- Lucca, un team di professionisti assiste decine di pazienti. Però i dem si ribellano e scrivono a Eugenio Giani: «È un laboratorio no vax».
- Anziana sanzionata nonostante i disturbi dopo la prima dose e l’alt ricevuto dal dottore.
Lo speciale contiene due articoli.
Pericardite, infarto del miocardio, danni ad altri organi: sono solo alcune delle diagnosi che molte persone hanno ricevuto, dopo aver dovuto girare l’Italia in cerca di specialisti, a seguito del vaccino anti Covid. Questo a causa della mancanza di tutela e vigilanza da parte della sanità pubblica dopo le inoculazioni. A sopperire al ruolo dello Stato ci ha pensato «Lucca consapevole», uno studio medico aperto nell’omonima città toscana con l’obiettivo – esperimento unico in Italia – «di trattare persone con effetti avversi ai vaccini, farmaci e sintomatologia Covid-19». Novità, non da poco, è anche la totale gratuità del servizio, che prevede visite con medici specialisti.
L’iniziativa, che la sinistra ha definito «un fatto grave», è stata accolta dai cittadini lucchesi in modo esemplare, tanto che le prenotazioni sono state sospese fino a marzo per l’altissima affluenza delle persone che si sono rivolte allo studio.
Principale portavoce, l’ex primario di neuropsichiatria di Lucca e affermato medico, Carlo Giraldi, che essendo stato reintegrato nella professione, dopo un lungo periodo di stop dovuto alla sua scelta di non vaccinarsi, afferma in un video: «Grazie al periodo di sospensione ho avuto modo di approfondire tutti gli effetti avversi, anche se la mia finalità non era quella di denunciare alcuni effetti gravi, ma quello di porvi rimedio». Ed è su questo assunto che nasce il progetto, portato avanti anche dal dottor Massimiliano Marchi e che si concretizza con visite precise e puntuali da parte di medici, vaccinati e non, pronti a fornire un servizio volontario e gratuito a tutti coloro che si sentono smarriti e in balia delle inadempienze del servizio pubblico.
«Purtroppo dopo il vaccino ho avuto conseguenze, anche gravi», racconta una cittadina di 44 anni che preferisce non specificare il suo stato di salute al momento. «Sapere che esiste uno studio, come “Lucca consapevole”, in cui poter essere presa sul serio, approfondire la mia diagnosi e non essere considerata una complottista, mi rincuora».
«L’iniziativa è stata subito presa di mira e bollata come “dichiaratamente no vax”», continua un altro paziente, riferendosi alla stampa locale, che ha messo alla berlina lo studio immediatamente dopo la sua apertura. «Ma, per quanto mi riguarda, l’obiettivo di questi medici va molto oltre alle opinioni personali. Qui sono presenti professionisti in grado di lavorare ai problemi di salute a cui nessuno si è mai interessato». «Ho visto sei specialisti a seguito del vaccino, li ho dovuti cercare in tutta Italia, prenotare visite private, pagare e oggi mi ritrovo senza una diagnosi precisa e nella stessa situazione di un anno fa. Non sono no vax ma pretendo di essere tutelata», conclude un’altra persona.
Sul coordinamento di un organismo in grado di vigilare sulle reazioni ai vaccini, come l’andamento del cosiddetto long Covid che – stando al report della Federazione dell’Ordine dei medici di Firenze – colpisce dal 10 al 25% delle persone affette dalla malattia, è intervenuto il presidente dell’Ordine dei medici della città, Umberto Quiriconi, che ha dichiarato: «Vorrei che non passasse il messaggio che in caso si riscontrino effetti collaterali causati da vaccini o farmaci, l’Asl non prenda in carico il paziente, perché non è così». Il numero uno dei camici bianchi ha quindi puntualizzato che ci sono specifici protocolli anche per le problematiche post vaccino.
La realtà sembra però diversa. Era il 2021 quando il reparto di pneumologia, insieme a specialisti della rianimazione, dell’Ospedale San Luca di Lucca, aprirono un ambulatorio dedicato ai pazienti long Covid e indirizzato, principalmente, agli ospedalizzati e a coloro che erano stati in terapia intensiva. L’iniziativa però ebbe vita breve: fu chiuso solo dopo qualche mese e non venne più riaperto. Inoltre, non c’è mai stata una rilevazione attiva dell’ufficio igiene che abbia monitorato gli effetti collaterali dei vaccini in forma diretta. Di conseguenza, le segnalazioni di molti pazienti sono finite in polverosi scaffali.
E se i lucchesi hanno tirato un sospiro di sollievo, l’immediata strumentalizzazione politica non è mancata. Il Pd ha subito manifestato il suo dissenso, indirizzando al presidente della Regione, Eugenio Giani, un’interrogazione a firma delle consigliere Valentina Mercanti e Donatella Spadi, che affermano di essere «di fronte a una modalità d’informazione fortemente antiscientifica» e parlano, ancora, «di un tentativo piuttosto opinabile di approccio all’esercizio di servizi sanitari privati».
Ma a scatenarsi è l’intera opposizione che – in una nota congiunta – dichiara: «Abbiamo appreso con un certo sgomento la notizia dell’apertura del primo ambulatorio no vax. Uno spazio interamente dedicato a chi ha avuto reazione avverse o accusato strani sintomi post inoculazione di sieri miracolosi». Si apprende così che la sinistra considera le varie trombosi e i vari ictus, documentati negli ultimi mesi come conseguenze del vaccino in questione, «strani sintomi».
Il comunicato continua: «Ci piacerebbe poi sapere quali autorizzazioni siano state rilasciate a coloro che hanno aperto quello che viene presentato come uno studio medico a tutti gli effetti. Che tipo di attività viene svolta al suo interno? Vengono somministrati farmaci o cure mediche?». Dichiarazioni che vengono smentite dagli stessi i quali, in un’altra nota, affermano, giustamente: «Sappiamo che essendo un esercizio privato l’amministrazione può far ben poco».
Una scuola di stregoneria, quella che i dem descrivono, puntualizzando: «Ci preme ricordare come non esista alcun dato scientifico, alcuna statistica o alcuna correlazione tra vaccini anti Covid e malattie, patologie o decessi». Eppure è proprio di Lucca il caso di Irene Cervelli, la quarantunenne colpita da un ictus dopo otto giorni dalla somministrazione di Astrazeneca e che ora presenta danni neurologici permanenti e non è più autosufficiente. «Nella cartella clinica rilasciata dall’Ospedale San Luca di Lucca c’è la diagnosi di trombocitopenia, trombsosi immunitaria indotta da vaccino, cosiddetta Vitt», raccontava il legale di famiglia. Tuttavia, quel fascicolo è ancora sul tavolo della Procura, nel totale menefreghismo di quel Pd che sembrerebbe farsi paladino dei diritti solo quando conviene.
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