Speranza è così. Un uomo senza speranza. Dopo aver messo a rischio un’intera nazione ai tempi del Covid come ministro della Sanità, a cominciare delle mitiche indicazioni ministeriali di «Tachipirina e vigile attesa», adesso scrive libri. Il primo l’ha intitolato Perché guariremo, a prova di scongiuri, e il secondo Sicurezza, pubblicato da Solferino.
Ci piace qui riportarne l’avvincente incipit. Scrive Speranza: «Questo libro, che parla della nostra sicurezza, comincia dalla pace: la prima di tutte le sicurezze, senza la quale ogni altra diventa illusoria. Si può discutere di lavoro, salari, di sanità, di scuola, di ambiente, ma se sopra le nostre teste torna ad addensarsi l’ombra della guerra […] allora ogni protezione si svuota di senso».
In realtà, c’è qualcosa che è più importante della sicurezza e della vita ed è la libertà. Certo, da uno dei papà del green pass e dei lockdown non si può pretendere che sappia queste cose.
L’articolo della Costituzione sbagliato
Ma dobbiamo segnalare che il primo capitolo è preceduto da un articolo della Costituzione, quello che proclama: «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».
Nella nostra Carta è universalmente ritenuto trattarsi dell’articolo 11 ma, fatto del quale si è accorto il costituzionalista Andrea Venanzoni, secondo Speranza si tratta dell’articolo 2.
Che l’ex ministro dei governi Conte e Draghi avesse una sua personale versione della Costituzione era un sospetto venuto a molti. Adesso ecco la prova. E con amarezza tocca constatare che spesso gli autonominati paladini della Costituzione ne hanno una conoscenza pari a quella che avevano degli effetti avversi dei vaccini: assai sommaria.
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