Riaperti i rubinetti del gas russo nel metanodotto di Tarvisio, al confine tra Friuli e Austria. I russi hanno trovato una soluzione con gli austriaci. L’interruzione infatti era cominciata sabato scorso a causa di una disputa commerciale tra il colosso russo dell’oil&gas Gazprom e Gas connect Austria, l’operatore austriaco del dispacciamento gas.
Il nodo era un deposito cauzionale che i russi non avrebbero pagato alla società di dispacciamento austriaca impedendo il passaggio del gas attraverso il Tag (Trans Austria gas pipeline). Le regole in vigore in Austria da fine settembre prevedono che il gas trasportato fino al confine con il Paese sia consegnato all’operatore locale a fronte di una garanzia fisica a supporto di tale transito.
La soluzione sarebbe arrivata dopo l’intervento dell’Eni che avrebbe versato la garanzia di 20 milioni di euro. «Gazprom e gli acquirenti italiani sono riusciti a trovare un accordo sul formato di cooperazione tra i cambiamenti normativi in Austria alla fine di settembre. L’operatore austriaco ha comunicato la sua disponibilità a confermare le nomine di trasporto di Gazprom export, il che rende possibile la ripresa delle forniture di gas russo attraverso il territorio austriaco», spiega una nota diffusa da Gazprom guidato da Alexey Miller e citata dalla Tass.
Era stato lo stesso ad di Eni, Claudio Descalzi, nei giorni scorsi a prospettare la possibile soluzione, a margine degli Eni award: «Stiamo vedendo come sia possibile subentrare o al trasportatore o a Gazprom. Si parla di 20 milioni di garanzie su miliardi di euro che passano e quindi adesso vediamo se riusciamo a subentrare e facciamo questo sforzo monetario».
I flussi in entrata al Tarvisio attraverso il gasdotto Tag del metano siberiano, attualmente rappresentano il 10% dell’import italiano, mentre fino al 2021 rappresentava il 40%. Forniture che si sono ridotte, ma che sono necessarie in via dell’aumento dei consumi in inverno.
Il governo Draghi ha programmato di sostituire progressivamente gli oltre 20 miliardi di metri cubi all’anno di gas importati da Mosca fino allo scorso anno con gli oltre 80 milioni di metri cubi che arriveranno dall’Algeria. Nella stagione fredda l’Italia potrà poi contare su circa 4 miliardi di metri cubi addizionali dal nord Europa e sulle prime forniture addizionali di Gnl in particolare dall’Egitto.
Dalla prossima primavera, inoltre, inizierà ad arrivare in modo importante tutto il gas naturale liquefatto addizionale da Egitto, Qatar, Congo, Angola e Nigeria, per complessivi 4 miliardi nel 2023 e 7 miliardi nel 2024.
Nel frattempo, la piattaforma europea Agsi (Aggregated gas storage inventory) ha reso noto che gli stoccaggi di gas italiano sono stati finora riempiti al 91,3% della propria capacità massima, più quindi della media europea che si attesta all’89,61%.
In conclusione, tra gas russo, gas algerino, temperature non polari, gestione dei picchi di consumo giornalieri, capacità dei gasdotti interni e risparmi, meno calore e meno consumi, gli italiani dovrebbero «passà a nuttata».
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