Morti post vaccino, crepe nel muro di silenzio
  • La denuncia dell’agente che a «Fuori dal Coro» ha raccontato che tra le forze dell’ordine si verificano molti casi di decessi improvvisi. Registrate cause diverse dalle autopsie. Il dibattito in Uk e Germania. Usa: eccesso di casi letali negli Stati dove si è inoculato di più.
  • Hanno vinto le resistenze di Pechino. Si fa largo l’idea che Donald Trump non avesse torto.


Lo speciale contiene due articoli

«Nel nostro Paese si nasce una volta, si muore due volte. Si muore per una causa, ma si viene classificati con un’altra causa di morte». È pesante la denuncia dell’agente di polizia che ha deciso di rompere il silenzio sulle morti improvvise parlando a Fuori dal Coro di Mario Giordano. Nel servizio di Raffaella Regoli l’agente ha raccontato che tra le forze di polizia si stanno verificando molti casi di morti improvvise. «E anche nei Carabinieri, nella Guardia di Finanza, nella Guardia Costiera, nell’Esercito e nell’Aeronautica». Il sospetto è che siano decessi avvenuti post vaccinazione anti Covid, ma la reticenza delle istituzioni e della stampa non aiuta a capire. «Nessuno ne parla, c’è una grandissima omertà», spiega l’agente: se se ne parlasse «crollerebbe tutto». Eppure, basterebbe poco per rassicurare la popolazione: se davvero non è il vaccino ad aver causato gli eccessi di mortalità registrati in molti Paesi occidentali in cui sono stati somministrati i vaccini a mRna – come si affannano a dire molte virostar – basterebbe andare a fondo. Ad esempio, come si stanno registrando questi decessi? «Non si stanno registrando», rivela l’agente. Oppure, la scheda Istat riporta una causa di decesso diversa da quella registrata nella cartella clinica, come denunciato, nel servizio, dalla madre di un giovane morto all’improvviso senza patologie pregresse. Era il 26 gennaio 2021 il ragazzo aveva ricevuto la seconda dose, il decesso è avvenuto cinque giorni dopo. L’autopsia dice che il suo cuore ha avuto un ingrossamento abnorme, «è come raddoppiato», racconta con disperazione la madre. Ma secondo la scheda Istat il giovane è morto per edema polmonare acuto, causato da ipertrofia di cuore. «Mio figlio è stato sempre bene, non aveva quelle patologie, voglio sapere perché è morto», ha dichiarato la madre, che ha fatto un esposto in Procura: archiviato, ça va sans dire.

È possibile che una scheda Istat riporti una causa di decesso diversa da quella registrata dopo l’autopsia? «È un’altra delle violazioni normative che abbiamo riscontrato», riferisce l’agente di polizia, «siamo in possesso di schede Istat in cui persone entrate con un tipo di patologia vengono poi registrate, una volta decedute, con un altro tipo di diagnosi».

Era accaduto anche quando i vaccini non c’erano e la vulgata voleva che si morisse soltanto a causa del Covid: sono innumerevoli i casi riscontrati, e denunciati, di cittadini entrati in ospedale per patologie pregresse o perfino per incidente stradale, e registrati come deceduti per covid se solo riscontrati positivi al tampone.

Al netto delle ipotesi, è un fatto che mentre il nesso di causa tra Sars Cov-2 e decesso è sempre stato certificato di default, altrettanto automaticamente non è quasi mai stato preso in considerazione il nesso di causa tra vaccinazione e decesso: i criteri non dovrebbero essere identici?

Vinay Prasad, epidemiologo all’Università della California, e il cardiologo John Mandrola, hanno parlato esplicitamente di «epidemia di morti improvvise». Pur ritenendo (come molti, prima che arrivassero gli anti Covid a mRna) i vaccini un presidio essenziale, i due scienziati si sono dichiarati preoccupati che le istituzioni federali continuino «incautamente» a spingere per la vaccinazione di massa dai 5 anni in poi, «nonostante l’evidenza che questi vaccini potrebbero non essere appropriati per tutti». «Ci preoccupa anche», hanno dichiarato, «il modo in cui gli effetti collaterali del vaccino, in particolare tra i giovani, sono stati minimizzati». Negli Stati Uniti sono gli stessi Cdc, in un sussulto di trasparenza, ad aver diffuso i dati statistici delle assicurazioni, che hanno correlato i dati di mortalità per ogni Stato americano al numero delle dosi di vaccini somministrate nello stesso Stato: non stupisce che l’esito dell’analisi dimostri un maggior eccesso di mortalità negli Stati dove si è vaccinato di più.

Anche per Carl Heneghan, epidemiologo ad Oxford e Tom Jefferson, autore della Cochrane Collaboration, l’ipotesi «V» esiste: la scienza autorevole, insomma, la sta prendendo in considerazione. Sono soltanto politica e media a continuare a tacere, come ha denunciato – con un’iniziativa rumorosa – l’ex calciatore Matt Le Tissier organizzando una manifestazione con maxischermo di fronte alla sede della Bbc a Londra: «Dovete ascoltare i danneggiati da vaccino». Le proteste degli «invisibili» nel Regno Unito sono state tante, e il governo ha dovuto varare il Vaccine damage act, che ha dato il via a numerose azioni risarcitorie. Perfino il sussiegoso canale televisivo radical-chic franco tedesco Arte ha deciso di rompere il silenzio, dedicando ai danneggiati da vaccino uno speciale di 32 minuti. In Italia, invece, i danneggiati da eventi avversi sono abbandonati al loro tragico destino.


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