ormai il vero orizzonte animato da nuove imprese. Tra queste spiccano quelle che stanno cercando di riemergere a due anni dal terremoto del Centro Italia.
- Sta cambiando rapidamente il mercato dell’agro alimentare: nelle città vanno i piatti pronti, ma il turismo enogastronomico è in aumento. In ripresa il consumo di carne. Uno studio di Eurispes ha dimostrato che oltre un milione di italiani sono tornati a consumarla al fianco di uova, latte e formaggi. I vegani oggi sono lo 0,9% del totale rispetto al 3% dello scorso anno.
- Ecco la top ten degli alleati verdi per migliorare la qualità dell’aria e abbattere le polveri sottili. Al primo posto tra le piante mangia inquinamento c’è l’Acero Riccio in grado di assorbire fino a 3800 chili di Co2 in vent’anni.
Lo speciale contiene cinque articoli.
L’occupazione è in campagna. In controtendenza con tutti i settori economici nel primario c’è lavoro. Ed è lavoro qualificato. I giovani scommettono sulla terra. A dimostrarlo c’è l’incremento continuo delle iscrizioni agli istituti tecnici e alle facoltà universitarie di agraria. Per quanto riguarda l’istruzione secondaria negli ultimi cinque anni le iscrizioni sono aumentate del 36% e i giovani che quest’anno studiano materie agrarie alle superiori sono quasi 46.000. A dimostrare la vitalità de settore c’è il dato degli occupati: a un ano dal diploma oltre il 73% trova lavoro con picchi che vanno dal 94,1% dell’Abruzzo all’88,9% del Veneto, dal 79,1% della Lombardia al 76,5% della Puglia, al 77,8% dell’Emilia Romagna o al 75% del Lazio. Ma vanno molto di moda anche le facoltà di agraria che hanno avuto un incremento delle immatricolazioni pari al 14,5% in cinque anni. E ora anche altre lauree affini come quelle che preparano tecnici per l’agroindustria stanno avendo molto successo tant’è che alcune università, l’ultima in ordine di tempo è quella di Camerino, stano aprendo nuovi corsi di laurea legati alle scienze dell’enogastronomia.
A Macerata in questi giorni è stato festeggiato il 150° anniversario dalla fondazione di uno dei più prestigiosi istituti tecnici d’Europa, il Giuseppe Garibaldi, e che ha aperto una nuova strada professionale: con il sesto anno dedicato a chi vuole diventare enologo sta sperimentando una riforma dell’istruzione tecnica che si annuncia quanto mai urgente soprattutto in agricoltura e nel settore dell’agroindustria. La scuola maceratese ha avuto negli ultimi tre anni un raddoppio netto degli studenti passati da poco meno di 300 a quasi 800. La formazione è il cardine della riscossa del mondo agricolo. Il ministro Gian Marco Centinaio di recente ha affermato che intende rivalutare il ruolo delle istituzioni scientifiche e dell’accademia nell’elaborazione delle strategie di sviluppo del settore agricolo integrando questo sviluppo in una complessiva valorizzazione dei territori. E non va dimenticato che tutta Europa invidia all’Italia una istituzione come l’Accademia dei Georgofili che è la più prestigiosa istituzione di cultura agricola nel Vecchio Continente.
E così cresce del 5% nel 2018 il numero di imprese agricole italiane condotte da under 35 che vedono nel Made in Italy nuove e interessanti prospettive di futuro, dai campi alla tavola. L’Italia con 55.000 imprese agricole italiane condotte da under 35 è al vertice in Europa nel numero di giovani in agricoltura. Una presenza che ha di fatto rivoluzionato il lavoro in campagna dove il 70% delle imprese giovani opera in attività multifunzionali che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili. Senza dimenticare l’impegno a difesa della biodiversità con il 25% degli agricoltori custodi che hanno salvato 311 prodotti e razze animali dal rischio di estinzione. Secondo la Coldiretti le aziende agricole dei giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54% alla media, un fatturato più elevato del 75% della media e il 50% di occupati per azienda in più.
E che la campagna sia tornata di moda lo conferma un sondaggio che il Censis ha condotto sempre per Coldiretti. Oltre otto italiani su dieci (82,1%) sarebbero contenti se il proprio figlio lavorasse in agricoltura con la percentuale che sale addirittura all’86,2% se si considerano i soli genitori laureati, secondo un’analisi Coldiretti/Censis, dalla quale emerge anche che appena il 5,4% delle mamme e dei papà sarebbe contrario a vedere il figlio in campagna mentre il restante 12,5% non prende posizione.
Tra chi fa dell’agricoltura una scelta di vita accanto al numero crescente di quanti hanno scelto di raccogliere il testimone dei genitori, la vera novità rispetto al passato – sempre secondo lo studio Censis-Coldiretti – sono le new entry da altri settori o da diversi vissuti familiari che hanno deciso di scommettere sulla campagna con estro, passione, innovazione e professionalità, i cosiddetti agricoltori di prima generazione. Secondo una analisi della Ixè, tra queste new entry giovanili nelle campagne, ben la metà è laureata, il 57% ha fatto innovazione, ma soprattutto il 74% è orgoglioso del lavoro fatto e il 78% sostiene di avere migliorato la propria vita rispetto alla condizione precedente. E forse ha ragione Maria Letizia Gardoni delegata dei giovani della Coldiretti nel dire che: «L’agricoltura è tornata a essere un settore strategico per la ripresa economica e occupazionale sia per chi vuole fare impresa con idee innovative sia per chi vuole trovare un’occupazione per fare un’esperienza a contatto con la natura».
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