Gualtieri minaccia ma il suo nome c’è
Il sindaco di Roma annuncia una «risposta legale» allo scoop della Verità. Il documento classificato degli 007 però è chiaro: è considerato «amico del Marocco».

Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, non ha preso bene lo scoop della Verità che ieri ha svelato che il suo nome compare tra quelli contenuti in un’informativa di intelligence come «gli attuali eurodeputati socialisti e i loro assistenti considerati dal Dged – i servizi segreti di Rabat – “amici del Marocco”». Per replicare, Gualtieri non ha scelto la strada delle spiegazioni sulle sue attività a Bruxelles, quando, dal 2009 al 2019, è stato un eurodeputato eletto nelle liste del Pd. Cosa che, invece, hanno fatto altri suoi ex colleghi che hanno visto il loro nome finire sui giornali nelle cronache del Qatargate. Come ad esempio Andrea Cozzolino, che ha affermato di non aver mai «incontrato persone vicine ad agenzie o servizi di sicurezza». Attraverso una nota diffusa dal suo ufficio stampa, Gualtieri ha fatto saper di ritenere quello che abbiamo raccontato «falso e vergognoso» e che l’unica «risposta che merita è quella legale», motivo per cui l’ex ministro dell’economia ha «dato mandato» al suo legale «di valutare la rilevanza penale dell’articolo per una querela al giornale».

Noi rispondiamo spiegando che il suo nome è inserito in uno dei documenti classificati elaborati dai servizi segreti coinvolti nell’indagine sulla presunta cricca dell’Europarlamento e trasmessi al giudice istruttore Michel Claise. Il foglio visionato dalla Verità ha un’intestazione in inglese («Current mep’s and assistants who are considered by the Dged as “friends of Marocco”»). Nell’elenco il nome Gualtieri è associato all’indicazione «Partito democratico Italy». Nella lista anche gli europarlamentari pd Cozzolino, Brando Benifei, Alessandra Moretti, la greca Eva Kaili, i belgi Maria Arena e Marc Tarabella e gli assistenti Francesco Giorgi e Giuseppe Mario Meroni. Non è la prima volta che il nome di Gualtieri compare in un documento che lo indica come «amico». Tra il 2016 e il 2017 infatti, il suo nome era comparso in un documento divulgato dal sito Dc leaks intitolato «alleati affidabili al Parlamento europeo (2014-2019)». Un elenco fatto preparare dall’ Open society european policy institute, emanazione della Open society foundation del miliardario George Soros.

Gualtieri era citato tra gli italiani affidabili, insieme, tra gli altri, con Cozzolino, Antonio Panzeri, Brando Benifei. Ovvero tre dei nomi comparsi nell’inchiesta Qatargate, insieme a quelli di Tarabella e dell’Arena.

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