Da Gramsci alla paella. Da Togliatti al Pata Negra. Da Rinascita a Raffaella Carrà. Il dibattito nella sinistra internazionale finalmente prende quota grazie a uno scambio di alto livello culturale sull’asse italo-spagnolo.
La prima mozione è stata presentata dall’ala tele-rivoluzionaria di Luciana Littizzetto che ha esposto la sua tesi nella trasmissione di Fabio Fazio rivolgendosi direttamente al premier Sánchez: «Padro, mi amor, mi sol, bonito, tocco di Pata Negra vieni a bailar esta vida loca. Tenemos bisogno de ti».
A pronto giro è arrivata la risposta del premier spagnolo: «Grazie per le gentili parole, ma devo rimanere in Spagna a cucinare paella per almeno quattro anni». Firmato: Pedro Pedro Pedro. Cioè Pedro Pé, praticamente il meglio di Santa Fé.
Inutile dire che l’intenso dibattito ha acceso l’entusiasmo del campo largo italiano che ora attende con ansia il prossimo contributo, dopo quello ispirato da Raffaella Carrà: saranno i fratelli Righeira con «Non tengo dinero» (perfetto per la situazione economica generale)?
Oppure Julio Iglesias con «Se mi lasci non vale» (perfetto per il tiramolla Schlein–Conte)? Una cosa sola è certa: finalmente nel campo largo, dopo settimane di inutile chiacchiericcio, c’è qualcosa di serio su cui discutere.
E cioè: a) una comica che sceglie il premier spagnolo come leader del centrosinistra italiano con una proposta politica chiara: «Tu es el candidato per guidar la coalicion, tu has le qualidad del conducator, el cabello presidencial, la mandibola accatastada come trilocal, el paso elegante de torero, la mano de fierro nel guantos de velluto».
E b) il premier spagnolo che declina con altrettanta chiarezza politica in nome della paella e della segretaria Pd: «Non riesco proprio a immaginare per l’Italia una persona migliore che Elly Schlein». Dalla paella alla brace, insomma. L’unica cosa non chiara, in tutto ciò, è la reazione di Giuseppe Conte. Ma, a occhio e croce, immagino che abbia la mandibola accatastada pure lui. Come un trilocal.
Naturalmente qualche nemico del popolo ha subito pensato che un simile dibattito nella sinistra internazionale potesse essere una fake news, ovviamente prodotta dalla immancabile disinformazione russa sempre all’opera per colpire la credibilità della classe politica occidentale.
Invece no: nemmeno la disinformazione russa riuscirebbe a fare un simile capolavoro. È tutto rigorosamente vero. Vero l’appello della Littizzetto al premier spagnolo («Pedro, vieni in Italia, non te preocupar per los documentos, tengo un amico all’anagrafe»).
E altrettanto vera la risposta del premier spagnolo, pubblicata su Instagram, lo stesso social usato quest’estate da Sánchez per diffondere la sua playlist di canzoni preferite mentre il Paese affondava sotto l’invasione di Ceuta. Pedro Pedro Pé praticamente il meglio dell’autodafé.
Che ci volete fate? Pedro, il punto di riferimento della nuova sinistra, il campione dei progressisti europei, l’uomo portato a esempio dai piddini italiani in ogni talk show che si rispetti (ritornello ripetuto a pappagallo: «Avete visto la Spagna?»), è fatto così: sa sempre mettere al primo posto le cose importanti.
Ceuta? No, la playlist dell’estate. La crisi? No, la paella della Littizzetto. Il suo governo è caduto, si andrà a elezioni anticipate, le piazze sono piene di gente che protesta, mancano 850.000 case, il reddito pro capite è sceso del 4 per cento, ci sono stati 141 aumenti di imposte, il debito pubblico è al 100 per cento, Ceuta è un problema irrisolto, la regolarizzazione di 500.000 immigrati scatena polemiche e ci sono almeno 126 esponenti del partito socialista indagati, fra cui sua moglie, suo fratello, i suoi principali collaboratori e il suo papà politico Zapatero.
Ma lui trova il tempo per rispondere a una comica italiana. Citando Raffaella Carrà.
Voi capite perché la sinistra europea ha un futuro radioso davanti a sé? «Tu es il più figo della Ue», gli dice Luciana Littizzetto.
Figurarsi gli altri. Comunque ora aspettiamo con ansia le prossime mozioni congressuali del campo largo. Roberto Benigni rivolgerà un invito a Macron in nome delle crepes suzette e delle escargot?
Claudio Bisio si appellerà a Kamala Harris a base di bistecche e hamburger?
Il Mago Forrest supplicherà l’intervento di Elif Eralp della Linke tedesca a suon di kartoffen e crauti?
Il mondo attende con ansia la continuazione dell’alto dibattito gastronomico-culturale che si è aperto oggi e che dimostra ancora una volta quanto la sinistra italiana sia convinta dei propri mezzi e delle proprie capacità.
Infatti non perde occasione per cercare un papa straniero per quanto inguaiato, cui devotamente inginocchiarsi. Franza o Spagna, insomma, purché se magna. Paella rossa la trionferà.
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