Trump annuncia dazi del 25% sulle auto
Donald Trump (Ansa)

La misura imposta dal presidente americano sarà permanente ed entrerà in vigore dal 2 aprile: «È l’inizio della liberazione dell’America» ha dichiarato il tycoon dallo Studio Ovale. La Casa Bianca stima un guadagno fino a un trilione di dollari.

La guerra commerciale intrapresa da Donald Trump si arricchisce di un nuovo capitolo. Il tycoon ha infatti annunciato nella giornata di ieri l’imposizione di dazi del 25% su tutte le auto importate. Si tratta di una misura permanente e che entrerà in vigore dal 2 aprile, che coinvolgerà anche i produttori di pezzi di ricambio.

Secondo le stime previste dal governo americano, questa mossa permetterà agli Stati Uniti di incassare un guadagno che può variare dai 600 milioni a un trilione di dollari. «È l’inizio della liberazione dell’America» – ha dichiarato Trump dallo Studio Ovale – «Questi dazi saranno permanenti al 100%, ma non ci saranno tariffe sulle auto se saranno prodotte negli Stati Uniti. Queste tariffe si aggiungeranno a quelle esistenti già in vigore». E a chi avanza dubbi sul fatto che questa decisione possa rivelarsi un boomerang per la stessa industria automobilistica americana, preoccupata di andare incontro a una riduzione degli investimenti dall’estero e quindi dei profitti, il presidente Usa replica: «I produttori di auto esteri stanno già cercando siti per produrre da noi. Ricominceremo a costruire automobili, cosa che sappiamo fare da molto tempo». I dati del 2024 raccontano che l’America importa quasi il 50% di tutte le auto vendute e il 60% dei pezzi di ricambio, per un valore totale di 474 miliardi di dollari, che coinvolge in prima linea come fornitori Giappone, Corea del Sud, Germania e Messico.

L’idea di Trump è quella di incentivare la produzione interna e portare sempre più costruttori stranieri a investire e produrre negli Stati Uniti. Ma quel che è certo è che i dazi annunciati ieri da The Donald rappresenteranno un duro colpo per un settore in piena crisi. Il solo annuncio della misura ha generato una reazione immediata dei mercati azionari, con Wall Street che ha chiuso in negativo e le più importanti case automobilistiche in perdita: General Motors ha registrato un rosso el 3,12%, Stellantis, proprietaria di Jeep e Chrysler, ha chiuso a -3,2%. Anche la reazione delle borse asiatiche: Tokyo ha chiuso la giornata con il -0,60% con i titoli di Honda al -2,5%, Toyota al -2%, e Nissan al -1,7%; mentre Seul ha chiuso al -1,4%.

Da Bruxelles, l’Unione europea ha affidato la sua reazione alle parole del presidente della Commissione, Ursula von der Leyen: «Le tariffe sono tasse: dannose per le aziende, peggiori per i consumatori, negli Stati Uniti e nell’Ue. L’Unione europea continuerà a cercare soluzioni negoziate, salvaguardando al contempo i propri interessi economici». Ursula si è poi detta profondamente rammaricata: «Deploro profondamente la decisione di imporre dazi del 25% sulle auto non prodotte negli Stati Uniti. L’industria automobilistica è un motore di innovazione, competitività e posti di lavoro di alta qualità, attraverso catene di fornitura profondamente integrate su entrambe le sponde dell’Atlantico».

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