Roma, occupazioni nelle scuole: dopo il Cavour occupati Lattanzio e Levi Civita
Il liceo Cavour di Roma (Ansa)

L’onda delle occupazioni studentesche si allarga a Roma. Dopo il liceo scientifico Cavour, occupato ieri pomeriggio in via delle Carine (il primo istituto della Capitale), questa mattina, mercoledì 7 ottobre, gli studenti sono entrati anche all’istituto Di Vittorio-Lattanzio, in via Teano, a Tor Pignattara.

Occupato anche il liceo scientifico Tullio Levi Civita, in via Torre Annunziata, nell’area di Tor Sapienza. Sui due edifici sono comparsi gli striscioni che annunciano le occupazioni.

Chi c’è dietro: il collettivo Osa

A rivendicare le iniziative è Osa (Opposizione studentesca d’alternativa). Nei giorni scorsi il collettivo aveva promesso «un’occupazione in ogni scuola», sulla scia delle proteste francesi e delle occupazioni partite lunedì 5 ottobre a Torino.

Martedì i collettivi di Cavour, Orazio, Giulio Cesare, Avogadro e Montessori si erano ritrovati in piazza dell’Immacolata per un’assemblea pubblica intitolata «Les blocages».

Al Cavour l’occupazione è arrivata dopo un’assemblea e con lo striscione «Cavour occupato, contro la scuola caserma». Secondo Osa, nei giorni precedenti gli studenti avrebbero subito note, sanzioni e minacce, fino all’ingresso della polizia a scuola.

Perché protestano gli studenti

Al centro della mobilitazione ci sono, secondo gli studenti, le condizioni degli edifici e l’edilizia scolastica. Gli attivisti contestano inoltre il modello della «scuola caserma»: accusano il governo di voler trasformare gli istituti in luoghi sempre più rigidi e legati alla precarietà.

Tra i motivi c’è anche il decreto scuola, approvato dal Consiglio dei ministri il 24 settembre e pubblicato in Gazzetta Ufficiale nella notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre.

Al Levi Civita la protesta riguarda in particolare l’edificio. «Gli studenti sono stanchi delle condizioni materiali della loro scuola», sostengono gli attivisti, che denunciano la continua inagibilità del quinto piano.

Il tetto del 30% agli studenti stranieri

Nel mirino del collettivo finisce soprattutto il tetto del 30% alla presenza di studenti stranieri nelle classi. Dall’anno scolastico 2027/2028, ogni classe prima non potrà avere più del 30% di alunni stranieri privi di una precedente frequenza scolastica pluriennale in Italia.

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha spiegato che il decreto serve a integrare e a evitare le «classi ghetto», e lega la misura alla conoscenza dell’italiano. Osa definisce invece la politica del governo «razzista e fascista». Al Lattanzio, nella nota diffusa dagli studenti, la risposta è stata: tetto ai razzisti «allo 0/100».

Cosa succede ora

Le nuove occupazioni portano a coinvolgere almeno tre istituti romani. Il collettivo annuncia che la mobilitazione proseguirà nei prossimi giorni, con l’obiettivo di estenderla ad altre scuole della Capitale.

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