Terreni espropriati di nascosto in Puglia per fare posto agli impianti eolici
Michele Emiliano (Imagoeconomica)
La Regione ha dato l’autorizzazione a Veneta energia senza aver informato prima i proprietari. Verso la battaglia legale.

La corsa sfrenata all’energia green prosegue come un caterpillar, distruggendo tutto ciò in cui si imbatte. E spesso si va incontro a espropri pubblici per concludere affari privati. A rimetterci sono sempre i proprietari terrieri. In questo caso quelli dei terreni nell’agro di Cerignola, dove dovrebbe sorgere un impianto eolico, autorizzato dalla Regione Puglia, della potenza di 79,8 Mwe e che interesserà le località Incorvera, Tre Titoli, Ciminarella e Cafora, tutte nell’agro ofantino. Il tema è stato affrontato lo scorso 7 febbraio in un servizio di Fuori dal Coro, il programma condotto da Mario Giordano su Rete 4.

l’avvocato

Si agisce nel nome della «pubblica utilità l’indifferibilità ed urgenza delle opere». Centinaia le lettere recapitate ai proprietari dei terreni interessati nelle quali una società milanese, Veneta energia, comunica il rilascio in proprio favore dell’autorizzazione unica numero 117 del 24.05.2023 da parte della Regione Puglia per la realizzazione di un impianto eolico.

Un gruppo di proprietari si è rivolto all’avvocato Marco Trivisonne (esperto in materia di espropri e di contrattualistica per lo sfruttamento dell’energia di fonti alternative rinnovabili nel Sud Italia) per tutelare i propri diritti e interessi. Il legale ha invitato, per conto dei propri assistiti, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il dirigente del dipartimento Sviluppo economico sezione transizione energetica, sezione energia e fonti alternative rinnovabili, a rivedere il processo di adozione dell’autorizzazione unica che è tale da incidere negativamente sui destinatari.

«Sono state fatte tutta una serie di conferenze dei servizi e di attività che per assurdo non prevedevano la partecipazione del proprietario terriero. Ministeri, Comuni, Provincia, Regione, tutti sapevano tranne loro. Al termine di queste attività è stata emessa l’autorizzazione unica avviando la procedura di esproprio. Soltanto in quel momento i proprietari ne sono venuti a conoscenza trovandosi davanti a un processo ormai difficile da fermare», spiega l’avvocato Trivisonne alla Verità. Non è la prima volta che accade: sono infatti diverse le società che hanno presentato richiesta e poi ottenuto l’autorizzazione dalla Regione guidata da Emiliano. L’avvocato spiega che una situazione analoga si era verificata anche in Sicilia dove però una sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa (organo che in Sicilia svolge le funzioni del Consiglio di Stato), senza voler precludere né ostacolare la realizzazione di impianti eolici sul territorio, prevede che l’impresa proponente documenti la disponibilità delle aree interessate dall’impianto eolico attraverso atti negoziali di compravendita o locazione, o tramite provvedimenti di concessione o assegnazione del suolo limitando quindi la possibilità di ricorrere alla procedura espropriativa solo con riferimento alle aree interessate dalle opere connesse. «Pensiamo si tratti di un’azione potenzialmente incostituzionale», dice l’avvocato che si appella a questo precedente sperando che la sentenza venga applicata in maniera analoga anche in Puglia.

Non si dovrebbe poter espropriare dei terreni senza che i legittimi proprietari vengano consultati. Cosa che invece accade in Puglia. E in caso di rifiuto possono intervenire le forze dell’ordine per mettere in atto l’esproprio.

«Spesso le società che intervengono in questo modo sono apparentemente italiane ma, ottenuta l’autorizzazione, i soci cedono le quote sociali alle multinazionali», aggiunge l’avvocato. Nel caso di Veneta energia, dalla visura camerale ottenuta e visionata dalla Verità si può constatare che la proprietà appartiene a una società svizzera: Bkw energie.

«L’indennizzo è irrisorio», aggiunge Trevisonne, «e i proprietari si vedono costretti ad avere questi impianti sui loro terreni per 40 anni». Impianti che secondo gli esperti rendono i terreni meno fertili di quanto non fossero prima. Trivisonne negli scorsi mesi ha già assistito gran parte dei proprietari destinatari di un’altra autorizzazione unica rilasciata dalla Regione Puglia con Dd 183 del 5 ottobre 2020 per la costruzione di un impianto eolico nei terreni di Stornarella a beneficio di un’altra impresa partecipata da un fondo svedese. Consumo di suolo e interessi privati, questo accade nella Puglia di Emiliano, tutto in nome dell’ideologia green, quella che più volte abbiamo definito una religione che con finta etica di fatto sposa gli interessi economici di alcuni attori anche a scapito di interi settori produttivi tradizionali. Solo che l’esproprio per fini di «pubblica utilità» in questo caso non avviene per opere propriamente dette pubbliche – quali strade, ospedali, scuole, per fare qualche esempio – ma per opere che produrranno un profitto a vantaggio di una società privata. Oltretutto di proprietà straniera.

abusi

La procedura degli espropri è materia concorrente, spiega l’avvocato, che dice: «Oltre ad auspicare la sospensione della procedura di esproprio, mi auguro anche che a livello generale un intervento legislativo: una revisione della norma a livello nazionale. Bisogna tenere conto delle esigenze del territorio non è più possibile accollare ai proprietari terrieri l’onere di doversi difendere da una procedura di cui a mio parere stanno abusando».

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