L’indice Nasdaq da inizio anno ha perso il 25%: le vendite rallentano per problemi di approvvigionamento, mercato stagnante e riduzione dello smart working. Ma per chi può attendere, rendimenti anche a tre cifre.

Per il settore tecnologico il 2022 si sta dimostrando un anno molto difficile con l’indice Nasdaq in discesa di oltre il 26,5%, cifra che diventa il -16,5% per chi ha investito in questo comparto in dollari americani e non con cambio coperto. Il rialzo dei tassi d’interesse ha influenzato negativamente il comparto che era molto salito negli anni passati in uno scenario che prevedeva denaro a buon mercato quasi per sempre e vendite in crescita costante. Così, in molti casi, le valutazioni di molte società che producono componentistica prevedevano solo scenari senza nuvole.

Si è invece assistito a un vero e proprio crollo di diverse società che hanno mostrato – dopo il boom collegato alla fase più acuta della pandemia – tassi di crescita nettamente più bassi delle attese. Nel nuovo scenario sempre più recessivo ora le aziende tecnologiche specializzate nell’hardware stanno iniziando a tagliare i costi e gli investimenti. Si è passati quasi improvvisamente dal boom alla crisi post Covid, anche per diversi problemi alle catene di approvvigionamento che hanno fatto saltare e slittare molte vendite.

Durante la pandemia, inoltre, erano state sviluppate enormi capacità per preparare l’industria e le imprese a un nuovo mondo in cui le persone avrebbero lavorato da casa e fatto rete in tutto il mondo. Ma questi piani erano spesso esagerati, come hanno mostrano gli ultimi risultati trimestrali di giganti come Dell e Hewlett Packard.

E anche le società di chip come Nvidia, Amd o Intel stanno attraversando un momento difficile. Tutte evidenziano una crescita debole o persino un calo delle vendite in un contesto dei consumi che sta diventando sempre più stagnante o recessivo in diversi Paesi. Nvidia, ad esempio, stima che il divieto di esportare determinati prodotti high tech in Cina comporterà una perdita di ricavi di circa 400 milioni di dollari nel trimestre. Amd e Intel prevedono una crescita moderata nei data center. Anche la domanda di personal computer appare in calo. Nelle ultime settimane, Western digital, Intel e Nvidia hanno avvertito di richieste in diminuzione riducendo le previsioni di utile. In particolare, nel trimestre di luglio, le vendite di personal computer Hp sono diminuite del 25% anno su anno, con un forte calo del 32% negli acquisti di notebook.

Se non altro, «alcuni spiragli di luce si vedono nella catena di approvvigionamento che sta migliorando (anche i costi di spedizione sono tornati a scendere) e alcune società (come Apple e Cisco system) hanno presentato dati trimestrali solidi grazie in parte alla disponibilità dei componenti migliore del previsto», spiega Salvatore Gaziano, direttore investimenti di Soldiexpert scf.

In effetti, a dispetto di un 2022 a dir poco complicato e caratterizzato da una moltitudine di segni meno, i titoli, i fondi e gli Etf a tre anni possono tutti vantare rendimenti molto elevati, anche a doppia cifra. Basta dare uno sguardo al titolo Apple o a quello di Asml holding, rispettivamente con una crescita del 247% e del 128% in 36 mesi.

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