- Tra gli eventi rimandati anche la rassegna per collezionisti Art Basel Hong Kong Timori per l’edizione di Shanghai di Milano Unica, il salone del tessile d’eccellenza.
- Foxconn fa slittare la riapertura dopo il Capodanno lunare: la Silicon Valley del Dragone verso l’isolamento La Fed: «Rischi per l’economia Usa». Ma Donald Trump intanto elogia Pechino: «Gestione molto professionale».
Lo speciale contiene due articoli
In Cina il mercato fieristico vanta un giro d’affari di circa 7,2 miliardi di euro. A questo si deve aggiungere l’indotto del settore che ha un valore di circa 52,2 miliardi di euro. Si tratta dei valori riportati dal Research report on the exhibition industry of China, 2018-2022 e che il coronavirus sta progressivamente spazzando via con un colpo di spugna.
Secondo lo studio, in Cina ogni anno si tengono circa 10.000 eventi fieristici per un totale di 120 milioni di metri quadri di spazio espositivo. Tra questi ci sono in particolare 100 eventi su larga scala con un’area espositiva che, singolarmente, possono arrivare intorno ai 100.000 metri quadri per evento.
Del resto, quello della Repubblica Popolare è il secondo maggiore mercato fieristico al mondo dopo quello statunitense e l’arrivo del virus n-CoV2019 sta letteralmente sgretolando una grande fonte di guadagno per i cinesi e anche per tutti i professionisti (anche italiani) che venivano in Cina a seguire le fiere di settore.
Non è un caso, infatti, che siano molte le fiere in Cina che stanno chiudendo i battenti per riaprire in data da destinarsi.
Nei giorni scorsi, infatti, sia Messe Frankfurt, uno dei maggiori enti fieristici in Germania, sia il comitato organizzativo di Chic, una delle maggiori fiere della moda in Cina, hanno annunciato che posticiperanno gli eventi in programma in Cina nelle prossime settimane.
Messe Frankfurt ha fatto sapere che le tre fiere tessili in programma dall’11 al 13 marzo, ovvero Intertextile Shanghai apparel fabrics – spring edition, Yarn expo spring e Intertextile Shanghai home textiles – spring edition (tutte legate al mondo dei tessuti), saranno tutte posticipate (non è stato comunicato quando).
Stessa sorte per le fiere Prolight + Sound Guangzhou (la maggiore fiera cinese del mondo audiovideo), Sps – Industrial automation fair Guangzhou (sull’automazione industriale) e Asiamold a Guangzhou (sul settore del trattamento delle muffe), e Toy & Edu (giocattoli), Baby & Stroller e Licensing China (passeggini e mondo dei bambini) a Shenzhen, il cui rinvio era già stato annunciato.
Giù le serrande che L’East China import and export commodity fair che si concentra su prodotti industriali leggeri, moda e abbigliamento, tessili per la casa, beni di consumo e prodotti in stile art deco. Prevista per l’inizio di marzo, di solito coinvolge circa 4.000 espositori e 40.000 visitatori.
Ma se, nel caso degli eventi cinesi, si tratta di fiere perlopiù locali (anche se di grandi dimensioni), non si può certo considerare di buon auspicio la notizia di ieri della chiusura di Art Basel Hong Kong, uno degli eventi internazionali più importanti al mondo per i collezionisti d’arte.
Nel corso dell’ultima edizione dell’evento, quella 2019, erano arrivate a Hong Kong 242 gallerie d’arte in arrivo da 35 Paesi e 88.000 visitatori.
Il problema è che, per l’edizione 2020, ci sarebbero state molte difficoltà logistiche nel trasporto delle opere d’arte (a partire, ad esempio, dall’interruzione del trasporto aereo da e per la Cina per molti Paesi), senza contare che molti operatori (e probabilmente molti visitatori) non sarebbere nemmeno venuti all’evento.
Un altro duro colpo al mercato dell’arte arriva da Art central Hong Kong, l’altra importante fiera di settore che avrebbe dovuto tenersi nella città Stato dal 18 al 22 marzo.
Ad oggi, dunque, si contano almeno 11 importanti eventi fieristici che sono finiti a gambe all’aria. Il problema è che la lista è destinata ad allungarsi, probabilmente non di poco.
A Hong Kong, a metà aprile, si terrà la Hong Kong electronics fair, una delle più grandi fiere dell’elettronica della regione. Nel 2019 sono venuti a mostrare i loro prodotti 2.969 espositori con 67.236 partecipanti.
Tra aprile e maggio si terrà, poi, la Canton fair, la fiera dei Cantoni, di certo una delle più grandi dell’intero Paese. Se anche questo evento dovesse chiudere le serrande sarebbe un danno economico enorme.
Negli anni passati hanno partecipato alla fiera 25.000 aziende manifatturiere e 200.000 importatori. Si può trovare di tutto: prodotti elettronici ma anche tessuti, cibo, dispositivi medici, mobili, componenti automobilistici e molto altro ancora. La fiera dura quasi tre settimane, a partire da metà aprile fino all’inizio di maggio.
Occhi puntati anche sulla Sial China, la terza fiera alimentare più grande al mondo, nonché la maggiore in Asia. L’evento si tiene a Shanghai da 14 al 16 maggio. In tre giorni i visitatori sono circa 110.000.
Ma i danni al mondo fieristico potrebbero a breve vedersi anche in Italia. Ieri, ad esempio, è partita la trentesima edizione di Milano Unica, il salone italiano dedicato al tessile d’eccellenza. La preoccupazione degli addetti ai lavori è che l’evento soffrirà per via di un sostanziale calo dei buyer (coloro che comprano i tessuti) in arrivo dalla Cina. Resta poi da vedere cosa succederà per l’evento gemello cinese, Milano Unica Shanghai previsto per dall’11 al 13 marzo. Se venisse chiuso, il danno per gli organizzatori italiani sarebbe ingente.
Ci sarà con ogni probabilità un calo dei visitatori cinese anche per il Micam, il salone internazionale del mondo calzaturiero previsto dal 16 al 19 febbraio. Da capire anche se ci saranno effetti sgraditi anche per Smau, la fiera dell’elettronica che porta in vetrina molti prodotti tecnologici in arrivo dalla Cina. Se non altro, in questo caso c’è un po’ più di tempo. Se ne parla ad ottobre.
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >