- Sono tanti i volti in grado di raccogliere il testimone dell’attivista. Tra questi Mikey McCoy, che alle esequie ha citato Kierkegaard.
- Polemiche per il discorso di Trump ai funerali di Kirk. Però il tycoon ha anche detto che la vedova potrebbe indurlo a cambiare.
Lo speciale contiene due articoli.
L’omicidio di Charlie Kirk pone un interrogativo sul futuro del conservatorismo americano. Chi sarà il suo erede? Uno tra i primi a farsi avanti è stato il commentatore Ben Shapiro, che ha dichiarato: «Raccoglieremo quel microfono macchiato di sangue dove Charlie lo ha lasciato». Più in generale, la galassia Maga è costellata di numerosi influencer millennial o della Generazione Z. Troviamo, per esempio, la commentatrice Brett Cooper: classe 2001, ha condotto, dal 2022 al 2024, un programma su YouTube prodotto dalla testata conservatrice Daily Wire, mentre a giugno ha firmato un contratto con Fox News. Un personaggio molto noto è poi quello della trentaduenne Laura Loomer: attivista assai presente sui social, mette spesso sotto pressione l’amministrazione Trump quando vengono nominate figure da lei non considerate abbastanza in linea con il messaggio Maga. Un altro nome, spesso accompagnato da polemiche e controversie, è quello di Candace Owens, che, trentaseienne, è più volte addirittura arrivata a criticare lo stesso Donald Trump da destra.
Insomma, la galassia degli influencer e dei commentatori Maga è abbastanza nutrita. Potrebbero essere fatti molti altri nomi. Eppure attenzione. È difficile trovare tra costoro un vero e proprio erede di Kirk. Sì, perché quest’ultimo non era semplicemente un attivista o un commentatore. Certo, una parte essenziale della sua attività si basava su programmi radiofonici e su dibattiti pubblici. Tuttavia, Kirk era anche un formidabile organizzatore che, dopo aver co-fondato Turning Point Usa nel 2012, è riuscito a rendere la sua creatura una delle principali entità in seno al mondo conservatore statunitense. Non a caso, Kirk si è rivelato decisivo per far sì che Trump, l’anno scorso, riuscisse a guadagnare terreno nel voto dei giovani: un voto che, ricordiamolo, era stato fino ad allora saldamente in mano al Partito democratico. In tal senso, non è difficile capire come, per il Partito repubblicano, il futuro di Turning Point risulti un tema di assoluta importanza. E gli imponenti funerali di Kirk, celebrati domenica in Arizona, non hanno affatto tralasciato questo aspetto.
Uno dei momenti più significativi è stato quando il giovane Mike McCoy, ex capo dello staff dello stesso Kirk, ha citato il filosofo Søren Kierkegaard. «L’assassino di Charlie pensava di potergli rubare e mettere a tacere la voce piantandogli una pallottola nel collo. Per usare le parole di Søren Kierkegaard, “Il tiranno muore. Il suo dominio è finito. Il martire muore. Il suo dominio è appena iniziato”». McCoy, che potrebbe essere una figura in ascesa nel mondo conservatore giovanile, ha evidenziato un punto interessante. Da alcuni anni, Turning Point aveva man mano iniziato a occuparsi di tematiche relative alla fede e al ruolo della religione cristiana nella società politica statunitense. Era infatti il 2021, quando Kirk fondò Turning Point Usa Faith, assieme al padre dello stesso McCoy, Rob: il pastore che, domenica, ha aperto il servizio funebre.
Non a caso, di giovani e fede ha parlato anche la vedova di Kirk, Erika, che ha assunto la guida dell’organizzazione. «Il mondo ha bisogno di Turning Point Usa. Ha bisogno di un gruppo che allontani i giovani dal sentiero della miseria e del peccato», ha affermato: «Tutto ciò che Turning Point Usa ha costruito grazie alla visione e al duro lavoro di Charlie, lo renderemo dieci volte più grande grazie al potere della sua memoria. I capitoli cresceranno. Ne verranno creati migliaia di nuovi». «Il Primo emendamento della nostra Costituzione è l’emendamento più umano. Siamo esseri naturalmente parlanti, naturalmente credenti, e il Primo emendamento protegge il nostro diritto a fare entrambe le cose», ha aggiunto. Erika Kirk ha, insomma, riassunto i capisaldi filosofici dell’organizzazione, annunciandone le prospettive future. È quindi possibile che lei stessa acquisirà un peso politico sempre maggiore nel Partito repubblicano. Del resto, appena pochi giorni fa, The Hill ha riferito che molti giovani della Generazione Z stanno continuando a spostarsi verso il Gop.
L’aspetto di Turning Point più interessante è forse proprio quello di questa saldatura tra giovani e fede. Un modo nuovo di inserire la religione nel dibattito pubblico: un modo lontano dalla vecchia (e talvolta un po’ troppo barricadiera) religious right, che ha caratterizzato parte del conservatorismo americano tra il 1980 e il 2020. Lo stesso fatto che Erika abbia perdonato l’assassino di Kirk ha avuto un significato simbolico rilevante. Del resto, l’uccisione di suo marito non è stata seguita da proteste violente o da saccheggi, ma da veglie di preghiera e da un funerale partecipatissimo. È su queste basi che sta nascendo il nuovo conservatorismo americano. E, forse, anche dell’Occidente. L’assassinio di Kirk non è stato un fenomeno circoscritto agli Stati Uniti. Quell’uomo è stato ucciso mentre impugnava un microfono, esercitando il diritto alla libertà di espressione. Il simbolismo di questa tragedia è potentissimo e universale. E chi si ostina a negarlo, lo fa annaspando nella sua stessa ipocrisia ideologica.
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >