È giunta l’ora che la «Destra divina che è dentro di noi, nel sonno, di cui diceva Pier Paolo Pasolini, intellettuale niente affatto di destra ma capace di grandi intuizioni circa le condizioni storiche della nazione nel secondo Dopoguerra, venga finalmente risvegliata».
Lo scontro tra Meloni e Vannacci su Futuro nazionale
È quanto si legge nella prima parte (altre due nelle prossime settimane) della Base ideologica e programmatica di Futuro nazionale per l’Italia del futuro (2027-2037), online da ieri in vista delle elezioni. Ma sul generale Roberto Vannacci arriva, dalle colonne del settimanale Chi, in edicola oggi, l’affondo di Giorgia Meloni. Per il premier la sua è «un’operazione costruita per favorire la sinistra». Meloni , escludendo «rimpasti di squadra» a settembre, difende l’operato dell’esecutivo e indica le priorità: «Meno tasse, potere d’acquisto e occupazione».
Le radici e i pilastri ideologici di Futuro Nazionale
Tornando al testo, «Fn nasce dalla volontà di riportare l’Italia alle proprie radici, posizionandola sulla strada della sua grande storia», si legge. La missione è «imboccare la via per tornare a essere, rapidamente e senza moderazione, un Paese identitario, sovrano, sicuro, libero e prospero».
I pilastri, assicura il leader, sono stati «pescati» grazie al raccoglimento delle istanze provenienti dal basso e «il partito si propone come forza di destra patriottica e identitaria, capace di accogliere gli italiani di buona volontà, orgogliosi delle proprie radici nazionali, fondate su diritto romano, filosofia greca, eroismo della cristianità romano-germanica e, soprattutto, sintesi di queste istanze operata dalla civiltà cattolica».
Molti i temi della base programmatica, ma con linee rosse non negoziabili: la vita dal concepimento alla morte naturale, la famiglia naturale, l’identità cristiana, la concezione romana del diritto, la tradizione.
Reati d’opinione e sovranità monetaria
Nel testo, Fn afferma il principio che «le idee non si processano. Si oppone, quindi, ai cosiddetti reati d’opinione, e alle norme che puniscono espressioni del pensiero senza nesso con atti concreti di violenza. In Parlamento e in qualsiasi sede istituzionale, il partito si impegnerà per abrogare le leggi bavaglio, come la legge Mancino, e a maggior ragione non ammetterà alcun compromesso per l’introduzione di nuove leggi in tal senso».
Idee chiare sulla sovranità monetaria: «L’Italia deve essere capace tanto di permanere nell’area euro, ridefinendone i perimetri di politica monetaria, quanto di opzionare l’uscita».
Immigrazione, “remigrazione” e mercato del lavoro
Poi il «paletto» immigrazione: «Occorre intervenire con gli opportuni strumenti di legge (anche con una modifica costituzionale, se necessario) per escludere coloro che non sono cittadini italiani da tutti i benefici sociali straordinari». Ma c’è anche la «remigrazione», finalizzata al blocco dell’immigrazione clandestina tramite il divieto di sbarco, il pattugliamento navale e la chiusura dei porti alle Ong. Si prevedono inoltre rimpatri immediati, l’aumento dei Cpr (anche all’estero) e lo stop ai decreti flussi e ai ricongiungimenti familiari. No a ius soli e ius scholae.
«A sostegno delle tesi immigrazioniste viene spesso citato il problema dei lavori che gli italiani non vogliono più fare. Tale problema verrà affrontato con due nuove modalità: facilitazione al reperimento di mano d’opera italiana e innesco dell’aumento stipendiale per i “lavori umili”. Insieme agli sgravi, l’utilizzo di parte delle risorse risparmiate grazie alle politiche di remigrazione di lungo termine per ridurre il cuneo fiscale e favorire, quindi, l’innalzamento dei salari, senza ulteriore aggravio per i datori di lavoro».
Inoltre Fn ritiene necessario «il vincolo all’erogazione di sussidi legati allo stato di disoccupazione all’effettiva disponibilità ad accettare qualsivoglia lavoro compatibile con la propria condizione medica, anagrafica e logistica, in applicazione al “principio di San Paolo“ (“chi non vuol lavorare neppure mangi”)».
Sicurezza, politiche energetiche e posizione geopolitica
In materia di sicurezza, l’approccio è «tolleranza zero», prevedendo l’impiego delle forze armate «nelle zone ad alta densità criminale», il potenziamento del Daspo urbano e il contrasto alle baby gang.
In materia di politiche energetiche, c’è il no al Green deal, con l’apertura al ripristino degli acquisti di gas russo e tra le misure concrete e immediatamente realizzabili, Fn propone «l’adozione dell’ora legale permanente per tutto l’anno, con un risparmio potenziale di decine di milioni di euro annui».
Politica estera e posizione sul femminicidio
Sul conflitto in Ucraina «la posizione è netta: proseguire a oltranza l’invio di armi senza una strategia diplomatica di pace è un errore che danneggia l’Italia, oltre a danneggiare cittadini ucraini e russi. Fn promuoverà un approccio pragmatico e pacificatore, lavorando soprattutto perché le parti trovino una soluzione negoziale».
Inoltre, si legge, «dialogheremo con gli Usa, in posizione eretta mettendo al centro i reali bisogni dell’Italia. L’occasione che vogliamo cogliere è far riemergere una vocazione storica del nostro Paese: la capacità di mediazione e dialogo con tutti gli attori in gioco».
E vengono citati «modelli del recente passato: la geometria variabile dei rapporti di Giulio Andreotti per il tentativo di risolvere il conflitto arabo-palestinese, la mediazione tra Russia e Usa portata avanti da Silvio Berlusconi, le articolate analisi e mosse di Bettino Craxi.
«Fatta piazza pulita delle tecniche di manipolazione operate dalla sinistra in merito al cosiddetto femminicidio», nel testo Fn ribadisce il suo no al reato continuando naturalmente «a punire chi uccide una donna con pene fino all’ergastolo».
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