Il leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci
Il leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci (Ansa)

All’insegna dell’antichità omerica, il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, ha chiuso ieri la convention di partito tenutasi a Orvieto. Nel Palazzo del Capitano del popolo, il generale ha richiamato «il patriarcato mediterraneo per proteggere la famiglia», spiegando: «Non è oppressione, non è possesso, non è violenza, queste sono le deviazioni. Il patriarcato mediterraneo è rispetto, è dovere, è sacrificio, è fedeltà, è devozione. Non vogliamo colpevolizzare l’uomo, noi abbiamo l’idea di Ulisse come uomo, un uomo che lascia la sua terra, la sua famiglia per andare a difendere la patria». Parimenti ha criticato il concetto del femminicidio, poiché «non possiamo pensare a pene diverse rispetto al genere della vittima o alle motivazioni».

Sull’utero in affitto: «Schiavizza le donne e le riduce a un forno». Frasi che alimenteranno polemiche, da lui giustificate sostenendo che i delitti contro la persona sono ugualmente gravi «indipendentemente dal sesso, dal colore della pelle, dalla religione». Perciò, ha anticipato che non voterà una legge contro l’antisemitismo: «Non perché ce l’abbiamo con gli ebrei. Non accettiamo che offendere un ebreo sia più grave che offendere un islamico o un cristiano». Del resto l’uguaglianza, ha rammentato il leader di Fn, «viene dal cristianesimo». E ha dato del «camerata» a San Paolo che aveva scritto «chi non lavora, non mangia».

Le «linee rosse» e le alleanze

Il Vannacci-pensiero, o «sovranismo sociale», traccia così le condizioni di eventuali alleanze: «Le nostre linee rosse non sono negoziabili. Se quest’alleanza di centrodestra troverà una convergenza, all’interno di queste linee rosse sono disposto a parlare con tutti».

Fuori dal palazzo manifestavano contro Vannacci decine di dimostranti di Anpi, Art. 21 e Cgil, con esponenti del Pd come Walter Verini, secondo cui «non ha offeso solo le donne vittima di violenze, ma il senso comune». Il generale non s’è scomposto: «Mi hanno messo a testa in giù? Sono abituato dal paracadute». A supportarlo, l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, il cui movimento Indipendenza è confluito in Fn: «Ci siamo ritrovati subito con Vannacci. Se non sbagliamo lo avremo premier entro dieci anni. Ma non dobbiamo andare al centro». Il coordinatore nazionale, Massimiliano Simoni, intanto ha annunciato «156.000 tesserati in sei mesi».

La distanza dal governo sull’Ucraina

Su alcuni temi, come l’appoggio all’Ucraina, resta la frattura con il governo, poiché, secondo il generale, «continuare la guerra trasformerà l’Ucraina in uno Stato vassallo», a causa del forte indebitamento, senza contare che «Volodymyr Zelensky non vincerà mai le prossime elezioni, perciò non vuole che finisca la guerra e s’interrompano gli aiuti».

Il sì alle misure sulla scuola

Plaude però al limite agli alunni stranieri in classe e al divieto di burqa a scuola, sebbene puntualizzi: «Lo si doveva fare prima». Poi aggiunge: «Una telefonata della Meloni? Sarebbe normale tra chi ha valori convergenti».

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