Vannacci: «A Milano un generale per mettere ordine»
Roberto Vannacci (Imagoeconomica)

«Futuro Nazionale ha già il suo candidato sindaco per Milano. È Carmelo Burgio, ex generale di corpo d’armata, Croce d’oro al merito dell’Arma dei carabinieri, con una lunga esperienza nella lotta ai clan della camorra, ex paracadutista. Lui sì che se gli chiedessimo di rastrellare Rogoredo saprebbe come fare senza i consigli del prefetto Gabrielli perché Milano deve tornare a essere la città della Madonnina non dei maranza».

Il generale Roberto Vannacci ha scelto un generale per il successore di Beppe Sala e, anticipando la scelta del centrodestra, ha dato l’annuncio a Marina di Pietrasanta, alla Versiliana davanti al suo pubblico dialogando con il direttore di Libero, Alessandro Sallusti.

E se nel capoluogo lombardo, amministrato dal centrosinistra da tre lustri, il boschetto della droga è una piaga difficile da sanare, il leader di Fn ricorda Giancarlo Gentilini, il famoso «sindaco sceriffo» di Treviso che con la sua politica dimostrò di «poter fare molto per la città». Ma Vannacci sottolineando che il suo partito si presenterà a tutte le prossime amministrative, da Roma a Bologna a Napoli e Torino, «l’obiettivo dei candidati è far tornare lo Stato in possesso della legalità, quindi dopo Milano rivoltata come un calzino, si passerà a Scampia». Futuro nazionale si presenterà «da solo nelle grandi città, alle alleanze ci penseremo dopo».

Come a livello nazionale ha ribadito l’ex europarlamentare: «Io non chiudo mai le porte. Finora non mi avete mai sentito dire che non faccio alleanze o che non dialogo con nessuno, l’anno detto gli altri non io. Ma finora, da quando ho fondato il partito, non ho mai parlato con Giorgia Meloni né con nessun leader di centrodestra o centrosinistra. Un fatto è certo, abbiamo delle linee rosse mai travalicate, dei principi che non sono in discussione, peraltro non tanto diversi dai propositi del centrodestra di 4 anni fa, e dentro quelle linee siamo disponibili a parlare e a trovare intese. Non sono certo io a voler far cadere questa nazione in mano alla sinistra».

Un punto cardine è sicuramente l’immigrazione e, a proposito della crisi diplomatica tra Italia e Spagna per lo stop a Schengen, Vannacci ha affermato: «Si tratta di un protocollo ordinario, come al solito questo governo assume provvedimenti ordinari. È previsto dal protocollo che possa essere revocato. La Spagna ha un problema con il controllo delle proprie frontiere ed è giusto che gli altri Paesi europei prendano provvedimenti. Io avrei fatto di più, io avrei blindato le frontiere», ha detto Vannacci. E ha aggiunto: «Noi non possiamo continuare a permettere a persone di valicare le nostre frontiere indisturbate come avviene per esempio sulla rotta balcanica o in Francia, che confina con la Spagna e non ha revocato Schengen e si è limitata a dire “abbiamo una collaborazione rinforzata”. Noi dobbiamo pensare anche alla remigrazione».

E su Salvini che ci provò ma è andato sotto processo aggiunge: «Fare il politico è rischioso e chi lo fa si assume la responsabilità di questo rischio. I magistrati poi applicano le leggi, ma il politico può modificarle in parlamento. Questo governo poteva modificare la cittadinanza: perché regalarla? Eppure c’è stato chi ha proposto lo ius scholae. Tale Russo di Fi ha definito gli immigrati una risorsa, così parla la sinistra fuori moda, e Forza Italia così parla come la Boldrini».

L’attacco al governo passa per il mancato cambiamento nell’agricoltura, nella scuola, in Fi che vota le nuove tasse chieste dall’Ue che sono come la patrimoniale di sinistra.

Sottolineando la sua contrarietà ad un governo di centrodestra che continua a seguire l’agenda Draghi, Vannacci ha spiegato la sua idea sul futuro dell’Unione europea: «Più che uscire dall’Europa è possibile modificare i trattati. Con Afd al 41% e in Francia se sarà eletta Le Pen, avremo quasi la maggioranza e ci possiamo lavorare. Io non parlo di uscire dall’Europa ma cambiarla».

Vannacci ha poi parlato anche di sondaggi. «Ho visto che nella regione di Sassonia-Anhalt stanno andando alla grande. I sondaggi li danno sopra al 41%. Io mi auguro che Futuro Nazionale segua le orme di AfD. Perché? Perché ha il 41%, quindi vorrebbe dire che Futuro nazionale sta andando proprio bene. Paragonare Futuro Nazionale con la AfD come partiti? Non ho detto questo, io ho detto che sì, sicuramente abbiamo molti lati in comune, perché siamo nello stesso gruppo nell’Unione europea, siamo nel gruppo di Europa delle Nazioni sovrane, quindi condividiamo una visione dell’Europa e delle Nazioni sovrane che è specifica, che è peculiare. Poi ogni partito ha le sue peculiarità che sono specifiche anche della nazione dalla quale proviene».

«Governare porta a mediare posizioni ma all’interno di determinati confini altrimenti si snatura quello che elettore ha votato. Guardi l’Italia. Sul Green deal stiamo facendo quello che diceva l’agenda Draghi e la sinistra non più di moda. Continuiamo a investire in energia verde che non basta a nostra energia. Sull’Ucraina idem. Abbiamo pagato e continuiamo a farlo, da 4 anni diamo il sostegno incondizionato a Kiev ma le cose non sono cambiate, i russi conquistano territorio e la pace non c’è. Inoltre continuiamo ad armarci, perché lo chiedono la Nato e l’Ue, ma dov’è la minaccia? Il riarmo è inefficace e stupido. L’unica nazione che può indebitarsi è la Germania e l’industria tedesca è l’unica che ne trarrà vantaggio. La cosa vera che serve è far scendere il prezzo dell’energia».

In conclusione l’ex generale ha ribadito la coerenza di Futuro nazionale: «Siamo la sporca dozzina, siamo già falliti, non possiamo fallire oltre».

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