«I fondi europei sono diventati un edificio vero, che parla di futuro e di competenze», diceva il presidente della provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni, lo scorso anno, durante l’inaugurazione della nuova sede scolastica di Sant’Ilario d’Enza. Martedì scorso, il futuro ha preso fuoco sul tetto. Le competenze, invece, stanno ancora cercando di capirne le cause.
Un incendio colpisce il settore grafico
Sono più o meno le 14 di martedì e a Sant’Ilario d’Enza, in provincia di Reggio Emilia, divampa un incendio sul tetto della nuova sede del settore grafico dell’Istituto superiore «Silvio D’Arzo». A prendere fuoco sono una trentina di pannelli fotovoltaici.
Sul posto sono intervenuti diverse squadre dei vigili del fuoco per circoscrivere le fiamme ed evitare conseguenze peggiori. Solo dopo lo spegnimento e la bonifica, i tecnici hanno potuto fare un sopralluogo. Ma sono ancora incerte le cause dell’incendio: le ipotesi non ufficiali riguardano un corto circuito interno al sistema fotovoltaico oppure una causa esterna legata alle alte temperature degli ultimi giorni.
La prima evidenza ha riguardato l’assenza di vittime e intossicati: la struttura era chiusa per le vacanze estive ed erano presenti solo pochi membri del personale di amministrazione e di custodia. La natura dei danni, dunque, è «solo» materiale e simbolica.
Il «fiore all’occhiello» della scuola green»
Quei pannelli andati a fuoco, infatti, dovevano essere il fiore all’occhiello di una struttura green, classe energetica A4-NZEB, simbolo del buon utilizzo dei fondi del Pnrr e dell’Unione Europea (NextGenerationEU), nonché della stessa Emilia Romagna (Fondo sviluppo e coesione) e del Comune.
Per l’esattezza, si trattava di un impianto fotovoltaico di potenza 156,6 kW, progettato per coprire oltre il 66% del fabbisogno energetico di un edificio nuovissimo, aperto solo lo scorso settembre e iniziato a costruire nel marzo del 2023.
I tecnici mettono in sicurezza la copertura
Adesso tutti gli sforzi si rivolgono proprio a salvaguardare l’edificio dai danni, garantendo innanzitutto l’impermeabilizzazione della copertura e la sicurezza degli impianti elettrici sottostanti.
Non si tratta di operazioni banali: la struttura può vantare una superficie complessiva di 3.257 metri quadrati, 20 aule, sette laboratori, due sale multifunzionali e una sala lettura, per una capienza massima di 500 studenti.
La Provincia di Reggio Emilia, formalmente l’ente proprietario dell’immobile, ha subito rassicurato: le procedure di ripristino sono già avviate per non compromettere il regolare inizio delle lezioni previsto tra meno di un mese. In più verranno verificate le eventuali responsabilità degli installatori e dei produttori. E non si prevede nessun arretramento neanche sul piano degli ideali: i pannelli danneggiati saranno sostituiti nel più breve tempo possibile.
La legge impone severi controlli di sicurezza
La legge italiana, precisamente il D.Lgsl. 81/08 e le altre specifiche norme, impone però controlli rigorosi su tutte le installazioni tecniche nell’edilizia scolastica. In ballo non c’è solo l’efficienza energetica, ma anche la sicurezza. Ad esempio, la manutenzione degli impianti fotovoltaici deve avvenire affinché non accadano incendi derivanti da malfunzionamenti elettrici o surriscaldamenti. Anzi, il caso di Sant’Ilario richiederà verifiche accurate, considerato che l’impianto era di recente installazione.
Tornando all’inaugurazione, Ilenia Malavasi, deputato del Partito democratico, garantiva che «questa scuola farà scuola in Emilia Romagna e, ne sono certa, anche a livello nazionale». La speranza oggi è che farà scuola, ma di precauzione.
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